Cos’è la Schema Therapy

La Schema Therapy è un trattamento terapeutico che integra aspetti della Terapia Cognitivo Comportamentale, della Gestalt, dell’Analisi Transazionale, dell’Ipnoterapia e concetti della teoria dell’attaccamento e delle scuole psicodinamiche. Questa nuova terapia si è dimostrata molto efficacie nell’aiutare le persone a cambiare pattern di comportamento e di pensiero negativi, anche laddove queste abitudini persistevano da lungo tempo e anche se precedenti tentativi terapeutici avevano fallito.

Schema Therapy

Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020

Il modello della Schema Therapy fu sviluppato dal dottor Jeffrey Young, allievo di Aaron Beck. Durante il lavoro con i pazienti all’Università della Pennsylvania, Young e in suoi colleghi identificarono un segmento di popolazione completamente immune alle cure tradizionali. Si trattava di quei pazienti i cui pensieri, abitudini e sentimenti erano talmente radicati e datati nel tempo da resistere tenacemente al cambiamento. Young si concentrò proprio sulla possibilità di modificare ciò che più c’è di assodato nella mente umana, quelli che in inglese si chiamano appunto schemas o lifetraps.

Gli schemas che vengono individuati nel trattamento sono pattern duraturi e auto-distruttivi che tipicamente si formano nei primi anni di vita. Questi pattern consistono in pensieri o sentimenti disfunzionali, che sono stati ripetuti ed elaborati dall’individuo, e sono diventati ostacoli per il raggiungimento dei obiettivi e la soddisfazione dei bisogni. Alcuni esempi di schema sono: sono un fallito, non interesso a nessuno, non sono importante, accadrà sicuramente qualcosa di brutto, le persone a cui voglio bene mi lasceranno, non sarò mai abbastanza adatto,…

Questi schema si sviluppano durante l’infanzia o adolescenza, ma possono anche sedimentarsi successivamente, da adulti. L’obiettivo della Schema Therapy è rompere questi pattern di pensiero, comportamento, abitudini e sentimenti, spesso molto tenaci e sostituirli con dei nuovi schema più salubri.

Sono tre le fasi della Schema Therapy.

La prima è ovviamente la fase di assessment, nella quale si identificano gli schema. In questa fase il clinico può utilizzare dei questionari appositi, ideati dal team di Young, per avere un quadro più chiaro della situazione del paziente.

Il secondo passo donare al paziente consapevolezza emozionale ed esperienziale. Il paziente deve entrare in contatto con i suoi schema e imparare a riconoscere quando si presentano e come operano nella sua vita di tutti i giorni.

Terzo, il comportamento deve cambiare. Durante questa fase il paziente è impegnato attivamente nel sostituire i pensieri e comportamenti negativi e disfunzionali con nuove opzioni, sia di pensiero sia di comportamento.

Gli schema mal adattivi precoci sono convinzioni ampie, generalizzate e pervasive riguardo noi stessi, sviluppate durante l’infanzia ed elaborate nel corso della vita. Attualmente sono stati identificati 18 schema:

Distacco e rifiuto

#1 Abbandono/Instabilità: ci si aspetta instabilità, inaffidabilità o la perdita di persone che sentiamo vicine.

#2 Sfiducia/Abuso: pensiamo che gli altri ci faranno soffrire, ci sfrutteranno, ci umilieranno, ci tradiranno, ci mentiranno, ci manipoleranno o si approfitteranno di noi.

#3 Deprivazione emotiva: la persona crede che i suoi bisogni emozionali primari di attenzione, empatia, affetto e protezione non verranno mai soddisfatti dagli altri.

#4 Inadeguatezza/Vergogna: ci si sente imperfetti, cattivi, non voluti, inferiori o inutili.

#5 Esclusione sociale/Alienazione: ci si sente isolati dal resto del mondo, diversi o non ci si sente parte di alcun gruppo o comunità.

 

Mancanza di autonomia e abilità

#6 Dipendenza/Incompetenza: ci si sente incapaci di gestire le proprie responsabilità quotidiane con competenza senza un notevole aiuto da parte degli altri.

#7 Vulnerabilità al pericolo o alle malattie: ci sentiamo sull’orlo di una catastrofe finanziaria, medica, naturale o criminale di grandi dimensioni, senza prove che supportino questa convinzione. Si potrebbe essere concentrati su una condizione medica, sulla perdita di controllo emotivo, o su un fattore esterno (disastri aerei, ascensori).

#8 Invischiamento/Sé poco sviluppato: siamo eccessivamente coinvolti da un punto di vista emotivo da un partner o dai genitori a scapito della vostra individualità.

#9 Fallimento: crediamo di aver fallito, che inevitabilmente falliremo o che fondamentalmente siamo inadeguati rispetto ai nostri simili.

 

Mancanza di regole

#10 Pretese/Grandiosità: ci si crede superiori agli altri e non tenuti a rispettare le regole di reciprocità in situazioni normali.

#11 Autocontrollo / Autodisciplina insufficienti: si ritiene sempre difficile oppure ci si rifiuta di adottare l’autocontrollo e la tolleranza alla frustrazione per raggiungere i propri obiettivi, o di contenere manifestazioni eccessive delle proprie emozioni e impulsi.

 

Eccessiva attenzione ai bisogni degli altri

#12 Sottomissione: ci si sente costretti a sottomettere i propri bisogni ed emozioni agli altri, evitando di provare rabbia, vendetta o abbandono.

#13 Autosacrificio: si va volontariamente incontro ai bisogni degli altri a scapito della propria gratificazione.

#14 Ricerca di approvazione/Ricerca di riconoscimento: si accentua il desiderio di ricevere approvazione, riconoscimento o attenzione da parte degli altri, o di adattarsi a discapito dello sviluppo di un vero senso di sicurezza e di se stessi.

 

Ipercontrollo e inibizione

#15 Negatività/Pessimismo: si mostra una costante attenzione agli aspetti negativi dell’esistenza (dolore, morte, perdita, delusione, ecc.)

#16 Inibizione emotiva: si reprimono eccessivamente comportamenti, sensazioni o modalità comunicative spontanei per evitare di essere criticati dagli altri o di vergognarsi, o la possibilità di perdere il controllo dei propri impulsi.

#17 Standard severi/Ipercriticismo: il soggetto sente e si aspetta dagli altri di dover soddisfare standard interni di comportamento e di prestazione estremamente rigidi, di solito per evitare di essere criticati.

#18 Punizione: si pensa di dover essere severamente puniti per gli errori commessi e lo si pensa anche degli altri.

 

Bibliografia

http://www.schematherapyitalia.com/

Istituto A.T.BECK

http://www.schematherapy.com/

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Francesco Boz

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