LETTERA DI UNA PSICOLOGA IN VACANZA

Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020

Anzi, non ancora in vacanza, ma per noi psicologi e i nostri pazienti, la formula “pausa estiva” inizia a far parte delle sedute già qualche tempo prima della stretta di mano nell’ultima seduta di luglio. Ne parliamo. La immaginiamo. Ci prepariamo.
Da un lato, delle vacanze e di staccare la spina, noi psicologi ne abbiamo estremo bisogno. Sì, perché ogni lavoro ha i suoi pesi e le sue fatiche, e fra questi rientra anche il nostro, un lavoro in cui non c’è un “banale” e semplice ascolto, ma molto di più e molto oltre.
Le vacanze sono sempre e comunque un momento fondamentale anche per il paziente che si sperimenta “da solo”, senza la seduta di routine dallo psicologo. Cammina con le sue gambe, non ha più quel suo spazio prezioso di riflessione settimanale ma, nonostante questo, spesso il paziente si rende conto di non essere “da solo” in quelle settimane estive, ma di rimanere in una sorta dialogo costante con il proprio terapeuta, tanto da domandarsi, nei possibili momenti di difficoltà: “Chissà che cosa mi direbbe la mia psicologa in questo momento!”.
E così si lavora, anche nella distanza. Anche nella mancanza.
Già. MANCANZA.
Mancanza dello psicologo da parte del paziente. Perché, che siano 3, 6 o 9, le settimane di vacanza del terapeuta, queste possono spaventare tantissimo perché si mescolano alle sensazioni di abbandono, di essere lasciati “soli”, spesso in situazioni davvero difficili, angoscianti e dolorose. 


E cari i miei pazienti, devo dirvelo: quanto vi penserò! Quanto vi porterò nella mia mente, nei momenti di silenzio, in riva al mare, sotto l’ombrellone.
Nella mente ci sarete e verrete tenuti come in un abbraccio senza confini, anche a distanza di chilometri. Un flash. Un volto.
Anche io come psicologa, penserò: “Chissà Matteo/Luisa/Gioia/Claudio/ecc, come stanno vivendo questo momento”, ricordandomi i loro interrogativi rispetto a situazioni specifiche che avverranno in questo periodo di distacco e di cui tanto abbiamo parlato nel corso delle nostre sedute.
Chissà.
Chissà come stai.
Chissà come state.
E chissà come ci ritroveremo a fine agosto, a settembre, dentro quello studio che è casa mia, ma anche casa vostra.
Il Nostro spazio.
Speciale. Unico.
Manca ancora qualche giorno al saluto pre-pausa estiva con tutti voi, ma già la mia mente e la vostra si stanno preparando.
Buona estate a voi. A me.
Buone esperienze.
Buoni passi, nella distanza fisica ma allo stesso tempo nella vicinanza profonda.

Dr.ssa Ilaria Cadorin, psicologa

© DR.SSA ILARIA CADORIN

 Psicologa n°9570 Albo Psicologi del Veneto
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