Le 3 principali cause di insicurezza 15 metodi per vincerla

Si può essere insicuri sempre o solo mentre affrontiamo determinate prove. Magari sei sicuro di te sul lavoro, ma quando si tratta di amore vai nel panico.

Che si tratti di insicurezza di tratto (stabile), di stato (transitoria) o circonstanziata a determinati ambiti della tua vita, le cause sono sempre tre.

Causa 1: Insicurezza scatenata dal fallimento

Gli eventi della vita accadono, poi restano attaccati alla nostra anima come chewingum sotto le suole. La nostra felicità dipende grossomodo da quello che ci è capitato nell’ultimo mese.

I peggiori nemici della felicità sono la fine di una relazione, la morte di una persona cara, la perdita del lavoro e i problemi di salute. La perdita della felicità influenza la nostra autosima. Il fallimento e il rifiuto oltre a corrodere l’autostima, ci rendono insicuri.

L’autostima è il nostro sistema immunitario contro l’idiozia della gente. Quando è debilitato siamo più vulnerabili alle critiche, ai fallimenti sociali e ai rifiuti.

Esistono 6 modi per fronteggiare il sentimento di insicurezza che si genera in questi casi.

#1 Prendersi il tempo sufficiente per metabolizzare il fallimento o il rifiuto. Sono normali fasi della vita che oggi ti fanno male, ma puoi superare se accetti che non sarà immediato.

#2 Distrarsi facendo qualcosa di piacevole e stimolante. L’energia positiva copre quella negativa e facilita la guarigione.

#3 Sfruttare la rete sociale positiva. Non ci sono solo persone che succhiano l’energia e ti fanno stare male, ci sono anche quelle che ti curano.

#4 Condividere la tua situazione con qualcuno di cui ti fidi.

#5 Riprovare. Proprio come dopo un incidente in macchina si consiglia di riprendere subito tra le mani il volante per evitare di restare bloccati nella paura, così dopo un fallimento si deve tentare di nuovo.

#6 Sperimenta qualcosa di nuovo. I momenti di crisi sono i migliori per farlo.

Causa 2: Insicurezza dovuta all’ansia sociale.

Feste, pranzi di famiglia, discorsi in pubblico, il giudizio degli altri è una delle principali cause di insicurezza del genere umano. Nei casi più gravi questi timori si cristallizzano fino a evolvere in un disturbo d’ansia sociale.

Anche senza sfociare nel patologico, spesso le performance umane risentono negativamente del giudizio degli altri. Si teme di fare un passo falso e per questo venire esclusi dal gruppo a cui si desidera appartenere. Sia esso il gruppetto di amici del campetto, i colleghi di lavoro o la famiglia.

Non serve essere stati vittime di bullismo a scuola per provare la terribile sensazione di esclusione e insicurezza causata dallo stare in bilico sul margine di un gruppo. Non serve avere dei genitori iper critici per faticare a sentirsi accettabili per quello che si è. Non serve aver perso il lavoro per mettere in dubbio le proprie capacità. Basta veramente poco per soffrire di insicurezza sociale.

Per fronteggiarla, però, basta tenere a mente queste 5 cose:

#1 Siediti, rilassati e pensa a quello che ti rende un buon amico, un buon lavoratore, un buon figlio o marito.

#2 Non esiste nessun argomento che non possa essere affrontato con le informazioni che hai in testa. Molte persone sembrano a loro agio solo perché ripetono a pappagallo nozioni sentite o lette da qualche parte. Puoi contrapporre al nozionismo il tuo parere, perché anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo con i suoi occhi.

#3 Non evitare le situazione sociali. Se vuoi correre più forte devi allenarti. Questo vale anche se vuoi sconfiggere l’insicurezza sociale.

#4 Procedi per gradi. Se il tuo limite è la socialità affrontala per gradi fino a superare tutte le tue paure. Non puoi partire parlando davanti a 300 persone.

#5 Osserva gli altri invece di osservare te stesso. Tre vantaggi: distrarti dal tuo disagio, scoprire che non sei il solo a faticare, imparare dagli a gestire la socialità.

Causa 3: Insicurezza di chi vuole essere perfetto

Chi vuole iper performare è abituato a essere insicuro. Più sono alti i tuoi standard e maggiore è la possibilità di sbagliare. Quindi duro lavoro, attenzione e timore di non aver considerato tutto: questo è quello che accompagna la vita del perfezionista.

Spesso anche dove gli altri vedono un buon lavoro tu pensi di non aver fatto il massimo.

La vita del perfezionista è un inferno di possibilità migliori di quella in cui si trova. Non poter controllare l’output delle sue azioni al 100% rende il perfezionista molto insicuro.

Ecco 4 antidoti mentali al perfezionismo.

#1 Non puoi controllare il risultato dei tuoi sforzi, ma puoi controllare l’impegno che ci metti. Se hai dato il massimo va comunque bene.

#2 Cosa ci sarebbe di diverso nel tuo lavoro se fosse migliore del 10% percento? Vale la pena di controllare e ricontrollare quello che hai fatto per quel qualcosa in più?

#3 Il mondo non è bianco o nero. Un lavoro non è ottimo o da buttare. Prendi confidenza con le sfumature delle performance.

#4 Il desiderio di essere perfetti spesso serve a colmare un buco nell’autostima. Lavora su te stesso per accettare quello che sei, anche con i tuoi difetti.

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