La difficoltà di capire i “Social”

social networks; web 2.0; virtuale e reale;

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in una storiella illuminante. Una giovane donna di 26 anni ha rivelato di essersi sommersa di debiti, contratti per comprare vestiti, viaggi e altri accessori necessari ad aggiornare il suo account Instagram (un social network che punta alla pubblicazione di foto e immagini). In che senso “necessari”? Necessari perchè la sua speranza era quella di ottenere il “gram” perfetto, quello che in altre parole le avrebbe permesso di ottenere più condivisioni e like, di diventare finalmente una star. Una star di Instagram, naturalmente.

Quando scrissi questo articolo (Chiapasco et al., 2010) qualche anno fa, basandomi sulla ricerca sulla psicologia dei social network che portai in sede di laurea magistrale, questi ultimi erano ancora, almeno in parte, interconnessi con il mondo delle relazioni interpersonali reali. La metafora delle reti deboli (Parks, 2007) si adattava al tipo di connessioni dei social, una tipologia di relazioni lasse, non basate su vincoli di sangue, familiari o di lealtà forti, ma su un comune interesse alla possibilità di dare e/o ricevere favori o aiuti.

Negli ultimi anni, però, il virtuale ha surclassato il reale per quantità e impatto. Se da un lato non si sa quanto i Social Network siano ancora “social” (pare che “sociale” sia una parola derivante dall’unione di “compagno, socio” e “appartenenza, dipendenza”, figuriamoci), dall’altro stanno diventando sempre meno delle “reti” (net) e sempre più delle collezioni di database di informazioni digitali (nomi, numeri, gusti e caratteristiche personologiche matematicizzate, ecc.).

Non mancano, in tal senso, esperimenti concettuali “spericolati” da parte di alcuni psicologi. Leqi et al. (2016), ad esempio, hanno creduto di poter inferire le caratteristiche di personalità degli iscritti a Twitter tramite l’analisi della foto di profilo prescelta. Alla base di tale funambolica deduzione vi sarebbe l’idea che la personalità di chi sceglie sia riflessa nella foto prescelta; tralasciando completamente il fatto che, se qualcosa i profili “social” possono indicare, si tratta di come le persone vorrebbero apparire (Zhao et al., 2008). Confondere “come io sono” con “come vorrei essere visto dagli altri” appare un inciampo concettuale decisamente maldestro.

Tuttavia, come mostrano gli eventi di cronaca riguardanti il bullismo online (o “cyberbullismo”) la realtà inventata del web può avere effetti drammaticamente reali (Cipriano e Guarasco, 2018), diventando propulsore di sofferenze profonde, che in alcuni, drammatici casi, sfociano negli esiti più infausti. L’interazione fra reale e virtuale è diventata, in altre parole, sempre più complessa da studiare negli ultimi anni, anche perchè sempre più difficile da separare e definire: il primo influenza il secondo e viceversa, al punto da spingere alcuni pensatori contemporanei ad inventare il concetto di “post-verità” (Ferraris, 2017).

Grazie al web ed ai Social Network le verità condivise da più persone sono state definitivamente sostituite, secondo questi autori, da verità individuali e insularizzate: non più alcune verità comunitarie, ma milioni di verità individuali.

Vedremo quali saranno le nuove direzioni della ricerca: anche se appare sempre più chiaro che essa deve e dovrà cercare nuovi paradigmi per comprendere i nuovi mondi che il web sta sviluppando. Per evitare il rischio costante della scienza: utilizzare le mappe del vecchio mondo per orientarsi nel nuovo, oppure la Bibbia per capire il Corano.

 

Dott. Giacomo Crivellaro

Psicologo Psicoterapeuta a Firenze e Parma

 

Bibliografia

Chiapasco, E., Crivellaro, G., Veglia, F. (2010). Psicologia e Social Network: considerazioni teoriche sulle ragioni di un successo. Psychomedia.

Cipriano, E., Guarascio, C. (2018). Bullismo e cyberbullismo: comprendere per prevenire. Amazon EU.

Ferraris, M. (2017). Post-verità e altri enigmi. Bologna: Il Mulino.

Leqi, Liu, Daniel Preoţiuc-Pietro, Zahra Riahi, Mohsen E. Moghaddam, and Lyle Ungar.Analyzing Personality through Social Media Profile Picture ChoiceICWSM 2016.

Parks, M. R. (2007). Personal relationships & personal networks. Mahwah: Lawrence Erlbaum.

Zhao, S., Grasmuck, S., & Martin, J. (2008). Identity construction on Facebook: Digital empowerment in anchored relationships. Computers in Human Behavior , 24, 1816-1836.

Share Button
 
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su argomenti che esplorano la crescita personale ed emotiva, puoi seguirmi sulla pagina facebook “Psicologia“ , oppure aggiungermi su Facebook per sottopormi le tue curiosità e i tuoi dubbi.
Vuoi commentare e condividere con noi le tue esperienze ? Iscriviti al gruppo “Psiche e benessere
Se invece stai attraversando un periodo difficile e desideri parlare con uno psicoterapeuta contatta il nostro servizio di consulenza online
 

Giacomo Crivellaro

Sono Psicologo e Psicoterapeuta Breve Strategico. Libero professionista, ricevo a Firenze e a Parma; sono ricercatore e psicoterapeuta ufficiale del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, e membro del comitato scientifico dell'Associazione Sentire le Voci.Mi occupo di Terapia Breve e di cercare soluzioni terapeutiche efficaci per gli Uditori di Voci e le loro famiglie. Sul sito www.giacomocrivellaro.it si trovano altre informazioni ed i contatti.

Latest posts by Giacomo Crivellaro (see all)

Commenti

commenti