IL DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

Definizione:

Il disturbo dello spettro autistico (o ASD, acronimo inglese di “Autism Spectrum “Disorder“) è un insieme eterogeneo di disturbi del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente le aree del linguaggio della comunicazione e dell’interazione sociale, i soggetti a cui vene diagnosticato mostrano interessi ristretti, stereotipati e comportamenti ripetitivi.

I diversi livelli di compromissioni di tali aree e la potenziale co-morbilità con altri disturbi di tipo neurologico, psichiatrico o medico concorrono a delineare il quadro clinico e generico della persona nello spettro autistico.

Sintomi :

L’ASD copre un ampio spettro di sintomi, livelli di abilità e disabilità, che possono influire o meno, nell’autonomia personale e di vita quotidiana. Come scopriremo più avanti, una diagnosi precoce diventa fondamentale per poter intervenire in maniera efficace sulle diverse componenti di compromissione, o meglio di “diversità di funzionamento”.

I soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico hanno generalmente sintomi che si manifestano con difficoltà nella comunicazione e interazione social, difficoltà di comprensione del pensiero altrui e difficoltà ad esprimersi con parole o attraverso la gestualità o con l’utilizzo dei movimenti facciali.

In aggiunta, possiamo riscontrare anche una iper sensibilizzazione  dei sensi come l’udito, il tatto, il gusto, l’olfatto e la vista inoltre presentano  movimenti del corpo ripetitivi e stereotipati, come per esempio dondolio, auto stimolazione sensoriale o battito di mani.

Possono avere inoltre, risposte insolite alle persone, attaccamenti agli oggetti, resistenza al cambiamento nella loro routine, o comportamento aggressivo o autolesionista.

Soggetti affetti da ASD possono sembrare non  prestare attenzione a persone oggetti o attività nell’ambiente che li circonda.

Dati e prevalenza del disturbo nella popolazione 

Molto spesso mi hanno hanno chiesto come mai i disturbi dello spettro autistico fossero così in aumento negli ultimi anni.

Il presunto aumento, in realtà , si deve ad una maggiore formazione di Psicologi e Medici, alle modifiche dei criteri diagnostici e l’aumentata conoscenza del disturbo da parte della popolazione generale, connessa anche al contesto socio-economico, questi sono dei fattori da tenere in considerazione nell’interpretazione di questo incremento.

In breve i disturbi dello spettro autistico ci sono sempre stati ma prima non si avevano gli strumenti ed una conoscenza sufficientemente adeguata come l’abbiamo al giorno d’oggi.

Questa stima nazionale è stata effettuata nell’ambito del “Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico” co-coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute

Attualmente in Italia , la prevalenza del disturbo è stimata essere circa 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenti un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono 4,4 volte in più rispetto alle femmine.

Diagnosi precoce: perché è bene farla ?

La diagnosi, generalmente, non viene formalizzata prima dei 3-4 anni di età (anche se è possibile riconoscere i segnali di rischio per un disturbo della comunicazione e dell’interazione sociale già a 18 mesi) e la sua definizione è considerata  affidabile già a 24 mesi se condotta da personale esperto nel riconoscere i segnali precoci di una disfunzione socio-comunicativa.

I bambini affetti dall’autismo hanno difficoltà ad interagire adeguatamente con gli altri in particolare presentano una compromissione del comportamento non verbale (come lo sguardo diretto, l’espressione mimica), un’incapacità di sviluppare relazioni con i coetanei, una mancanza di ricerca spontanea della condivisione di interessi con altre persone.

Sul piano delle competenze linguistiche questi bambini presentano un’alterazione qualitativa della comunicazione che si esprime in ritardo o totale mancanza del linguaggio parlato (non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso l’uso di gesti), uso di  linguaggio stereotipato e ripetitivo o eccentrico, difficoltà a partecipare ai di giochi di simulazione o giochi in autonomia.

È stato provato che la diagnosi precoce e l’avvio conseguente di un intervento mirato possa migliorare notevolmente la prognosi dei bambini con ADS e la qualità di vita delle loro famiglie.

Per poter raggiungere questo obiettivo è quindi cruciale individuare le migliori pratiche per lo screening e la diagnosi di ASD già nelle prime fasi dello sviluppo.

Una delle tecniche riabilitative che ha avuto un riscontro Scientifico maggiore rispetto ad altre è L’Applied Behaviour Analisis (A.B.A) ovvero l’analisi applicata del comportamento; si tratta mi una tecnica pratica per la progettazione, messa in atto e valutazione di programmi di intervento. Tale pratica è fondata sull’osservazione e la registrazione del comportamento che forniscono la base di partenza per la progettazione ed attuazione di interventi per il cambiamento di comportamenti inadeguati e l’apprendimento di nuove abilità.

Il ruolo della famiglia:

La famiglia del bambino a cui è stato diagnosticato questo disturbo si trova nella difficile situazione di doversi confrontare con qualcosa di totalmente sconosciuto fino a quel momento e sentimenti come paura, rabbia e frustrazione diventano qualcosa con cui fare i conti ogni giorno.

 Il ruolo che i genitori ricoprono nella vita di un soggetto cui è stata diagnosticata questa sindrome è centrale poiché dalla loro collaborazione nel mantenere a casa le tecniche,  che gli esperti hanno studiato e modellato sul paziente , dipenderà la velocità con cui si raggiungeranno gli obiettivi concordati.