Si scrive Sexting, si legge sesso 2.0

Il punto di vista di un sexter

Da un’intervista ad un sexter che chiameremo “Alex” emerge che per lui il sexting non è un surrogato della masturbazione, tantomeno un modo per vivere costantemente l’eccitazione durante il giorno. Il suo piacere si esplica nello stuzzicare l’altra parte ed ha un duplice utilizzo:

  • Può rappresentare il modo migliore per rompere il ghiaccio soprattutto in una fase di conoscenza con una persona timida, apparentemente introversa. Un mezzo per permettere a lei di aprirsi attraverso frasi o immagini che di persona ometterebbe per pudore. Lo schermo protegge, quindi disinibisce.
  • Con persone con le quali c’è già intimità e confidenza il sexting rappresenta invece un modo per andare oltre e chiedere all’altro di sperimentare giochi nuovi e nuove sensazioni.

Sembrerebbe, quindi, un mezzo per esprimersi in maniera più autentica e saltando degli step di conoscenza e di intimità che di persona hanno tempi più lunghi.

Molti uomini, ma anche molte donne, ammettono di essere più disinibiti, più sfrontati nel rapportarsi al sexting rispetto al sesso di persona, tuttavia si dichiarano anche pronti a mettere in pratica dal vivo ciò che propongono virtualmente, qualora il partner fosse d’accordo.

L’immediatezza del gioco sessuale virtuale, permette al sexter di sperimentarsi in più contesti, dal posto di lavoro, al negozio di abbigliamento in cui si sta provando un indumento, dal bagno di scuola/università a quello del bar in cui si è con gli amici per un aperitivo. Sono diversi i luoghi in cui ritrarsi seminudi per stuzzicare le fantasie del destinatario.

Il tempo nel sexting

Il nostro sexter sottolinea un aspetto importante che è legato al vantaggio temporale, ossia la possibilità di prendersi del tempo nelle risposte e nella scelta di cosa inviare. Una “frazione di minuto” che aiuta a decidere come esporsi agli occhi dell’altro per continuare a mostrare la parte migliore di sé, o quella più efficace a continuare il gioco. Ci si mostra studiando pose e angolazioni che Alex definisce “non il modo migliore”, ma semplicemente “il più appetibile alla vista” facendo un paragone con i canoni di bellezza di trent’anni fa, ormai superati. Non più corpi villosi ma forme perfettamente in linea con gli scopi perseguibili attraverso i social network oggi.

Alex ha più di trent’anni e racconta di essere uno “Xillennial” cresciuto al passo con lo sviluppo della tecnologia in tema di comunicazione. Dice di averne vissuto in diretta ogni singola sfaccettatura ed evoluzione: “Tecnologia, comunicazione e relazione sono andati di pari passo così sono passato dai primi flirt virtuali attraverso rudimentali chat con nickname ed avatar, alle foto, video, siti, forum, videochat , applicazioni per incontri. Il sexting lo abbiamo inventato noi”.

Per qualcuno il sexting resta una forma di perversione; per altri una modalità come altre di vivere il proprio corpo e la propria sessualità. In definitiva qualunque sia il personale motivo per cui una persona fa sexting, la differenza la fa la consapevolezza e il rispetto per la privacy altrui nell’utilizzarlo.

La domanda che resta è: questa sovraesposizione a stimoli sessuali, quali conseguenze avrà nel tempo?

Se anche tu sei un sexter, partecipa alla ricerca sul sexting compilando il questionario anonimo che troverai QUI.

 Dott.ssa Ivana Siena

www.centropsicoterapiafamiliare.it

 

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