Cos’è la Nomophobia: i sintomi della paura di restare disconnessi

Il progresso tecnologico porta con sé alcune derive comportamentali foriere di nuove problematiche psicologiche.

Nomophobia, il termine significa No Mobile Phone Phobia e identifica l’ansia provocata dalla possibilità di non avere con sé il proprio smartphone o di non poter utilizzare le funzionalità di esso che richiedono la connessione a una rete internet.

Secondo gli studi effettuati la Nomophobia agisce come le altre dipendenze e tra i sintomi di astinenza annovera ansia molto intensa che può sfociare, nei casi peggiori, in attacchi di panico.

L’utilizzo dello smartphone comporta una serie di ricompense mediate dal sistema dopaminergico (circuito del piacere) a cui l’organismo si abitua fino a renderle necessarie. Proprio come avviene nella dipendenza da sostanze stupefacenti, all’inizio utilizziamo lo smartphone perché le notifiche dei social, i messaggi di Whatsapp, la disponibilità di informazioni, l’aiuto pratico nelle situazioni quotidiane attivano il nostro sistema dopaminergico e provocano una sensazione di piacere. L’abituazione comporta il bisogno di un utilizzo sempre più massiccio del proprio smartphone per ottenere la stessa soddisfazione esperita durante le prime esperienze di utilizzo (tolleranza). Nel momento in cui siamo impossibilitati a utilizzare lo smartphone, la mancanza di quelle sensazioni a cui siamo ormai abituati provoca la crisi d’astinenza.

Nomophobia

Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020

Si parla di Nomophobia in presenza di questa dieci sintomi:

#1 Marcata sensazione d’ansia quando non hai con te il tuo smartphone.

 

#2 Controllo compulsivo, costante e frequente, dello smartphone.

 

#3 Percezioni di vibrazioni “fantasma” quando hai il telefono in tasca (lo senti vibrare anche se non è così).

 

#4 La ricerca costante di una presa dove ricaricare lo smartphone per la paura di restare senza batteria.

 

#5 La paura della mancanza di segnale o di connessione internet.

 

#6 Dormire con lo smartphone acceso accanto al letto.

 

#7 Controllare lo smartphone come prima attività al risveglio, ancora prima di alzarsi dal letto.

 

#8 Portare con sé lo smartphone anche al bagno.

 

#9 Il bisogno di andare a recuperare immediatamente lo smartphone nel caso lo si dimentichi a casa o in macchina.

 

#10 Perdita del filo del discorso nelle conversazioni che avvengono di persona perché distratti dallo smartphone.

La Nomophobia è molto più comune di quanto si possa pensare o di quanto sarebbe auspicabile. Una ricerca condotta da SecureEnvoy dichiara che ne soffrono (o presentano alcuni sintomi) il 77% degli individui tra i 18 e i 24 anni e il 68% di quelli tra i 25 e i 35 anni.

La Nomophobia, proprio come altre dipendenze, non minaccia solo la salute personale ma anche quella di chi ci circonda, più del 50% degli intervistati ha ammesso di aver controllato le notifiche dello smartphone durante la guida.

Secondo David Thier, interagire con il proprio smartphone è diventata una risposta inconsapevole a certe situazioni sociali dove ci si sente a disagio. Un tic nervoso capace di abbassare i livelli di stress e ansia nei contesti sociali. Ad esempio, in un gruppo di persone, l’ansia di venire interpellati può essere controllata in modo disfunzionale digitando sullo smartphone e dando così l’impressione a se stessi di giustificare il proprio isolamento.

Il modo migliore per comprendere se lo smartphone ti sta rendendo nomophobico è decidere di passare alcune ore senza di esso e ascoltare il proprio corpo. Se ti senti in tensione, il pensiero finisce spesso sullo smartphone, non riesci a goderti la lontananza da esso allora probabilmente ne soffri.

 

Bibliografia

Smartphone addiction (2013)

“Nomophobia”: Impact of Cell Phone Use Interfering with Symptoms and Emotions of Individuals with Panic Disorder Compared with a Control Group (2014)

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Francesco Boz

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