7 situazioni in cui la migliore risposta è il silenzio

La grammatica della comunicazione prevede anche i silenzi. Purtroppo il silenzio ci spaventa, siamo troppo abituati a riempire di parole ogni istante della nostra vita. Parole dette o sentite, lette o scritte (digitate?).

Siamo poco educati al silenzio.

Il silenzio non è assenza di comunicazione, non comunicare è impossibile. Il silenzio è una delle tante risposte tra cui ciascuno di noi può scegliere mentre si trova ad affrontare una discussione.

In alcuni casi è la risposta migliore.

Leon F. Seltzer ci suggerisce 8 situazioni in cui rispondere con il silenzio è la scelta migliore da fare.

silenzio

 

#1 Quando vorresti offendere qualcuno.

Se la discussione si accende il contenuto della comunicazione spesso si sposta dall’argomento dibattuto alle persone che lo dibattono. In quel caso la comunicazione non ha più nessuno utilità rispetto all’intento iniziale ma serve solo a sancire il proprio status nella relazione. Screditando il tuo interlocutore glorifichi te stesso. Questo tipo di azione è inutile e a lungo termine dannosa per i rapporti. Quando le parole si vuotano della loro utilità e l’obiettivo iniziale è perso meglio abbandonare il campo in silenzio.

 

#2 Quando vuoi ferire i sentimenti di qualcuno.

Come nel caso precedente, a volte la discussione perde la connotazione costruttiva e diventa un’aggressione gratuita. Se tra i gli attori in causa c’è un legame affettivo, più o meno intimo, la rabbia può suggerire di attaccare in modo vigliacco i sentimenti altrui. Non serve a nulla, meglio restare zitti.

 

#3 Quando potresti sembrare sulla difensiva o di mentalità chiusa.

Come recita quel vecchio proverbio, “meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio”. Specialmente se l’obiettivo è fare buona impressione su un nuovo interlocutore, è utile pesare mentalmente le parole prima di aprire bocca e quando non siamo soddisfatti di quello che avremmo da dire, allora tacere.

#4 Quando parli con qualcuno troppo adirato per ascoltare.

C’è un momento della rabbia che ci rende sordi. Se siete davanti a qualcuno in quello stato è inutile cercare di ragionare con lui, ogni parola che direte sarà usata per confermare le ragioni della sua rabbia. Come gettare benzina sul fuoco, meglio aspettare in silenzio che la fiamma si estingua.

 

#5 Quando parli con qualcuno che argomenta in modo stupido.

Mark Twain diceva “mai discutere con uno stupido, ti porta al suo livello e dopo ti batte con l’esperienza”. Se capite di essere stati coinvolti in una discussione affrontata in termini molto distanti dal vostro linguaggio e dalle vostre competenze, forse è meglio lasciar perdere piuttosto che sprecare tempo ed energie per il mero diletto dell’altro. Ad esempio, un professore universitario che si trovasse a discutere della suo ambito di ricerca con un neofita, dovrebbe abbassare il registro a tal punto da non dire più nulla di sensato.

 

#6 Quando rinforzi un comportamenti che sarebbe meglio si estinguesse.

A volte le nostre parole non rispondono a un bisogno di confronto, rispondono a un bisogno di attenzione. Se il nostro interlocutore ha un tono fortemente provocatorio, può darsi che tutto ciò che vuole sia essere notato. Come un bambino che fa una marachella per attirare l’attenzione della madre. O come la maggioranza delle persone che scrive o commenta gli articoli su internet. La miglior risposta da dare a questi comportamenti è ignorarli.

#7 Quando non sappiamo cosa dire.

Dobbiamo accettare che ci siano cose più grandi di noi, come il dolore. Alcuni tentativi di arginare il dolore degli altri con le parole sono inutili se non addirittura dannosi. Sono quelle occasioni in cui la semplice vicinanza fisica vale più di mille ragionamenti.

Bibliografia

Paradoxical Strategies in Psychotherapy

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Francesco Boz

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