Come gestire i sensi di colpa e non farsi sopraffare

Per le personalità passivo aggressive il senso di colpa è un’arma (abbiamo descritto i passivo aggressivi QUI). Per altri il senso di colpa è un fastidio passeggero presto dimenticato. Per altri ancora è un macigno che trascina i pensieri sul fondo limaccioso di un mare di rimuginio, blocca i movimenti per ritornare a galla e impedisce una vita serena.

In questo articolo parliamo di quest’ultimo caso.

Il passato: le radici del senso di colpa e la chiave della sua gestione

L’origine del senso di colpa è sempre precedente rispetto ai problemi che ne derivano. Possiamo paragonare il senso di colpa alla carta moschicida che usiamo per catturare gli insetti nelle dispense. Gli insetti sono i nostri pensieri che vagano a zig zag nella nostra mente fino a quando non restano incollati al senso di colpa. Da quel momento sono incapaci di volare, restano fermi lì, fino a quando muoiono.

Il senso di colpa è un inganno che porta nel presente qualcosa che si è consumato nel passato.

Potrebbe risalire ai tempi della scuola, quando la maestra o i genitori ti hanno detto: “Dovresti vergognarti di quello che hai fatto!”. Tu ti sei vergognato allora e hai continuato a vergognarti per tutta la vita. Anche se il motivo del rimprovero era una cosa di poco conto, le parole decise di una figura autoritaria hanno un effetto molto amplificato nella mente di un bimbo. Lui così piccolo, loro così grandi.

Chi impara a sentirsi in colpa, rischia di farlo poi per tutta la vita.

Locus of control: qual è il mio contributo alle cose che capitano

Un bambino o adolescente che cresce in contesto che nutre i suoi sensi di colpa, potrebbe sviluppare una forma di pensiero disfunzionale.

“Sono la causa delle cose brutte che mi capitano”. Questo stile attributivo unito a “le cose belle capitano fuori dal mio controllo” è la rampa di lancio cognitiva per ammalarsi di depressione maggiore.

Il senso di colpa, come ogni tipo di pensiero disfunzionale o funzionale, può essere allenato. Chi fin da piccolo è abituato a farsi carico di tutto quello che va male attorno a lui, resterà schiavo di questo modo di pensare.

La verità però è un altra. Per quanto distratti, disorganizzati e incapaci possiamo essere, la colpa non è sempre nostra. Ogni cosa, sia quelle dove ci impegnamo e crediamo di avere sotto controllo, sia quelle che affrontiamo distrattamente, in buona percentuale va a caso, cioè sfugge dal nostro controllo.

Se qualcosa va storto, devi come minimo dividerti la colpa con la cattiva sorte. Stesso discorso se qualcosa va come desideri. Le cose che non controlli non vanno male, vanno a caso, quindi tanto male quanto bene, esattamente come quelle che controlli.

Cosa sono i sensi di colpa

Da un punto di vista visico il senso di colpa è una pressione sul petto, un dolore di stomaco, un forte mal di testa e una fastidiosa contrazione dei muscoli cervicali.

Dal punto di vista cognitivo il senso di colpa è il rimuginio ossessivo attorno a un pensiero sgradevole. Sono pensieri di rimprovero verso se stessi, aggressività e agitazione. Tutto accompagnato da bassa autostima e pensieri autosvalutanti: non merito quello che ho.

Chi soffre di sensi di colpa si attribuisce la responsabilità di errori e fallimenti anche quando non è sua. A volte, in modo del tutto irrazionale, attribuisce agli altri colpe che non hanno. Cioè usa con loro la stessa modalità di pensiero che usa per sé, con il fine di dissipare parte della colpa.

Ripensare il senso di colpa per superarlo

#1 Combattere la rigidità mentale.

Bertrand Russell diceva: “Non morirei mai per le mie idee, perché potrebbero essere sbagliate”. Il primo passo per superare il senso di colpa è accettare che il mondo non sia solo bianco o nero, ma abbia numerose sfumature. Accettare poi la possibilità che queste sfumature noi non siamo in grado di coglierle tutte. Siamo molto più imperfetti quando pensiamo di quando agiamo.

#2 Trovare le cause dei sensi di colpa

Quali sono le idee irrazionali che alimentano i miei sensi di colpa. Forse credo che ogni errore che faccio allontani da me la possibilità di essere accettato dagli altri? Forse credo di dover essere perfetto? Forse credo che si possa controllare il caso / caos della vita? Sembra di dover accettare l’inaccetabile, ma ce la si può fare.

#3 Dopo la colpa pianificare la soluzione

Nel passato non troveremo mai le risposte su come andare avanti. Se abbiamo fatto qualcosa e ora ci sentiamo in colpa per le nostre azioni, l’unica cosa che ci resta da fare è pianificare come andare avanti. L’arma vincente contro i sensi di colpa è sempre progettare il futuro.

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Francesco Boz

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