Abbuffate. Come evitare di mangiare troppo

 

Ho fame! Ho fame! Ho fame! Mangerei quindici tonnellate di patatine!

Il Binge Eating Disorder è il disturbo da alimentazione incontrollata, un sacco di abbuffate fatte nel corso della giornata o delle settimane alle quali, a differenza della bulimia, non segue il vomito autoindotto.

Le persone che ne sono affette diventano quindi gravemente obese e hanno dei problemi di tipo metabolico. Le abbuffate sono dei momenti in cui la persona perde completamente il controllo e si dedica in un breve lasso di tempo a ingurgitare una grande quantità di cibo, non c’è piacere ma solo compulsione cioè la difficoltà a smettere, la difficoltà a fare qualcos’altro.

In seguito ad un episodio di abbuffata la persona si sente male ha spiacevoli sensazioni fisiche, si sente in colpa  per quello che ha fatto e prova vergognare per la propria immagine corporea. Spesso seguono sintomi depressivi, bassa autostima e sensazione di non valere nulla.

Ma questo delle abbuffate è un inferno dal quale si può uscire.

 

Ecco per te i miei 4 consigli per evitare il peggio e risolvere il problema delle abbuffate.

 

1 – Tieni un diario alimentare ed emozionale

Per 7 giorni scrivi ogni cosa che mangi, ogni pasto che fai e soprattutto scrivi le tue emozioni a riguardo.

Per esempio se questa mattina sei andata al bar e hai mangiato tre cornetti fuori programma lo segni sul tuo diario. Scrivi anche le emozioni corrispondenti per esempio: mi sento in colpa, mi sento sbagliata, mi vergogno per quello che ho fatto. Cerca di avere un approccio il più possibile oggettivo sia rispetto a quello che mangi sia rispetto alle tue emozioni ed evita di giudicarti. Questo ti darà la possibilità di capire che universo emozionale c’è dietro gli episodi di abbuffate.

 

2 – Fai pasti completi e regolari

Evita il digiuno. Anche in seguito ad un episodio di abbuffata evita di punirti con il digiuno perchè digiunando non fai altro che caricare la molla delle abbuffate successive. Piuttosto fai dei pasti completi e regolari durante la giornata facendo attenzione alla qualità dei cibi che ingerisci. Prova a mangiare durante i pasti anche quando non hai molta fame perché questo limiterà gli episodi di abbuffate.

3 – Sii consapevole quando mangi

Molto spesso ci capita di mangiare in maniera inconsapevole ingoiamo tutta una serie di cibi senza renderci conto di quello che stiamo facendo, prova piuttosto a fare attenzione a quello che mangi e ad essere consapevole nel presente, qui ed ora. Fai attenzione al tuo respiro mentre mangi e cerca di assaporare ogni cibo. Quando mangi mangia soltanto, evita smartphone, tablet, pc, concentrati solo ed esclusivamente sul momento del pasto.

4 – Vai alla radice del problema

Le abbuffate ed i disturbi alimentari sono infatti solo il sintomo di un disagio ben più ampio che riguarda la tua vita e l’immagine che hai di te. Molto spesso infatti non ci accettiamo non ci piaciamo, ai nostri occhi sembra che facciamo schifo, che non siamo degni, che siamo inutili. Tutte queste tematiche psicologiche vanno conosciute e risolte alla radice. Devi esaminare la tua storia personale e capire da dove nasce quel senso di vergogna, da dove nasce quel senso di inadeguatezza, come sono stati i rapporti con le figure significative, con tua madre con tuo padre, com’era il rapporto tra di voi nel momento del pasto.

Per far questo è molto utile che tu ti faccia aiutare e sostenere da un bravo Psicoterateuta. Una buona Psicoterapia  (in particolare la Psicoterapia EMDR o la terapia cognitivo comportamentale) possono aiutarti a risolvere il problema alla base, per tornare a dare al cibo il valore che merita: e cioè un valore strumentale, è il sostegno della nostra vita e ci da il piacere per vivere meglio.

 

 

Dr. Roberto Ausilio  – Psicologo Psicoterapeuta 
www.robertoausilio.it  

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Roberto Ausilio

Psicologo Psicoterapeuta at Psicologia e Vita
Cambiare. Crescere. Esplorare. Amare. Vivere.
Faccio il mestiere più incredibile del mondo: aiuto le persone a non avere più paura e volare libere nel cielo della Vita.
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