𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗔𝗙𝗙𝗥𝗢𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗧𝗜 𝗣𝗜𝗔𝗖𝗘

Capita spesso di non trovarsi bene nel lavoro che si svolge. Alcuni lo vivono male, altri addirittura arrivano a odiarlo. Tanti possono essere i motivi, come la perdita di interesse o addirittura la mancanza di interesse fin dall’inizio. In altri casi si può essere in trappola in un ambiente tossico, con colleghi dispettosi o con capi che non apprezzano i tuoi sforzi limitandosi a caricare di impegni le tue giornate già molto piene.
A tutto ciò va sommata, in molti casi, l’impossibilità di lasciare il lavoro per diversi motivi tra cui quelli economici, che spesso sono in cima, o mancanza di altre opportunità lavorative.

Qualunque sia la tua situazione lavorativa, se c’è qualcosa che non va in quella sfera e non riesci per qualsiasi motivo a lasciare il tuo lavoro potresti seguire alcuni semplici consigli che ti permetteranno di affrontare il momento. 
Potrebbe essere utile, ad esempio, individuare ciò che ti rende infelice. Molto spesso la vita privata e quella lavorativa si intersecano creando degli stati d’animo in un ambito che si riflettono sull’altro. Ecco perché spesso il problema non è al lavoro ma nella vita privata. Può capitare che la relazione di coppia si stia deteriorando e che i litigi siano costanti tra i coniugi. I loro bisogni emotivi rimangono insoddisfatti ed essi si sentono vuoti e scoraggiati. La presenza costante di questi sentimenti nella loro vita privata influenza fortemente anche l’ambito lavorativo generando un malessere costante. Per altri il lavoro diventa un modo per medicare una relazione ferita e che non riesce a riprendersi da sola. Usano il lavoro per riempire quei buchi emotivi. Di conseguenza esso smette di essere gratificante perché diviene una via di fuga.

Se invece non sono i problemi personali ad influenzare il tuo stato d’animo sul luogo di lavoro, cerca di focalizzarti sulle tue frustrazioni in ufficio, successivamente dai un valore di soddisfazione o di insoddisfazione ad ognuno di essa per determinare quanto impatti sul tuo stato d’animo.
Se il tuo posto di lavoro è tossico, è necessario impostare dei confini, come quelli relativi alla tua disponibilità temporale ed alla tua presenza sul luogo di lavoro. In effetti, è importante comunicare in modo chiaro le proprie necessità. Ciò include anche chiedere agli altri di ripetere quello che hai detto per assicurarti che abbiano capito. È necessario trasmettere il messaggio che le tue esigenze hanno un’importanza e che puoi anche dire no se non vuoi assumerti altre responsabilità o delegare il tuo lavoro.

Lamentarsi del proprio lavoro e del malessere che esso provoca genera in te emozioni negative ed ansia. Impara a disintossicarti dalla negatività. Non lamentarti del tuo lavoro per una settimana, cerca di ridurre gli strascichi del malessere al minimo, evita di “infettare” i momenti belli (uscite con gli amici, serate al cinema, al ristorante), con le “scorie” di quello che ti fa stare male a lavoro. Continuare a rimuginare sui motivi per cui il tuo lavoro è terribile ti tiene bloccato in pensieri pessimistici, impedendoti di vedere possibili e vantaggiosi momenti di benessere intorno a te. Non lamentarti in continuazione ti permette invece di stabilire la distanza tra te ed il tuo malessere, dando vita ad una visione della situazione quanto più oggettiva possibile.
Avere a che fare con il lavoro che non ti fa stare bene sicuramente non favorisce la tua crescita. Quindi prendilo come un banco di prova; concentrati sullo sviluppo delle tue capacità per opportunità future. Cosa vuoi e puoi imparare da quella situazione lavorativa? Quali abilità puoi acquisire o affinare che ti possano ritornare utili? Arricchendo le tue competenze, le conoscenze, le tue capacità potresti ampliare il tuo campo d’azione nella tua azienda o cercare all’esterno di essa un nuovo inquadramento lavorativo.

La tendenza di molte persone è di identificarsi con il proprio lavoro. Ma, ricorda, il tuo lavoro non è quello che sei; la felicità al lavoro non definisce la tua autostima. Focalizzati su ciò che sei al di fuori del tuo lavoro, sui tuoi valori, le tue capacità, le tue attitudini e motiva te stesso per migliorare ciò che sei nella vita. Focalizzati su te stesso e su ciò che conosci di te, su ciò che ti attrae e ciò che invece ti infastidisce.

A volte rimaniamo ingabbiati in un lavoro a causa dei “dovrei”. Ci sentiamo legati alle aspettative che i nostri genitori o noi abbiamo creato per noi stessi anche se non sono più funzionali al nostro benessere. “Dovrei essere in questo modo”, “Dovrei ricoprire quel ruolo al lavoro”, “Dovrei accettare le critiche del mio capo”, ecc. Ci viene insegnato che le nostre vite debbano seguire un copione rigoroso: frequentare la scuola, scegliere un lavoro remunerativo, perseguire una carriera ben prevista, ecc. In realtà non è così perché la vita è disordinata, le nostre personalità sono fluide, siamo dinamici, cresciamo e cambiamo.
Aggrapparsi ai “dovrei” ci tiene solo ingabbiati in lavori che ci rendono infelici.

Se ti trovi quindi a fare un lavoro che non ti piace, che ti rende ansioso ed infelice, che mina la tua serenità, esplora i motivi per cui puoi smettere perché forse ciò che te lo impedisce è un “dovrei” e potresti voler esplorare altre opportunità. Seguire ciò che pensi ti renderebbe sereno. Essere in un lavoro che odi può essere demoralizzante, ma ci sono modi per migliorare la situazione. E, se ti rendi conto che rimani in quel lavoro solo a causa dei tuoi “dovrei”, considera che cosa vuoi veramente, ma fallo sul serio!

© 𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗮𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼
𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 – 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗮

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Pasquale Saviano
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