LE ABITUDINI COME TRAPPOLA MENTALE

“Qualsiasi atto ripetuto spesso dà presto vita ad un’abitudine e un’abitudine accolta, guadagna stabilmente forza. All’inizio può essere come una ragnatela, fragilissima, ma se non si cerca di resisterle, ben presto ci lega con catene d’acciaio”.
(Tryon Edwards, teologo americano).

La curiosità, la crescita, il cambiamento dovrebbero essere alla base della vita di ogni essere umano; ma ciò non è sempre. Alcune persone, a dirla tutta la maggior parte, crescono con degli insegnamenti che influenzano il loro modo di vedere le cose fin da piccoli predisponendoli, di fatto, a delle abitudini; un insieme di comportamenti e credenze che diventa una gabbia che ci condanna ad una povertà mentale di non poco conto.
Vivere secondo delle abitudini è per molti una via di salvezza legata al timore di ciò che di sconosciuto li circonda, ecco che per molti l’abitudine diventa una sorta di rifugio, di scelta di vita. Ciò però li porta spesso a focalizzarsi solo ed esclusivamente su di esse, perdendo di vista tutto ciò che c’è intorno, così come si perdono le piccole cose della vita che spesso sono le più belle mettendo in atto rinunce e sacrifici senza neanche rendersene conto.

Una mente creativa, volenterosa di crescere, empatica, vede nelle abitudini una trappola, qualcosa di estremamente noioso che a lungo andare soffoca. La capacità di mettersi in gioco non appartiene a tutti, ma tutti possono allenare questa capacità cominciando con l’eliminazione di alcune abitudini dalla propria vita; iniziando, come in ogni cosa da quelle più semplici e passando via via a quelle più complesse, affinché la nostra mente acquisisca il coraggio di spaziare attraverso varie possibilità.

La nostra mente è, come detto, culturalmente predisposta a rimanere nella propria zona di comfort, a preferire le abitudini. Quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non ci aspettiamo essa fa fatica a ritrovare l’equilibrio perché le emozioni sono legate a fattori neurochimici e quindi possono essere ridimensionate solo attraverso una reazione chimica. Per questo il nostro cervello ha bisogno di tempo affinché la novità venga archiviata, metabolizzata e diventi un elemento familiare, quindi la volta successiva essa verrà vista come qualcosa di conosciuto.

Nella vita quotidiana abbiamo, bene o male, del tempo per adeguarci alle novità, ma in alcuni casi la novità va gestita rapidamente è quindi necessario imparare a gestire qualcosa di inaspettato molto velocemente così da poter contenere e dirigere al meglio la situazione utilizzando nel miglior modo possibile le emozioni che tale novità ci suscita senza diventarne ostaggio.
Approcciarsi ad attività artistiche come la musica, il teatro, ecc. aiuta senz’altro ad allenare la mente irrazionale. Infatti grazie ad attività artistiche è possibile addestrare il nostro cervello ad attivare la creatività e di conseguenza pensare fuori dagli schemi per reagire in modo più funzionale creando connessioni con rapidità e dandoci maggior sicurezza.
Quindi andare controcorrente spesso aiuta ad uscire dalle abitudini; e per dirlo con le parole di Jean Jacques Rousseau: “Prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene”.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta