Penso,Penso,Penso!…..Dubito!

penso

A chi non è capitato di avere dubbi nella vita?

Il problema nasce quando il dubbio diventa ossessivo, portando alla paralisi dell’azione. Spesso cercare di dare a domande e pensieri che risultano intrusivi e spesso sono irragionevoli, non prevedendo risposte certe, fa entrare in corto circuito la mente, bloccando ogni soluzione. Come disse Kant: “Prima di valutare se una risposta è esatta si deve valutare se la domanda è corretta.”

Spesso chi soffre di dubbio patologico a domande come “Lo amo oppure no?” “Devo comportarmi in questo modo o sarebbe meglio agissi in quest’altro?” , “Compro casa o sarebbe meglio andassi in affitto?”, “Continuo gli studi o vado a lavorare?”, riesce a trovare risposte favorevoli sia per un’opzione che per l’altra non riuscendo ad arrivare a una scelta.  Nel caso raro in cui pervenisse a una scelta, il senso di colpa per un eventuale sbaglio sarebbe sempre in agguato e come un giudice inizierebbe ad accusare la persona di aver preso la decisione sbagliata, gettandolo nello sconforto e bloccandolo ulteriormente nelle scelte future.

La continua ricerca di risposte che sciolgano i dubbi, produce un effetto che ha del paradossale, in pratica i dubbi non si estinguono, producendo sempre più risposte che faranno emergere altre domande e di conseguenza dubbi. Il ciclo è infinito!

Quando il dubbio pervade la mente della persona, la rende una marionetta rotta con gli occhi rivolti all’interno, in pratica si diventa incapaci di vedere l’esterno e le soluzioni possibili, ascoltando solo se stessi.

A questo punto i tentativi di soluzione che vengono messi in atto sono:

  • Cercare di controllare razionalmente le proprie emozioni, sensazioni, reazioni fisiologiche, cadendo nel “controllo che fa perdere il controllo”
  • Tentare di non pensarci, sforzandosi di annullare i pensieri intrusivi, si cade nel paradosso del ”pensare di non pensare”, quando non voglio pensare già ci penso
  • Tentare di trovare risposte certe che possano rassicurare su quesiti che di natura non prevedono risposte giuste e razionali, si cade nella trappola delle “risposte corrette a domande scorrette”

 

SOLUZIONE

In questi casi una soluzione potrebbe essere quella di BLOCCARE le RISPOSTE. Per chi soffre di dubbio patologico non sarebbe possibile bloccare le DOMANDE, perché l’effetto paradossale sarebbe di “pensare di non pensare” e del “controllare ciò che non si può controllare”, il rischio è aumentare ciò che vorremmo eliminare.

E se i dubbi nascessero dal nostro sabotatore interno? Quella vocina interiore che ci avverte che qualunque cosa noi possiamo fare è comunque sbagliata?

Se ad esempio una persona non sapesse cosa fare della sua vita, che scelte compiere, con chi stare, sarebbe inutile che continuasse a dipanarsi fra le mille possibilità di scelta incrementando le sue incertezze ed i suoi dubbi ma piuttosto dovrebbe portare con sé i propri dubbi, come uno sfondo che non può essere cancellato e farsi una domanda tutti i giorni

“Dove mi piacerebbe essere, a fare cosa e con chi tra sette anni?”

Non ci dovrebbero essere calcoli, valutazioni razionali ma semplicemente il lasciare spazio alla fantasia, creando un sogno sulla propria vita, privo di condizionamenti. Facendo questa fantasia tutti i giorni c’è uno sblocco sulle tentate soluzioni fallimentari.

In casi più gravi, quando il dubbio invalida la nostra vita e le nostre relazioni, l’aiuto di un esperto potrebbe essere indicato.

 

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Michela Campanella

Attualmente ricevo nel mio studio a Genova. Per chi abita lontano offro un servizio di consulenza via Skype.
Mi occupo principalmente di trattare disturbi dell'alimentazione, ansia, attacchi di panico, DOC e fobie.
Nel mio lavoro utilizzo la Terapia Strategica Breve, in quanto in tempi brevi permette di risolvere problemi complessi.

"Ci sono due modi di affrontare le difficoltà. Modificare le difficoltà o modificare te stesso in modo da affrontarle."
(Phyllis Bottome)

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