Adolescenza

L’adolescenza è un periodo tra l’infanzia e l’età adulta, caratterizzato da profondi cambiamenti fisici, psicologici e sociali. Esso va dalla pubertà (11-12 anni circa) fino ad arrivare all’inizio dell’età adulta. L’adolescenza è, dal punto di vista biologico, un periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta. Lo sviluppo fisico è il primo cambiamento che si realizza nella prima parte dell’adolescenza ed avviene attraverso una maturazione sessuale che riguarda sia un cambiamento e un’attivazione del ciclo ormonale, sia un accrescimento corporeo. Avvengono numerosi cambiamenti a carico delle funzioni esecutive e delle abilità cognitive, le quali subiscono uno sviluppo e un miglioramento come l’essere in grado di controllare e coordinare i pensieri e il comportamento, la memoria di lavoro, il processo di assunzione del rischio.

A partire dagli 11-12 anni si manifesta una nuova forma logica che si caratterizza come capacità di ragionare in termini di ipotesi formulate verbalmente. Ragionare in termini ipotetici, dedurre conseguenze implicate nelle ipotesi e operare mentalmente sui simboli, costituisce la modalità tipica del pensiero formale. Durante l’adolescenza la sfera dell’affettività subisce evoluzioni e manifestazioni particolari, dettate anche dal fatto che l’adolescente avverte l’esigenza di staccarsi dalle proprie figure parentali per intraprendere nuovi tipi di relazione con i pari del proprio sesso e relazioni intime con l’altro sesso. I cambiamenti fisici, ormonali e cerebrali influenzano le modalità di approccio degli adolescenti con i coetanei. Si ritiene che nell’adolescente la regolazione emotiva sia collegata ai cambiamenti a cui va incontro il sistema di attaccamento, probabilmente in questa fase evolutiva si aggiungono, non si sostituiscono, nuove figure di attaccamento. Esiste un collegamento tra il concetto di sé ed il modo di condurre le relazioni interpersonali. Un concetto negativo di sé in adolescenza può portare allo sviluppo di problemi mentali, fisici e comportamentali (Marsch et al. 2004). È la relazione con gli altri ad influenzare la valutazione di noi stessi, quindi il concetto di sé e l’autostima (Rosenberg 1979) ed è proprio nell’adolescenza che di modificano le aspettative nell’adolescente, ci si aspetta un comportamento da adulto ma, allo stesso tempo, si considera il giovane non autonomo, non in grado di prendere delle decisioni da solo. L’adolescente ne è consapevole e cerca di mettere in atto cambiamenti nel suo comportamento, tutto ciò lo porta a modificare il sistema di rappresentazioni e di schemi che hanno regolato fino a quel momento le sue relazioni. La crisi adolescenziale è necessaria per crescere ed  il suo superamento conduce all’acquisizione dell’identità.  Il gruppo dei pari ricopre una funzione fondamentale per l’adolescente: è quel contenitore che dà garanzie e riconoscimento di sé in un nuovo ambiente sociale, diverso dalla famiglia. Esso fornisce socurezza emotiva, sostegno all’autostima, rafforza modelli e valori.

Edy Biancon

psicologa-psicoterapeuta

Sica, Rocco Chiri, Favilli e Marchetti_Q-PAD- (2011)Erickson

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