Siamo tutti in cerca di equilibrio. Ma esiste davvero?

Tutti, consapevolmente o inconsapevolmente, siamo in continua ricerca di un equilibrio, vogliamo un lavoro stabile, relazioni stabili e una situazione economica stabile. Siamo profondamente legati al concetto di abitudine e causalità. Tutto ciò che non ha una causa, crea in noi un senso di confusione che tendiamo a evitare. Sottrarsi a situazioni non causali comporta un deficit per tutti noi, rimaniamo allo scuro di alcuni meccanismi che potrebbero aiutare a concepire la vita con occhi diversi. Un esempio è il concetto di regressione verso la media o regressione lineare.

REGRESSIONE VERSO LA MEDIA: UN PO’ DI STORIA

La regressione lineare (chiamata anche “regressione verso la media”) è un fenomeno statistico scoperto nel 1877 da Sir Francis Galton (il cugino di Charles Darwin) che durante uno studio sulla differenza di statura tra genitori e figli notò un evento che si ripeteva in diversi campioni (cioè diverse coppie genitori-figli, in questo caso). Galton osservò che genitori più alti avevano figli più bassi e viceversa genitori più bassi avevano figli più alti (la scoperta dell’acqua calda, potreste pensare).

REGRESSIONE VERSO LA MEDIA: ALCUNI ESEMPI
In realtà, questo concetto è più complesso di quanto sembra. Proviamo a spiegarlo con un esempio. Lo psicologo, [1]Daniel Kahneman, ha trattato questo fenomeno narrando di un’esperienza che gli accadde quando lavorava per l’aviazione israeliana con lo scopo di rendere più efficace l’addestramento dei cadetti.

Un istruttore dell’aviazione notò che le reclute che il giorno prima realizzavano una pessima prova, con un rimprovero, il giorno successivo esibivano una grande prestazione e viceversa chi aveva avuto un’ottima prestazione il giorno prima, peggiorava il giorno dopo.

Adesso tutti potreste pensare, che il rimprovero (la causa) ha cambiato la situazione. Queste conclusioni, che tutti noi abbiamo, sono tipiche del sistema 1 (trattato nell’articolo precedente “Decidere non è mai semplice: Due sistemi in nostro aiuto”) che ci indica la strada più semplice da percorrere per arrivare a una conclusione, anche se molte volte non è corretta.

Allora cosa è accaduto?
Generalmente una prestazione buona è seguita da una performance peggiore e una prestazione negativa è seguita da una prestazione migliore. Questo è un evento statistico che si presenta senza delle vere e proprie cause. Questa mancanza di prove rende difficile comprendere e riconoscere questo fenomeno anche in situazioni quotidiane.

Ad esempio, rimproverare i figli per un voto negativo ricevuto a scuola “incredibilmente” non migliora la situazione e non causa un aumento di Q.I, ma solo frustrazione e negatività. La prossima volta che vostro figlio ritorna a casa con un voto negativo, invece di punirlo, cercate di creare un patto (non di tipo materiale), che lo stimoli a fare meglio. Di certo lui non è felice di quello che è accaduto.

Inoltre lo psicologo Daniel Kanheman per spiegare questo fenomeno, in un’intervista, parla della sua formula del successo. Per Kanheman il successo=talento+fortuna. Questo vuol dire che possiamo avere un’ottima prestazione grazie al nostro talento (che controlliamo) ma la variabile fortuna la fa da padrona, perchè può migliorare o peggiorare la nostra perfomance. Questo è un concetto molto importante per capire come la regressione verso la media non è legata solo a come ci comportiamo o agiamo ma tiene conto anche della fortuna.

“La nostra vita oscilla un pò come i punti indicati su questo grafico.”

REGRESSIONE VERSO LA MEDIA: CONCETTO MULTIDISCIPLINARE
Tale fenomeno, (che forse per la prima parte dell’articolo è stato di una noia mortale) in realtà, è essenziale in diverse discipline, tra cui le scienze sociali. Possiamo “convertire” la regressione verso la media” da termine statistico in termine psicologico-sociale semplicemente dicendo che quando viviamo un periodo negativo della nostra vita, dobbiamo considerare che prima o poi arriverà un periodo positivo.

Questo, chiaramente, non vuol dire aspettare che arrivi il miracolo, ma agire in virtù del fatto che abbiamo vissuto un momento negativo e che passerà per far spazio a una situazione positiva. In fondo anche la vita è in continua ricerca di equilibrio.

La regressione verso la media in psicologia è utile per spiegare proprio quel fenomeno che proviamo tutti noi, ovvero, quando stiamo attraversando un periodo negativo, tutti in fondo siamo speranzosi, mentre quando viviamo un momento positivo tendiamo a pensare che tutto quello che stiamo provando finirà.

CONCLUSIONI
Ho voluto trattare questo argomento in modo molto “superficiale”, per via della sua complessità. Nonostante ciò, credo che tutti debbano conoscere e approfondire fenomeni così importanti che possono, in qualche modo, mutare la situazione in meglio durante determinati periodi della vita. La prossima volta che attraverserete un momento negativo, ricordatevi che ogni fase della nostra vita ha una data di scadenza, per questo è inutile disperarsi per un dato evento, perché la vita è in cerca di un continuo equilibrio.

 

 

[1] Kahneman.D., “Pensieri lenti e veloci”, “Thinking, fast and slow”, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A, 2012

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Vincenzo Paternoster

Sono uno studente di psicologia interessato a tutto ciò che riguarda il processo decisionale, l'ottimizzazione e la crescita personale. Cerco di condividere tutto quello che trovo interessante e essenziale sapere su questa splendida disciplina.

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