Cosa potrebbe comportare essere figli/e di madri poco amorevoli

Articolo scritto dalla Dott.ssa Stefania Signorile, fate visita su questa Pagina FB o/e sul Sito Web: signorilefantuzzi.com

madri poco amorevoli

Le ferite, derivate da un accudimento poco integrato, sono comuni e ampiamente spiegate dalla teoria dell’attaccamento di J. Bowlby e poi suffragata dal paradigma sperimentale di di M. Ainsworth, M. Main e altri autori.

Durante la prima e la seconda infanzia, una figlia coglie un primo assaggio di se stessa nel rispecchiamento del volto materno. Se la madre è amorevole ed in sintonia, il bambino è sicuro e autonomo. Quel essere degno di affetto e attenzione diventa la base su cui si costruisce il suo primo senso di sé e fornisce l’energia per la sua crescita.

Madri poco amorevoli ed emotivamente distanti, incoerenti o addirittura ipercritiche. Il problema di fondo è che il neonato, solitamente, è dipendente dalla madre per il nutrimento e la sopravvivenza. Risultato dell’attaccamento insicuro, definito “ambivalente” insegna al bambino che il mondo della relazione non è affidabile.

La relazione con il materno fornisce la possibilità di creare i MOI, modelli operativi interni. Queste sono rappresentazioni mentali inerenti a sé, agli altri, a sé in relazione con gli altri. Il bisogno in una figlia, dell’amore di sua madre, è una forza trainante primordiale.

I lavori di Hazan e Shaver hanno mostrato come i vissuti della prima infanzia siano altamente predittivi delle modalità relazionali adulte, come nella relazione di coppia o nelle amicizie.

Riuscire a porre l’attenzione su queste eventuali ferite, non è un modo per lamentarsi dei proprio vissuti e per disperarsi, ma per divenirne più coscienti e consapevoli. La presa di coscienza è il primo passo per il benessere di un figlia che non è stata amata. Troppo spesso, abbiamo semplicemente accettato alcuni nostri comportamenti senza comprenderne la loro origine.

  1. La mancanza di fiducia: la figlia non amata non sa che lei è una persona amabile e degna di attenzione; lei potrebbe aver vissuto in un ambiente giudicante ed ignorante. La voce nella sua testa è quella della propria madre. La voce materna interiorizzata può continuare a minare i suoi successivi talenti, a meno che non vi sia una presa di consapevolezza repentina.
  2. Confini relazionali: molte figlie, in bilico tra il loro bisogno di attenzione materna e la sua assenza, si riferiscono poco sicure nelle relazioni adulte. Non sono in grado di ricreare confini utili a rendere un rapporto sano ed emotivamente integrato. Un certo numero di figlie non amate segnala problemi con il mantenimento delle amicizie femminili, a causa di problemi di fiducia, non sono in grado di dire “no” o necessitano di un rapporto così intenso ed dipendente da far spaventare l’altra persona. Tutto questo lo si riscontra anche nelle relazioni sentimentali.
  3. Essere eccessivamente sensibili: una figlia non amata può essere sensibile alle offese, reali o immaginarie; un commento casuale può portare il peso della propria esperienza infantile senza che la figlia se ne renda conto. Avere una madre non amabile può comportare che le figlie sviluppino difficoltà di gestione delle emozioni; può capitare che diventino soggetti tendenti  al pensare e ruminare troppo.
  4. Replicare il legame materno in altri rapporti: siamo molto spesso attratti da ciò che conosciamo, quelle situazioni che seppur infelici, sono “comode” perché familiari. Mentre gli individui che hanno sviluppano un attaccamento sicuro tendono ad essere autonomi nel mondo e a ricercare storie simili di attaccamento, gli insicuri evitanti ed ansiosi tendono a ricercare relazioni simili ai vissuti d’infanzia, seppur disfunzionali.

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