Non giudicare gli altri dal loro passato, giudicali da come ne parlano

Giudicare gli altri è l’unico modo che abbiamo per vivere efficacemente all’interno di un contesto sociale. Le nostre scelte dipendono proprio dai nostri giudizi. Tanto più siamo abili nel dare giudizi aderenti alla realtà e tanto maggiore sarà il nostro grado di adattamento all’ambiente.

Come quasi tutti i comportamenti umani, anche giudicare può essere collocato su un continuum. Da un lato abbiamo la piena comprensione del mondo che ci circonda e al polo opposto troviamo il distacco tra pensiero e realtà.

Parliamo delle sfumature all’interno di questa linea.

passato

La variabile che pesa di più nell’indirizzare le nostre opinioni su di una persona è il passato della stessa. La logica è molto semplice, se una persona in passato si è comportata in un determinato modo allora è più probabile che in futuro possa ripetere quel comportamento.

Non esiste una sfera di cristallo per predire con esattezza come agirà qualcuno, possiamo solo ipotizzare quanto un comportamento sia probabile.

Chi in passato ha tradito, mentito, rubato, eccetera eccetera, secondo le statistiche ha più probabilità di rifarlo in futuro.

Ma le statistiche non sono una sentenza, perché le differenze individuali sono troppo grandi per lasciarsi ammortizzare nel rumore di fondo dei grandi numeri.

Proprio per questo, più importante di quello che una persona ha vissuto è il modo in cui lo racconta.

Facciamo un esempio.

Un ragazzo che durante il primo appuntamento ti confessa di aver tradito la sua precedente ragazza e di essersi molto pentito sta fornendo due informazioni.

La prima è che ha tradito.

La seconda è che si tratta di quel tipo di ragazzo che per impressionarti al primo incontro, cerca di dare una buona immagine di sé fondandola sul contrasto con il suo passato, millanta una redenzione tutta a tuo beneficio. Con te si apre, è sincero fino al punto di ammettere i suoi errori, perché nonostante vi conosciate solo da poche ore sa che tu lo capirai. Un narcisista insomma.

Ecco alcune regole da tenere a mente quando valutiamo il passato di una persona.

#1 Le informazioni su una persona che ci vengono date da terzi non sono mai sufficienti per dare un giudizio su quella persona. (Dovremmo invece usarle per farci un’idea della terza persona)

 

#2 Una persona che non parla volentieri di alcune cose dimostra di vergognarsene, di essere pentito di quei comportamenti. Nascondere qualcosa del proprio passato è probabilmente un tentativo di lasciarsela alle spalle.

 

#3 Una persona che racconta serenamente episodi che possono metterla in cattiva luce ha un approccio narcisistico.

 

#4 Chiediti sempre come racconteresti lo stesso fatto se fossi tu il protagonista. Le differenze che individui sono la metafora della distanza tra la tua e la sua personalità.

 

#5 Un episodio ha poco significato se viene estrapolato dal contesto. Cerca sempre di capire quali sono state le condizioni che hanno favorito un gesto o un’azione.

 

#6 Evita di dare un giudizi morali. La morale è una sovrastruttura poco informativa nei singoli episodi. Inoltre cerca di essere imparziale nel giudizio.

 

#7 Valuta la minuzia di particolari della narrazione. Un ricordo è nitido o perché è molto recente, o perché è stato rivangato nella mente all’infinito.

 

#8 Fidarsi è bene, valutare anche il comportamento non verbale è meglio.

Share Button
 
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato su argomenti che esplorano la crescita personale ed emotiva, puoi seguirmi sulle mie pagine di facebook “Psicologia“ e "Psiche - ψυχή", oppure aggiungermi su Facebook per sottopormi le tue curiosità e i tuoi dubbi.
Vuoi commentare e condividere con noi le tue esperienze o avere il parere di uno psicologo o psicoterapeuta? Iscriviti al gruppo di Psiche “Psiche e benessere
 

Francesco Boz

Le cose vanno bene - rispondiamo sorridendo per rassicurare noi stessi

Commenti

commenti