LE PERSONE AMANO LE BUGIE

Le persone amano le bugie.

Le persone amano le bugie.

Le persone amano le bugie.

E’ talmente vero che vorrei accettaste una sfida:

per le prossime 24h dite sempre la verità, la più cruda, pura e irrispettosa verità a chiunque si rivolga a voi in cerca di qualcosa.

Badate bene, qualsiasi cosa: un parere sul nuovo colore delle pareti di casa di vostro cognato, un consiglio sulla relazione con il proprio fidanzato, una risposta ad un invito per una festa.

  • Che ne dici se dipingo le pareti di casa di un bel verde pistacchio?
  • Cosa faccio, continuo a vedermi con Ugo o esco con Luca?
  • Vieni sabato al compleanno di Francesca?

Posso prevedere che vi farete alcuni “nemici”.

Posso immaginare che qualcuno vi dica: “Cosa t’è preso oggi? Hai dormito male?”.

Posso addirittura ipotizzare che qualcuno non voglia più rivolgervi la parola.

Non è chiaroveggenza, è sperimentazione sul campo.

Antoine Garrot, nel 2013, ha provato sulla sua pelle cosa potesse significare NON dire bugie, anche di poco conto, per una giornata intera.

Ha realizzato il curioso esperimento su Facebook e, per una durata totale di 24 ore, ha risposto ad ogni domanda che leggeva nella propria bacheca o che gli venisse posta dagli amici. Ha risposto senza filtri, senza pudore e senza riserve, mantenendo però (ragionevolmente) una civile educazione.

L’esperimento di Antoine andò a buon fine, rimettendoci però in “amici”.

Sì perché, se da una parte riuscì a dimostrare che le persone non fossero (e non sono) pronte a ricevere commenti reali, veri e sinceri, dall’altra parte, il 26enne francese, nel solo arco di un’alba ed un tramonto, perse il 50% dei propri amici su Facebook.

Certo, poco male. Alla fine è solo Facebook, mica la vita reale!

BUGIA.

Perdere like, amici, condivisioni, pollici e reazioni su Facebook, oggi, è l’equivalente di essere scelti per ultimi a calcio all’oratorio: un dramma.

PERCHE’ LE PERSONE AMANO LE BUGIE

E’ fondamentale chiarire un punto:

Le bugie fanno parte della natura.

Non dell’uomo, dell’evoluzione o della società, bensì molto di più: della Natura stessa.

Basterebbe citare alcuni animali come: il camaleonte, gli instetti stecco, il manto del ghepardo o il pesce lanterna (che molti avranno visto insieme ai propri figli nel film “Alla ricerca di Nemo”), per capire che “Dire bugie” è sinonimo di sopravvivenza.

anglerfish_nemo

Tutte le mimetizzazioni utilizzate dagli animali non fanno altro che ricordarcelo: il proprio camuffato aspetto dice una bugia ai predatori, per sfuggire (a buon diritto) dalle loro fauci.

Certo, non stiamo sostenendo che diventare bugiardi patologici* sia fondamentale per sopravvivere, ma che sicuramente è spesso IMPOSSIBILE dire la verità.

Bugiardi Patologici secondo il Dott. Matteo Pacini:

La bugia patologica è da intendersi non come bugia sgradevole per chi la subisce (genitori, partner etc), piuttosto come tendenza a raccontare fatti inverosimili, gonfiare in maniera chiaramente incredibile, falsificare documenti o prove dei fatti che si vogliono sostenere e negare l’evidenza di fatti che gli altri scoprono o contestano, il tutto però senza una strategia generale, e con il risultato di portare a conflitti, guai giudiziari, o disastri relazionali.

 

Appare evidente che dire la verità sia scomodo e non venga apprezzato.

Sovente, tra le coppie di tutto il mondo, si suggella l’amore con la frase:

“Ci diremo sempre la verità, vero?”

Peccato però non avere un dato della percentuale di persone ( o di coppie) che sia pronta o che accetti risposte sincere.

Certo è, che sarà più bassa di quanto si possa pensare.

E’ interessante, a questo proposito, il commento del professor Bianco Martinot (Psicologo Sociale) che, in poche righe, chiarisce il perché di questo meccanismo:

La maggior parte delle persone che si sono sentite vittime dei commenti di Antoine sa che ha ragione, ma socialmente e soprattutto in pubblico, questo viene preso come una dichiarazione di guerra. Vi è anche chi si rifiuta di affrontare la verità e che non vuole riconoscere alcuni aspetti della propria vita, come la mediocrità dei propri partner o il proprio aspetto fisico. A questo punto interviene Antoine e provoca un effetto shock… non è mai piacevole ma, a mio parere, è necessario”.

 

CONCLUSIONI

Per quanto una persona abbia buoni intenti, al giorno d’oggi, è quasi impossibile dire sempre la verità. Molto spesso, purtroppo, viene visto come un attacco personale, una sfida a viso aperto alle apparenze, al buon costume e alla dilagante conformazione a stereotipi della società.

Meglio andare ad una festa e fare finta di divertirsi, meglio sorridere a labbra strette per il nuovo colore delle pareti di nostro cognato e meglio dire “Brava! esci con Ugo”, pur non approvando la scelta.

Tutto ciò perché:
Non siamo pronti a accogliere pareri, consigli, opinioni che siano reali, senza filtri e senza la mediazione di false esigenze del nostro gruppo di pari.

Se questo non bastasse, è bene ricordarselo: la natura stessa ci insegna a dire bugie e a mimetizzarci per non finire sul menù dei nostri cari predatori.

 

Giacomo Fumagalli
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Bibliografia dell’articolo:

http://www.huffingtonpost.it/2013/10/08/antoine-garrot-facebook-verita_n_4062370.html

http://www.medicitalia.it/blog/psichiatria/2086-bugia-patologica-bipolarismo-amori-turbolenti.html?refresh_ce

 

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Giacomo Fumagalli

Laureato Scienze e Tecniche Psicologiche Bicocca.
In formazione in PPSDCE Bicocca (Psicologia dei processi Sociali, Decisionali e Comportamenti Economici).
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