Non esiste nessuno più difficile di chi sa stare solo

“Non esiste nessuno più difficile di chi sa stare solo. Ha imparato a fare la cosa che fa più paura al mondo. Quindi non sarà mai disposto a barattare la sua solitudine con rapporti di circostanza, ne con persone che cercano compagnia solo perché hanno paura del vuoto”

The capacity to be alone, la capacità di stare soli, è un articolo di Winnicot del 1958 nel quale l’autore spiega quanto sia fondamentale imparare a gestire il tempo che passiamo con noi stessi.

Stare soli è la competenza sulla quale si basa la costruzione del sé e del sé relazionale. Il sé è la struttura centrale di quello che siamo, racchiude al suo interno le nostre componenti personali e permette di definirci. Il sé relazionale è quella parte del sé che origina a partire dalle interazioni con gli altri.

La capacità di stare soli non va confusa né con la paura di stare soli, né con il bisogno di non avere nessuno intorno. Questo è un punto molto importante ben chiarito dal paradosso della solitudine.

Il paradosso della solitudine dice che il modo migliore per stare da soli è avendo qualcuno accanto. Le prime esperienze di questo tipo le fa il bambino con la madre. Alla base del paradosso c’è la libertà. Se devo stare solo perché non ho nessuno con cui stare o non sono capace di stare con nessuno, la mia non è una scelta liberà. È piuttosto l’inevitabile conseguenza della mia incapacità di stare con gli altri.

Se invece ho qualcuno accanto a me, ma sono ugualmente capace di instaurare un dialogo con il mio sé che lo esclude, allora significa che ho imparato a stare solo.

Stare solo, non è più una cosa che devo fare, è una cosa che so fare.

Saperla fare significa aver imparato 4 cose.

Le abilità per stare bene solo

Quando stai da solo sei più vulnerabile. Non puoi nasconderti dietro alle scelte degli altri, devi gestire i tuoi pensieri, il mondo fuori da te devi percepirlo come amico e persino il silenzio va compreso.

#1 La libertà

Imparare a gestire la libertà è difficile, ci sono persone che non lo imparano mai (per esempio chi ha una personalità dipendente). La libertà ti obbliga a prenderti al responsabilità delle tue scelte e sostenerle anche quando gli altri sono contrari.

#2 I pensieri

Pensare può essere molto pericoloso. Quando il pensiero deraglia puoi finire schiacciato da un mondo che tu stesso hai creato nella tua testa. Se sai farlo invece, pensare da solo è un’esperienza bellissima.

#3 L’ambiente

C’è chi vive il mondo come una costante minaccia al suo benessere o addirittura alla sua incolumità. Riuscirai a stare solo con te stesso solo quando percepirai il mondo come un luogo di possibilità positive.

#4 Il silenzio

Il silenzio è rigeneratore, ma chi teme il vuoto che lasciano i silenzi non riuscirà a goderne. Dovrà riempire quel vuoto di cose accumulando fatica e tensione. La solitudine bella preveda l’amore per il silenzio.

I benefici di stare solo, facendolo bene

#1 Ricaricarsi. Siamo sempre di corsa e l’unico modo per prendere noi stessi è fermarsi che, allo stesso tempo, è anche un modo per recuperare le proprie energie.

#2 Evolvere. Da soli possono nascere profonde riflessioni che altrimenti resterebbero nascoste nella frenesia della quotidianità.

#3 Acquisire maggiore consapevolezza di sé stessi. Stare soli aiuta a riflettere e riflettere permette di entrare in contatto con la propria autenticità comprendendo cosa conta davvero nella propria vita.

#4 Sentirsi uniti ai propri cari anche a distanza. Quando c’è una distanza da una persona che riteniamo importante, il distacco ci aiuta a percepire gli elementi essenziali del rapporto: perché la riteniamo importante e cosa ci manca davvero.

#5 Creare. La solitudine è la culla della creatività La sfida con sé stessi è da sempre un’occasione per mettersi alla prova e superare i propri limiti.

#6 Conoscere se stessi. Conoscendo i propri limiti e le proprie paure è la chiave privilegiata per comprendere il mondo.

#7 Sentirsi liberi. Una canzone diceva: “la libertà è la più preziosa delle ali, non lasciare che nessuno te la strappi dalle mani”. Quando si è soli è l’unico momento in cui si può fare ciò che si vuole senza togliere la libertà altrui.

#8 Vivere il presente. Se l’ansia fa vivere nel futuro e la depressione nel passato, uno stato di benessere permette di vivere nel presente, ma per fare questo è necessario non essere sommersi da stimoli esterni.

#9 Sottrarsi a un eccesso di stimoli. Questo non vale se ci si chiude in casa e poi si sta tra la TV, le storie, la conta dei like, il controllo del profilo dell’ex, “trova amici nelle vicinanze” e magari anche Tinder (“no, non sono su Tinder!”).

Solo chi è in grado di stare da solo e ama se stesso è in grado di proiettarsi in relazioni sane e gratificanti.

Bibliografia

Winnicot D.W., 1958. The Capacity to be alone. The International Journal of Psychoanalysis.

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