PERCHE’ LE PERSONE EMPATICHE ATTIRANO PARTNER NARCISISTI

Si è propensi a ritenere la persona empatica/codipendente come una persona amorevole, generosa, capace di prendersi davvero cura degli altri… Falso!

La  codipendenza di una persona è proprio ciò che la rende incapace di amare, falsamente in grado di connettersi con gli altri e la conduce inesorabilmente tra le braccia del narcisista/manipolatore di turno,

verso relazioni disfunzionali e distruttive.

Perché l’empatico/codipendente attira relazioni che gli provocano così tanta sofferenza?

Il codipendente è colui/colei che tende a dare troppo, a sacrificarsi in maniera esagerata, a mettere da parte se stesso e pensare solo agli altri. Manifesta un altruismo che va a discapito della sua stessa persona e delle sue necessità.
Fa tutte queste cose che potrebbero sembrare amore ma sono solo schemi manipolatori con l’ obiettivo di ottenere qualcosa dell’altra persona: attenzioni, cura, energie, non essere lasciato solo/a, non essere abbandonato ecc…

Il codipendente solitamente è cresciuto in un ambiente familiare che rifiutava e scoraggiava lo sviluppo di un egoismo sano.

Nella sua storia familiare, la capacità di prendersi cura di sé, di ascoltare i propri bisogni e desideri è stata, ostacolata, rifiutata, offesa. La parte “cura di se stesso” è stata  soppressa nell’infanzia.

Al contrario, l’aspetto di cura degli altri  è stato accentuato.

Il codipendente ha accentuato in modo esasperato “la cura dell’altro” e soppresso “la cura di sé” ovvero il narcisismo sano.

Il codipendente e anche l’empatico -che manca di centratura-  raramente cercano davvero di capire l’altra persona, i suoi desideri profondi e CHI davvero hanno accanto… altrimenti non starebbero con un narcisista!

Una persona sana che conosce se stessa, che non ignora i propri bisogni e desideri, non riuscirebbe a relazionarsi con il codipendente.

Il codipendente ignora i desideri autentici dell’altro e la sua modalità di dare può essere vissuta come intrusiva. Piuttosto che “amore e generosità” si tratta di dinamiche di codipendenza.

Le uniche persone che riescono a stare vicine alla modalità relazionale del codipendente non possono che essere i narcisisti. 

I narcisisti infatti non si vedono e non si sentono, non vedono la loro reale identità. L’intento principale che possiedono è semplicemente quello di arraffare dagli altri. Dunque, l’incastro perfetto!

 

Al contrario, la storia familiare del narcisista, è contrassegnata da  un ambiente familiare dove la sana dipendenza dagli altri è stata rifiutata e vergognata.

Il narcisista ha appreso che la dipendenza dagli altri non è possibile, che la cura da parte degli altri non è possibile.

Il narcisista ha dovuto  accentuare l’aspetto di cura di sé per poter sopravvivere, facendo prevalere in modo esasperato il narcisismo, diventando un aspetto disfunzionale.

Chi è manipolativo non considera le emozioni e stati d’animo altrui ma mira a ottenere qualcosa dall’altra persona, l’altro è un oggetto, uno strumento per il proprio fine.

Raramente un codipendente è una persona disturbata in modo pervasivo. Nella codipenenza alcune parti della persona rimangono sane. Sono quindi le parti sane della persona che sanno amare ed empatizzare, non le parti codipendenti.
Sono le parti sane che le consentono di chiedere aiuto e di uscire da una modalità tossica di amare.

Solo integrando il proprio narcisismo, il codipendente può star meglio.

Al contrario,  solo integrando la cura degli altri, il narcisista può star meglio.

 

Psicologa Antonella Consoli.

Consulenza psicologica 3465788897. Studio privato in provincia di Catania

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