Dissonanza cognitiva: riassunto

Chiariamo, esistono dei casi in cui la scelta non c’è proprio. In quelle circostanze non si può parlare di dissonanza cognitiva, possiamo farlo solo quando c’è possibilità di scelta. La contraddizione della dissonanza cognitiva è interna, non esterna. Se qualcuno ci obbliga REALMENTE ad agire contro la nostra volontà non c’è contraddizione perché non dipende da noi. Se invece usiamo questa come scusa, ossia se in verità avremmo potuto rifiutare l’insistenza esterna, allora la contraddizione c’è e si può parlare di dissonanza cognitiva.

Cosa succede dopo che ho ridotto la dissonanza cognitiva

Il primo effetto è il benessere. Riduciamo la dissonanza proprio per contrastare la tensione tra due idee inconciliabili dentro di noi che ci fanno stare male.

Il pericolo è quello di cadere nell’autoinganno. Giustificazione dopo giustificazione perpetuaiamo una circostanza che per noi è dannosa.

C’è chi non cambia partner, chi non cambia lavoro, chi non cambia città. La dissonanza cognitiva, in breve, è quel meccanismo che ci blocca e ci fa sempre scegliere la stabilità, anche quando il cambiamento promette maggiore soddisfazione.

Torna indietro…

Bibliografia

Psicologia Sociale. Aronson, Wilson, Sommers

State Of Mind

Share Button

Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020
 
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su argomenti che esplorano la crescita personale ed emotiva, puoi seguirmi sulla pagina facebook “Psicologia“ , oppure aggiungermi su Facebook per sottopormi le tue curiosità e i tuoi dubbi.
Vuoi commentare e condividere con noi le tue esperienze ? Iscriviti al gruppo “Psiche e benessere
Se invece stai attraversando un periodo difficile e desideri parlare con uno psicoterapeuta contatta il nostro servizio di consulenza online
 
Francesco Boz

Commenti

commenti