IL CICLO DELLA VIOLENZA NELLA RELAZIONE DI COPPIA

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Fotografia di Irene Fittipaldi

Quando si parla di violenza, di qualunque tipo essa sia, bisogna fare i conti con una condizione di malessere che spesso viene reiterata all’interno di relazioni stabili.

In psicologia si parla ormai da anni di “ciclo della violenza” costituito da vere e proprie fasi che puntualmente si succedono in maniera ripetitiva.

Le fasi evolutive della violenza individuate da Walker sono quattro e sono indicate di seguito.

Fase di tensione

In questa fase la violenza non viene manifestata in maniera diretta, ma espressa attraverso atteggiamenti ostili e parole o frasi spesso offensive es. “non sei nemmeno capace a cucinare un uovo”. In questa fase la tensione può essere molto alta e tra i il maltrattante ed il maltrattato potrebbero innescarsi comunicazioni non verbali molto esplicite come ad esempio silenzi prolungati nel tempo ma privi di reale motivazione ed intrisi di tensione, costanti malumori e gesti minacciosi. È fondamentale attribuire al linguaggio non verbale la giusta importanza dal momento che spesso è causa di forte malessere per il maltrattato.

Nelle violenze agite dal partner nei confronti della compagna/moglie, in questa fase si assiste ad una idealizzazione fatta dalla donna nei confronti del proprio partner associata ad una serie di divieti e pressioni psicologiche agite da quest’ultimo.

Fase di attacco

Questa è la fase in cui esplode la violenza, spesso fisica.

La tensione accumulata nella fase precedente viene quindi scaricata sulla persona maltrattata attraverso veri e propri agiti che possono condurre a conseguenze molto gravi e far ricorrere, nel migliore dei casi, ai servizi sanitari come il Pronto Soccorso.

Spesso il passaggio dalla prima fase alla seconda avviene nel momento in cui il maltrattato accenna di aver raggiunto una propria autonomia dal maltrattante.

La donna maltrattata dal proprio compagno/marito proverà sentimenti svalutazione e svalorizzazione del senso di sé e probabilmente potrà essere soggetta a sviluppare una sintomatologia di tipo ansioso-depressivo.

Fase del pentimento e delle scuse

In questa fase tipicamente il maltrattante tenderà a sminuire il suo comportamento violento e cercherà di riconquistare la persona maltrattata.

Nei casi di relazioni di coppia in cui l’abuso è agito dall’uomo nei confronti della donna, si assiste spesso a dichiarazioni d’amore, di pentimento, scuse, regali (fiori, cioccolatini) e promesse di cambiamento. Si noti come per la stragrande maggioranza delle volte questo cambiamento non arriva.

A tali dichiarazioni spesso la donna reagisce con il perdono e sceglie di rinunciare ai propri bisogni per amore di qualcos’altro o qualcun’altro (delle apparenze, dei pregiudizi, dei figli, della casa ecc..).

Fase della riconciliazione

In questa fase il maltrattante, impaurito dalla perdita del maltrattato, inizierà a diventare particolarmente gentile e premuroso cambiano effettivamente il proprio comportamento.

Tornando all’esempio delle relazioni di coppia di cui sopra, la coppia sembrerà tornata in luna di miele. Probabilmente tra i due andrà tutto bene per un po’, fin quando la paura dell’abbandono che tipicamente prova il partner abusante non ricomincerà i comportamenti aggressivi e la donna quelli di idealizzazione.

È in questo modo che il ciclo della violenza si ripete costantemente.

Porter comprendere ciò che sta accadendo da protagonisti della vicenda non è affatto semplice e, per questo, queste relazioni disfunzionali vengono perpetuate anche per tempi molto lunghi.

Rendersi conto è però il primo passo per poter chiedere aiuto ai professionisti del settore che possono dare indicazioni precise alla persona maltrattata.

Spesso i fatti di cronaca portano alla luce femminicidi e violenze familiari e le reazioni di molti sono racchiuse in queste domande: “ma perché non lo lasciava?”; “certe donne sono proprio stupide, perché cercano uomini così?”.

A queste domande risponderei dicendo che la dinamica relazionale che si crea tra maltrattante e maltrattato è molto più complessa di quanto non si creda e che il ciclo della violenza sopra descritto è solo un aspetto di ciò che si innesca nell’incastro di coppia, per questo motivo è importante intanto rendersi conto di ciò che di disfunzionale sta accadendo all’interno della coppia e poi, dell’aspetto clinico e di quello legale dovranno occuparsi psicologi e legali. Il primo passo però è sempre quello di uscire di casa per non continuare a subire invano.

Dott.ssa Claudia Corbari – Psicologa e Psicoterapeuta in formazione –

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