CONTROLLARE O VIVERE?

Le persone con una propensione a controllare si contraddistinguono per il loro impegno nell’organizzare ogni cosa: da una semplice gita, ad una serata con gli amici fino alla propria vita individuale e/o familiare. Le cose vanno bene solo se sono state loro a deciderle, o ad avere l’ultima parola in merito perché così si sentono al sicuro, cullate all’interno del proprio spazio conosciuto. Non gradiscono gli imprevisti o i cambi di programma, e quando questi accadono reagiscono con un’automatica avversione.

L’origine di tale tendenza potrebbe essere connessa ad un senso di impotenza percepito nel passato, in un evento su cui non hanno avuto potere d’azione (come un litigio tra genitori, lutto, un incidente, ecc.) o a un forte senso del dovere sviluppato dall’infanzia. Tutto ciò avrebbe contribuito a renderli adulti che hanno fatto del controllo la loro armatura. Provare a tenere tutto sotto controllo è in realtà un tentativo di non rivivere questa esperienza in cui si sono sentiti estremamente vulnerabili.

Certamente, avere un piano della propria giornata o un progetto sul proprio futuro è apprezzabile e talvolta auspicabile, ma cosa accade quando tale progetto diventa rigido e non permette margine di errore?

Quando la persona dice SI solo a quello che ha programmato, sta dicendo NO a mille altre opportunità, a mille altre sfaccettature della vita, alla sua magia che talvolta può sorprendere in modi inaspettati:questo non può accadere a chi ha la testa china solo sulla strada predefinita.

Possibili strade da percorrere:

Prendere tempo: quando arriva un fuori programma, anziché rispondere subito di no, permettiamo ai pensieri di fluire astenendoci dal giudicarli..

Sperimentare nuovi percorsi : eseguire gesti nuovi, muovendosi nello spazio come non si è mai fatto. Sperimentare strade diverse, introducendo nuove piccole abitudini. Cambiare colori, indossare abiti differenti, sono solo esempi di azioni apparentemente insignificanti che tuttavia mostrano alla mente ed agli occhi nuovi scenari.

Seguire le intuizioni: quando arriva un’idea o un desiderio improvviso, anziché allontanarlo perché non rientra nel programma stilato,  se possibile,  provare a seguirlo .

Imparare a relativizzare: non esiste solo un modo  di vedere le cose, soprattutto, non solo il tuo. Provare a guardarle da altre prospettive, ad esempio da lontano, guardando la situazione dall’esterno, dall’ottica dello spettatore e non del protagonista.

Il tuo scopo non è portare la perfezione nel mondo, né rappresentarla. Puoi costruire una strada nella tua vita, è vero, ma come nella realtà, accanto alla strada principale ne esistono di secondarie che possono portarti comunque a destinazione magari mostrandoti paesaggi più arricchenti o magari inducendoti a fermarti per rivalutare i programmi fatti.

Ciò che puoi fare è quindi  imparare a fluire col mondo, cambiare, trovare soluzioni rimanendo flessibile. La vita si reinventa in ogni momento e il tuo tempo su questa terra è l’unica cosa da tenere sotto controllo per non sprecarlo.

“Il solo potere al quale un uomo deve aspirare è quello che egli può esercitare su se stesso.”

— Elie Wiesel

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