𝗦𝗘𝗡𝗧𝗜𝗥𝗦𝗜 𝗩𝗨𝗢𝗧𝗢: 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 𝗘 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗙𝗔𝗥𝗘

Una sensazione di vuoto, proprio lì, nel tuo petto. Non sai da dove nasce, a cosa è dovuta, non sai perché c’è. A dire il vero non sai dire neanche se è tristezza, malinconia, noia; potrebbe essere un po’ di tutto. Non è raro sentirsi in questo modo e quello che le persone riportano è un forte senso di vuoto, ma ognuno lo categorizza in modo diverso. Si tratta però di qualcosa di reale e, sebbene sia molto opprimente, può essere gestito. Non è semplice scoprire cosa si nasconde dietro questa sensazione, ma un primo passo verso la risoluzione è cominciare a cercare dentro se stessi.

La sensazione di vuoto può durare per qualche ora o alcuni giorni e risolversi da sola. Oppure può protrarsi per più settimane e necessitare, per risolversi, dell’assistenza di un professionista della salute mentale che aiuti a capirne il perché. Un senso di solitudine caratterizza questo stato d’animo, una strana confusione sugli obiettivi e la mancanza di motivazione per perseguire qualsiasi cosa nella vita.

Si tratta di un’esperienza che tutti potrebbero vivere. Alcuni riportano un senso di vuoto al cuore. Potrebbe essere attribuibile a cause biologiche come variazioni dei livelli ormonali o qualcosa di oggettivo, come la perdita del lavoro o la presenza di una pandemia o ancora malesseri che hanno radici profonde nel proprio passato. Qualsiasi fase o situazione della vita che potrebbe richiedere di riflettere su te stesso o sulla vita in genere potrebbe anche portare ad una temporanea sensazione di vuoto a cui è importante dare voce per comprenderne cause e caratteristiche. Solo uno specialista potrà diagnosticare accuratamente la tua condizione decretando se si tratti di depressione, disturbo bipolare o disturbo da stress post traumatico, o magari di altro.

Ma cosa succede quando ti senti vuoto?
Può capitare di perdere il contatto con te stesso. Infatti non è insolito perdere la capacità di comprendere se stessi, le proprie emozioni e cadere in quella persistente sensazione di vuoto. Per alcuni è: “Vivere senza scopo”, come se non fosse loro chiaro chi sono e cosa vogliono diventare. Del resto non avere obiettivi di vita o sogni specifici può portare un senso di vuoto. Ma tutto ha un senso; ad esempio perdere il contatto con te stesso può essere ascrivibile anche a relazioni andate male o che assorbono completamente, ad un lavoro impegnativo e stressante o la perdita di una persona cara. Infatti a volte un lungo processo di lutto irrisolto può causare questo tipo di malessere. Un senso di abbandono, un’esperienza dolorosa non risolta. Quando non parliamo apertamente o non esploriamo le emozioni negative che ci accompagnano da tempo esse tenderanno ad emergere in altri modi. Già Freud e Jung erano consapevoli del fatto che ciò che cerchiamo di nascondere a noi stessi (in termini di vissuti ed emozioni) ricomparirà più forte e devastante soprattutto sarà difficile da gestire. Quindi anche se ti sembra doloroso o opprimente pensare o parlare di eventi del tuo passato che ti fanno o ti hanno fatto male, ciò è necessario perché solo così potrai elaborarli e superarli senza più subirli.

Un errore che spesso fa chi prova un senso di vuoto e che addirittura può innescarlo è legato al prendersi cura di se stessi. Infatti per alcune persone è più importante prendersi cura degli altri prima che di se stessi, pensando che rendere felici gli altri renda felici anche loro. Ma in casi come questi, quando cioè si prova un senso di vuoto è importante considerare che supportare gli altri non è esclusivo rispetto a sostenere se stessi. Anzi per offrire un buon grado di supporto e sostegno agli altri è necessario prima imparare a curare e sostenere noi stessi. E’ proprio la tendenza a non ascoltare le nostre esigenze che potrebbe farci sprofondare in quel senso di voto. Non prendersi cura dei propri bisogni, non ascoltare le tue speranze, i tuoi desideri ti fa sentire vuoto, può portarti ansia, senso di colpa, vergogna. Tutti i sentimenti che minano profondamente l’autostima ed il senso di benessere.

Molti studi hanno decretato che il mantenimento di relazioni strette e buone è l’aspetto più importante dell’esperienza umana. Quindi non sottovalutare questo aspetto. Ciò non significa avere quante più relazioni possibili ma averne di qualità. L’intimità emotiva, il supporto, l’ascolto attivo e la compagnia sono tutti importanti. Se questi mancano nella vita di ognuno di noi potrebbero nascere sentimenti di vuoto e solitudine. 

Quando i miei pazienti mi riferiscono di un senso di vuoto si preoccupano sempre di chiedermi se sono depressi. Io gli faccio notare che la depressione è una condizione di salute mentale che comprende diversi sintomi tra cui: mancanza di energia e motivazione, sentimenti di tristezza e mancanza di speranza, problemi di sonno, mancanza di concentrazione, senso di inutilità e di colpa. Tutti i sintomi ben definiti e che danno l’esatta caratterizzazione di un disagio psichico molto forte. Certo tra i sintomi della depressione potrebbe rientrare anche una sensazione di vuoto, una sensazione legata al non preoccuparsi di molto, non essere interessati alle cose, non sentirsi spinti verso una direzione.

