I segreti per diventare un perfetto comunicatore

Tutti almeno una volta hanno sperimentato il disagio dei momenti di silenzio nel bel mezzo di una conversazione. Quando nessuno sa più cosa dire. Ed è molto più difficile da sostenere al telefono, dove manca l’aiuto del linguaggio non verbale. Il silenzio crea una distanza infinita tra i due interlocutori.

Secondo Namkje Koudenberg e collaboratori (2017) le piccole incompresioni nella comunicazione di tutti i giorni possono avere conseguenze anche molto gravi. L’esempio classico è quello del colloquio di lavoro, dove l’applicante risponde bene a tutte le domande ma il post va a un altro che ha risposto, forse meno bene a livello di contenuto, ma meglio a livello di comunicazione. Con il primo il colloquio appare freddo e limitato alla necessità informativa. Il colloquio del secondo invece è caldo, ci sono risate e frasi pronunciate solo per creare atmosfera, piacevolezza e connessione.

Secondo questa ricerca, il bravo comunicatore è capace di creare un ambiente comune nel quale dialogare con il suo interlocutore. Questo processo richiede la comprensione del punto di vista dell’altro e l’accettazione di alcuni valori del suo mondo. In questo modo riesce a identificarsi con lui, accorciare le distanze ed evitare di essere rifiutato. Questo lavoro non è automatico, il comunicatore lo fa volontariamente con dispendio di energie. Se la persona che ha davanti è simile a lui sarà più facile, altrimenti sarà molto complesso.

Le strategie che favoriscono la comunicazione efficace.

 

#1 Utilizza correttamente il linguaggio non verbale

Una persona a suo agio parla più volentieri e con maggiore onestà. La prima cosa da fare per distendere il clima del dialogo è utilizzare correttamente il linguaggio non verbale. Annuire, sorridere, aggrottare la fronte in segno di interesse sono tutti gesti che bendispongono la persona con cui parlate.

 

#2 Esprimi concetti appartenenti al suo stesso sistema di valori

Molto si gioca nelle prima battute del dialogo. L’eventualità di un’opinione contrastante non va mai espressa all’inizio della discussione, deve arrivare naturalmente dopo. All’inizio occorre mostrarsi d’accordo, addirittura anticipare le sue idee. Non è difficile, basta individuare il suo gruppo di appartenenza. Per esempio, quando parli con un medico la prima cosa da dire non è che tu credi solo all’omeopatia, perché probabilmente la sua opinione è diversa. L’elemento di contrasto non deve mai essere il primo di una conversazione.

#3 Imita la sua gestualità e la sua postura

Per creare continutà tra due persone è necessario passare dal corpo. Tra uno che gesticola molto e un altro impalato e formale c’è una distanza che nessuna retorica è in grado di colmare. Imitalo. Non è facile, il rischio di cadere nel ridicolo è dietro l’angolo. L’obiettivo è imitarlo senza dare l’impressione di farlo.

 

#4 Fai attenzione all’alternanza tra le tue e le sue parole

Si parla in due, si ascolta in due, si sta zitti in due. Il botta e risposta tra te e il tuo interlocutore può essere lento e incespicato o fluido e naturale. Tutto dipende dalla gestione dell’artenanza tra la battute dell’uno e le battute dell’altro. Riuscire a creare un flusso piacevole tra le vostre parole è la chiave per comunicare in modo efficace.

 

#5 Creare la percezione di essere una squadra

Tutte le necessità elencate fin ora rientrano in un unico obiettivo, creare una squadra tra te e il tuo interlocutore. State lavorando insieme per creare un dialogo fluido, piacevole e proficuo. Magari siete in disaccordo su qualcosa ma fate parte della stessa squadra. Questa percezione crea un clima positivo nel quale è facile comunicare.

 

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