INSTAGRAM E L’IMMAGINE DI SÉ ALTERATA

Rimaniamo sul tema dei social e della preadolescenza/adolescenza (se sei una persona adulta potresti trovare interessante l’articolo “NARCISISMO E FACEBOOK“).

Come già presentato nell’articolo “PREADOLESCENZA: CHE CONFUSIONE!”, i cambiamenti in quella fase evolutiva sono moltissimi e coinvolgono a 360° ogni aspetto della vita del ragazzo/della ragazza.

In particolare, in “PERICOLO SOCIAL SOTTO I 13 ANNI” abbiamo individuato i rischi sottostanti, per i preadolescenti, all’iscrizione a social come Facebook o Instagram.

Inoltre avete scoperto alcuni miei consigli sia per i giovani utenti under 13, che già hanno un profilo social, sia per i genitori di questi ragazzi al fine di tutelare, per quanto possibile, le esperienze che i giovani fanno tuffandosi nel mare magnum del virtuale.

Un elemento comune ai vari social, inclusa l’applicazione whatsapp, riguarda la condivisione di foto, storie in whatsapp o stories in Instagram. I social diventano la vetrina nella quale mostrare le proprie foto e i propri video e, di conseguenza, l’immagine di sé assume un ruolo determinante.

DEFINIZIONE DELLA PROPRIA IDENTITÀ SESSUALE

INSTAGRAM

Uno sviluppo del pensiero, ancora in trasformazione ed evoluzione, viaggia parallelamente ma a ritmi diversi di uno sviluppo sessuale anche in vista della definizione della proprio identità.

I maschi, per definirsi “uomini”, tendono a competere sul versante della potenza e della virilità per avere così una conferma di quanto sono “forti”. Le femmine, invece, anche se con modalità ancora infantili, tendono ad accentuare le movenze seduttive per riappropriarsi della propria femminilità e prepararsi alle esperienze adolescenziali.

La sfida nell’ottica femminile è fra chi “seduce” di più, chi è più bella, chi piace di più; le ragazzine, con quest’obiettivo inconscio, si confrontano e consigliano su argomenti come trucco, abbigliamento, capelli, ecc. Questo lo abbiamo fatto tutte noi, ripensando alla nostra preadolescenza.

Il problema è se questo bisogno naturale di seduzione esce dalla realtà della ragazzina, dalle “4 mura” della sua vita, entrando in contatto con un mondo, quello virtuale, del quale lei sente di aver bisogno. Ci sono sempre più applicazioni di fotoritocco, il “filtro-bellezza” cancella qualsiasi imperfezione e le ragazzine si propongono al mondo (e a sé stesse) con un’immagine di sé finta e idealizzata. Tutto questo non per “una manciata di like”, ma per avere la conferma di essere “belle” e, quindi, di valere come persone.

ALLA RICERCA DI NUOVI MODELLI DA SEGUIRE E IMITARE

A quest’età i ragazzi e le ragazze iniziano a mettervi in discussione e a ricercare punti di riferimento al di fuori della famiglia. Degli adulti, i preadolescenti continuano ad aver bisogno, anzi, ora più che mai ma in forma diversa rispetto all’infanzia. Inoltre il modello che voi genitori avete dato loro, diventerà fondamentale per loro e potreste vedere che vostro figlio vi mette totalmente in discussione, criticando voi e il vostro modo di vivere (anche i social) oppure che, al contrario, replichi il modello che ha conosciuto da voi e che per questo è diventato a lui familiare.

Alla luce di questa riflessione sui modelli, ricordiamoci che i social hanno un potere enorme di influenzare gli ideali di bellezza e immagine esteriore che i ragazzi, ma soprattutto le ragazze, hanno di sé. Abbiamo appena visto cosa succede nei giovani a livello di ricerca della propria identità sessuale. Quest’ultima si manifesta nella ricerca, in sé e negli altri, di una specifica immagine: quella perfetta.

IL FOTORITOCCO: LA VITTORIA DELLA FINZIONE

instagramAll’oggi ci sono un’infinità di applicazioni e programmi di fotoritocco: si trucca il viso, si tolgono i piccoli e grandi difetti, i piccoli brufoli, le rughette, la grandezza e la luminosità degli occhi, ci si allunga, smagrisce, si sbiancano i denti, si allungano le ciglia, e molto molto altro.

La minima imperfezione viene eliminata a favore di un’immagine falsa e… irreale.

Se sono i media a farlo (la televisione, le pubblicità sui cartelloni stradali, le riviste, i profili social di altri) “problema” loro, ma se i ragazzini vedono questo anche nei propri genitori, che modello apprendono? L’influsso dei media, per quanto sia forte, passa in secondo piano rispetto alla percezione che i genitori hanno del proprio/altrui corpo e della propria/altrui immagine, percezione che viene trasmessa ai figli.

I messaggi impliciti della non-accettazione di sé, visibile nella modifica delle proprie foto, sono:

  • così come si è NON VA BENE,
  • non è sufficiente essere come si è nella realtà per piacere agli altri,
  • si può mentire su se stessi, imbrogliare sé e gli altri sulla propria immagine e, indirettamente, sulla propria identità,
  • ci si illude di poter raggiungere un aspetto che non si può ottenere nella realtà ,
  • se qualcosa di se stessi non piace, anziché accettarla, la si può cancellare o eliminare, creando un’immagine fittizia.

…e se tutto questo avviene sotto i 13 anni.. non stiamo mettendo delle buone e sane radici per lo sviluppo del futuro uomo e della futura donna che saranno i nostri figli.

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© DR.SSA ILARIA CADORIN

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Ilaria Cadorin

Psicologa (n° 9570 Ordine degli Psicologi del Veneto).
Consulente grafodiagnostico (diploma conseguito presso la scuola triennale Evi Crotti di Milano).
Esperta in tecniche di rilassamento, Training Autogeno Somatico e Superiore-Meditativo.
Ha conseguito il Master in Psicologia dello Sport e Mental Coaching Sportivo.
E' specializzanda presso la Scuola quadriennale in Psicoterapia Psicoanalitica dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Bologna.
Riceve su appuntamento nel suo studio privato a Montebelluna (TV) e a Ponte della Priula (Susegana -TV). Per informazioni: cadorin.ilaria@gmail.com oppure 3464231590.

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