Tuttavia, alla fine cerco di far capire loro che sentirsi vuoti non è sempre un segno di depressione e che per diagnosticare tale patologia psichica dobbiamo lavorare attentamente insieme cercando di capire la natura di quei sentimenti e come fare affinché possano sentirsi meglio. Scatta a questo punto l’altra richiesta: “Come smettere di sentirsi vuoto?”. E’ naturale essere preoccupati se vediamo dei cambiamenti in noi stessi. Il primo passo da fare è quello di affrontare questa sensazione. Un percorso che aiuti a elaborare i propri sentimenti, scoprire la causa del malessere per affrontarlo nel modo migliore è sicuramente la scelta più saggia. Chiudersi in se stessi, dedicarsi ad altro, stare fermi aspettando che passi non è una buona scelta perché così facendo questa sensazione aumenterà tramutandosi in qualcosa di più grande e difficile da affrontare che incuterà timore e senso di impotenza.
Cercare di non cadere nel malessere colpevolizzandosi è un altro passo da fare; sii gentile con te stesso perché ciò che stai facendo è il meglio che puoi. Diceva Theodore Roosevelt: “Fai quello che puoi con quello che hai nel posto in cui sei”. Sentirsi in colpa non è raro ma potrebbe impedirti di cercare aiuto. Inizia col riconoscere i tuoi sentimenti e bisogni. Anche se è impegnativo cerca di evitare di ignorare ciò che in realtà provi.

Se il senso di vuoto ed i tuoi sentimenti sono legati ad una perdita che hai subito (o un abbandono) concediti del tempo e degli spazi per piangere, scaricare il malessere, elaborare la perdita o il senso di abbandono. Il dolore ha molteplici sfaccettature pertanto esistono diversi modi per elaborarlo, non ne esiste uno giusto o uno migliore rispetto ad un altro. Riconosciuta la perdita e le emozioni che essa ti suscita puoi focalizzarti sul dolore che provi ad attraversare le cinque fasi che lo caratterizzano. E’ importante non colpevolizzarsi per ciò che si prova. Se ti senti triste non trattarti male, se hai subìto una perdita datti il tempo di elaborarla prendendoti cura di te, trattandoti con compassione, elabora il lutto in modo sano, magari con l’aiuto di uno specialista della salute mentale.

A volte è anche necessario dedicarsi a determinati eventi o attività per non pensare a come ci si sente e cosa ci fa stare male. Uscire con gli amici o fare delle attività ludiche come videogiochi o ancora dedicarsi agli hobby è un ottimo modo per dedicarsi a se stessi. Ma anche guardarsi dentro, esplorare i propri pensieri, paure, speranze e sogni è importante. Attività diverse funzionano con persone diverse; per qualcuno possono essere utili attività come la meditazione, la scrittura o l’esercizio fisico che aiutino a focalizzarsi su se stessi. All’inizio può sembrare difficile, scomodo ma più lo farai più ti eserciterai e meno saranno presenti quei “sentimenti vuoti”.

Esplorare te stesso ed i tuoi sentimenti è solo il primo passo, connetterti con essi ti aiuta sicuramente a vivere meglio, ma poi è necessario che tu ti connetta con gli altri; entrare in contatto con altre persone serve anche al confronto, a mettersi in gioco. Permettere a chi ti sta vicino di entrare in contatto con i tuoi sentimenti e le tue emozioni ti aiuta a scaricare quel senso di vuoto fuori da te. Un umore depresso porta a trascurare se stessi. Molti pazienti riferiscono di non riuscire a prendersi cura di se stessi neanche nelle cose di base come mangiare bene, dormire a sufficienza, lavarsi, ecc. La fame e la stanchezza possono esacerbare i sentimenti negativi. Il mio consiglio, in questi casi è di dedicarsi a qualcosa che dia loro un senso di tranquillità e rilassatezza; uno sfogo positivo per le proprie emozioni: un’attività creativa, un hobby, scrivere un diario. Alcuni pazienti traggono molto beneficio da corsi di yoga o di meditazione guidata (esistono app specifiche o video su YouTube).

Mettere te stesso al centro del tuo mondo è un ottimo modo per superare questo stato d’animo. prova a proteggerti dal dolore lodandoti. Reprimere i sentimenti negativi è un ottimo modo per prenderti cura di te e se ci sei riuscito è bene che tu te lo riconosca. Lodati per tutti i modi che hai escogitato per affrontare gli eventi difficili della tua vita.
A volte sentirsi vuoti può portare a sentimenti più angoscianti. Se ti trovi in questa situazione forse è il caso di prendere in considerazione un percorso di psicoterapia. essa ti può aiutare a prendere le tue decisioni in modo funzionale affinché tu riesca ad implementare i sentimenti positivi. Un professionista della salute mentale può aiutarti a superare questo senso di vuoto ed i sintomi della depressione, può aiutarti a capire come “funzionare” è meglio nella tua vita quotidiana.

Anche se di tanto in tanto può capitare di provare una sensazione di vuoto o di non meglio definito malessere, se questi sentimenti sono persistenti, frequenti e quando si presentano sono difficili da mandar via è necessario riconoscere come ti senti e mettere in atto strategie di autocura per cominciare; magari focalizzandoti attentamente su ciò che provi e cercando di alleviare i sintomi in qualche modo mentre ti rivolgi ad uno specialista. Che tu stia sperimentando relazioni difficili, perdite o mancanza di obiettivi o significati di vita, sei degno di vivere una vita significativa e appagante.

© 𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗮𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼
𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 – 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗮

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