SINDROME DI KANNER: L’AUTISMO.

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Nel 1943 Leo Kanner, psichiatra austriaco, diagnosticò per primo un nuovo disturbo che fu poi indicato come “Sindrome di Kanner” o “Autismo”.

Aveva osservato 11 bambini (nove maschi e due femmine) sin dal 1938 e, tutti e nove, presentavano caratteristiche peculiari fino ad allora mai diagnosticate: comportamento di isolamento da tutto ciò che viene dall’esterno; comportamento ansioso ossessivo di conservare la ripetitività delle abitudini, delle azioni, del linguaggio; buona intelligenza mnemonica, fenomenale e/o numerica.

Il dottor Kanner studiò attentamente la situazione e pubblicò (nel 1943) un articolo per una rivista medica specializzata.

Quell’articolo si ritiene sia l’inizio della descrizione dell’autismo.

 

COS’E’

L’Autismo o meglio ( Disturbo Autistico, D.A.) è definibile come:
Una sindrome ad esordio in età infantile, rilevabile fin dalle prime epoche di vita e comunque ad esordio, per definizione, prima dei tre anni di vita. Rappresenta il quadro clinico meglio definito e di cui si conoscono con maggior esattezza caratteristiche cliniche e decorso prognostico rispetto ad altri disturbi che rientrano nella cornice dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, ovvero Patologie che iniziano molto precocemente e quindi limitano lo sviluppo del bambino essenzialmente in tre aree:
- relazioni sociali ed empatia
- comunicazione sia verbale che non-verbale
- interessi, attività immaginativa ( ristretti e stereotipati)

Nel DSM V (Manuale Statistico Diagnostico. Strumento per le diagnosi in psicologia e psichiatria), si parla di “Disturbi dello Spettro Autistico”. Questo per indicare la presenza di più facce di uno stesso disturbo, più “forme” potremmo dire di Autismo.

La sindrome di Asperger, per esempio, è ritenuta una forma lieve di autismo (senza compromissione del linguaggio e senza ritardo mentale) e rientra dunque nel quadro dei “Disturbi dello spettro autistico”.

INDICATORI DI AUTISMO

E’ però importante fare attenzione ad alcuni segnali. Segnali che potrebbero suggerirci di essere in presenza del disturbo e poter così iniziare a capire cosa stia succedendo.

I genitori possono notare i segni di “autismo” intorno ai 2 anni di età del bambino.

Una diagnosi certa può essere fatta entro i 30 mesi del bambino.

 

Ma quali sono gli indicatori che possono far luce su questo disturbo?

Ecco un piccolo elenco dei più comuni indicatori, riscontrati in letteratura scientifica:

 

•Difficoltà ad instaurare contatto oculare.

•Assenza di risposta al sorriso sociale.

•Assenza di risposte di orientamento a stimoli sonori o al proprio nome, anche se pronunciato da persone famigliari.

•Difficoltà a seguire con lo sguardo oggetti in movimento.

•Assenza di gesti comunicativi come indicare, salutare con la mano ecc..

•Difficoltà a seguire con lo sguardo il movimento di indicare delle altre persone.

•Assenza di comportamenti appropriati per richiamare l’attenzione degli altri.

•Difficoltà a esternare manifestazioni di affetto o a riceverle da altre persone.

•Assenza del comportamento di allungarsi per essere preso in braccio.

•Assenza del comportamento imitativo.

•Difficoltà a mettere in atto giochi con altri bambini.

•Difficoltà a richiedere aiuto o oggetti/attività desiderati.

 

IL CASO VACCINI

Per ultimo vorrei trattare la questione vaccini con un semplice esempio.

La comunità scientifica ha smentito più volte il legame tra vaccini e autismo. 

Nonostante la posizione netta e chiara della comunità scientifica, a volte, ci si imbatte in dichiarazioni “contro” vaccini per questo presunto (MA FALSO) legame tra le vaccinazioni e la presenza del disturbo.

Un esempio chiaro: VACCINO MORBILLO.

Un medico inglese, Andrew Wakefield, (radiato dall’ordine dei medici) pubblicò nel 1998 un articolo in cui sosteneva una significativa correlazione tra vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e la comparsa di autismo e malattie mentali.

Si scoprì poi che Wakefield era stato pagato per alterare i risultati al fine di supportare una serie di cause giudiziarie intentate da un avvocato contro le case farmaceutiche produttrici dei vaccini.

La pubblicazione fraudolenta di uno studio inventato ha portato poi alla grande confusione che viviamo tutt’oggi, quando parliamo di vaccini.

E’ bene ribadirlo però: i vaccini non causano autismo.

Giacomo Fumagalli

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Bibliografia dell’articolo:

-http://www.abautismo.it/doceboCms/index.php?special=changearea&newArea=76

-http://www.spring.org.uk/2017/05/signs-of-autism.php

-https://it.wikipedia.org/wiki/Leo_Kanner

-https://it.wikipedia.org/wiki/Autismo

-https://it.wikipedia.org/wiki/Andrew_Wakefield

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Giacomo Fumagalli

Laureato Scienze e Tecniche Psicologiche Bicocca.
In formazione in PPSDCE Bicocca (Psicologia dei processi Sociali, Decisionali e Comportamenti Economici).
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