𝗗𝗘𝗣𝗥𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗-𝟭𝟵: 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗖𝗢𝗥𝗥𝗘𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘?

Supervisor: Antonino La Tona ©

Sono ormai passati quasi due anni da quando il COVID-19 è entrato prepotentemente nella nostra vita. Ancora oggi per molti è un confronto con qualcosa di sconosciuto che difficilmente si riesce a gestire. C’è chi ne è stato colpito, chi ha perso una persona cara o chi ha paura di essere infettato. Chiunque oggi vive un senso di disagio a causa della pandemia. Per alcuni i sintomi di una depressione sono oggi legati al COVID. Tra il 2020 al 2021 le diagnosi di disturbi di ansia e depressione sono saliti infatti al 41% a livello mondiale (per ciò che si conosce).

La domanda che ci si pone oggi è quanto le cause di questo aumento di disagi psichici siano ascrivibili a fattori esterni e quanto effetti di una patologia già insita nella popolazione. Le ricerche propendono per entrambe le risposte. Un sistema immunitario molto provato dal virus può avere una forte ricaduta anche sul benessere psichico. Questo fa pensare che l’aumento di casi di disagio psichico possa essere legato al coronavirus e che alcuni di essi possano perdurare per i mesi successivi. Inoltre, non è facile rimanere calmi e non deprimersi se si ha a che fare col virus in qualsiasi modo. Perdita di olfatto e gusto, ad esempio, genera ansia per la ridotta capacità di controllo sull’ambiente che ci circonda.

Siamo creature sociali ma la nostra socialità viene annullata con il distanziamento fisico e sociale; può essere estremamente doloroso non poter attuare una delle cose per cui siamo programmati: la connessione tra gli umani.
I blocchi e le quarantene dei mesi scorsi sono stati associati all’aumento di ansia e sintomi depressivi in persone che già avevano questi disagi, lievi o gravi; ma anche alla comparsa di sintomi di disagio e malessere psichico in persone che non avevano mai accusato tali problematiche. Soprattutto gli anziani che si sentivano soli hanno riportato maggiori problematiche legate alla depressione. La pandemia ha lasciato tutto intorno altri fattori scatenanti della depressione. Questi possono includere: paura di ammalarsi o morire a causa del virus, impossibilità di essere curati o ricevere assistenza, dolore per la perdita di persone care, paura di morte a seguito della vaccinazione.

È importante capire che non sempre è possibile gestire questi sentimenti da soli. Esistono specialisti e risorse disponibili a favorire aiuto e sostegno per far fronte a ciò che sta succedendo. Migliorare la qualità di vita in questo difficile momento è possibile con l’aiuto di uno psicoterapeuta.
Può sembrare una lotta svolgere le attività quotidiane ma bisogna sempre focalizzarsi sulla luce alla fine del tunnel; oggi può essere più facile gestire i contagi usando i DPI, i vaccini sono disponibili e la protezione del corpo ormai ampiamente in essere. Ciò che resta da fare è focalizzarsi sulla salute mentale mettendo in atto alcune strategie che possono aiutare a stare meglio: meditare, respirare in modo profondo e controllato, mantenere un buon ritmo sonno/veglia, limitare o evitare l’uso di alcol e sostanze stupefacenti, mantenere il contatto con altre persone, vaccinarsi per stare tranquilli. È importante ricordare sempre che la depressione è gestibile.

Sentirsi sopraffatto da ciò che sta succedendo è possibile ed è normale ma è importante in questi casi confrontarsi con qualcuno per avere un supporto emotivo per ciò che si prova. Bisogna anche considerare la differenza tra depressione e tristezza. Si tratta probabilmente di depressione se si avvertono per più di due settimane: dolori inaspettati, incapacità di concentrazione, problemi a dormire, modificazioni dell’appetito, irritabilità ed agitazione. Fare attenzione a questi segnali serve per capire cosa si sta provando e quindi sviluppare una strategia più funzionale possibile al proprio benessere.

Ricapitolando: prendersi cura della propria salute mentale è importante tanto quanto proteggersi dal COVID-19. Impariamo a farlo nel migliore dei modi.

© 𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗮𝘃𝗶𝗮𝗻𝗼
𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 – 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗮

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Pasquale Saviano
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