10 affascinanti informazioni che riguardano memoria e ricordi

Ciò che sappiamo riguardo a memoria e ricordi non è sempre vero o forse è incompleto. Ecco alcune informazioni di cui non tutti saranno a conoscenza.

I nostri ricordi rappresentano la nostra vita, quello che siamo stati e le basi per ciò che saremo. Grazie alle ricerche del professore ed esperto della memoria Robert Bjork, lo psicologo Jeremy Dean ha descritto in 10 semplici punti alcune straordinarie caratteristiche della nostra memoria, di cui non tutti sono al corrente.

1. La memoria non va in decadenza 

Spesso dimentichiamo il nome di una persona, una via, un’informazione: è inevitabile pensare che la nostra memoria lentamente stia regredendo, ma molte ricerche si oppongono a questo modo di vedere le cose. Infatti, molti pensano che la memoria abbia delle capacità illimitate. Ne deriva che noi dimentichiamo non perché la memoria lentamente “si spegne” ma perché è la nostra abilità di utilizzo della memoria che ci impedisce di memorizzare. Per fortuna è utile dimenticare…

2. Dimenticare ti aiuta a imparare

In che senso? Immaginate di possedere un cervello che memorizza e ricorda tutto. Significa ricordare anche le cose più inutili, creando un sovraccarico di informazioni che effettivamente non servono. Quando dobbiamo ricordare dove abbiamo lasciato le chiavi della macchina, ci verrà in mente il luogo dove le abbiamo lasciate oggi, ieri, il giorno prima ancora e così via. Insomma, sarebbe davvero eccessivo! Ne deriva che dimenticare informazioni inutili, lascia il posto nel cervello ad informazioni più utili per la sopravvivenza e per affrontare al meglio la vita quotidiana.

3. A volte i ricordi “dimenticati” possono ritornare alla memoria

Sembra, da alcune recenti ricerche, che i ricordi sono apparentemente dimenticati, in quanto, in realtà, sono sempre lì nella nostra testa pronti a “risvegliarsi” quando arriverà il momento adatto. Anzi, quando questo fatidico momento arriva, ritornano alla memoria più velocemente rispetto ad altre informazioni.

4. Non fidarti dei tuoi ricordi

Quando pensiamo al passato, i nostri ricordi si alterano. Questo principalmente perché ad ogni evento ed esperienza che arricchisce il nostro bagaglio di ricordi, associamo particolari emozioni o diamo importanza ad alcuni aspetti rispetto ad altri. Ad esempio, se qualcuno ricorda che, da bambino nel giorno del proprio compleanno ha ricevuto proprio la macchinina che desiderava, quel compleanno resterà “Il compleanno in cui ho ricevuto la macchinina” e degli altri regali non avrà benché minimo ricordo. Così, se in un giorno felice qualcosa è andato storto, quel giorno resterà “Un giorno in cui tutto è andato storto” anche se non è del tutto vero. Insomma, il resto va in secondo piano e il ricordo si altera.

5. La memoria è instabile

Ovvia conseguenza di quanto appena detto. Se il solo atto di ricordare modifica vecchi ricordi, allora la nostra memoria è instabile: nonostante spesso siamo eccessivamente sicuri della nostra capacità di memorizzare e ricordare, non sempre è così facile come sembra.

6. Non illuderti di ricordare informazioni che hai creduto fossero banali (e per questo indimenticabili)

Si tratta di quel magnifico momento in cui hai una gran bella idea, tanto bella quanto apparentemente indimenticabile. Ma accade che dopo pochi minuti già non la ricordi più. La variabile in gioco è proprio l’eccessiva sicurezza di sé, secondo i ricercatori: il dare per scontato di essere all’altezza del compito, spesso dà solo l’illusione di essere competenti. Proprio quando abbiamo a ché fare con informazioni che ci sembrano facili, è utile sforzare la memoria affinché diventino davvero indimenticabili e non solo apparentemente.

7. Quando ti sembra di ricordare qualcosa facilmente, stai memorizzando ben poco

Quando un ricordo ci viene subito in mente, facciamo lavorare meno la nostra memoria. Il contrario accade quando, invece, ci risulta più difficile ricordare qualcosa: la nostra memoria inizierà a lavorare in modo tale da non permettere di perdere l’informazione. L’obiettivo del processo di apprendimento diventa allora far lavorare quanto più la memoria affinché, più in là, l’informazione non venga dimenticata.

8. L’apprendimento dipende fortemente dal contesto

Spesso, quando impariamo qualcosa siamo sicuri di averla ben memorizzata. A volte, basta cambiare contesto per andare in confusione e non essere più certi di quello che si sapeva prima. Questo perché l’apprendimento dipende molto dal contesto, da chi e cosa abbiamo attorno nel momento dell’apprendimento. Quando un’informazione è contesto-dipendente sarà più difficile ricordarla a lungo. Una tecnica per ricordare informazioni a lungo termine, comporterebbe cambiare più volte contesto di studio, per riuscire a gestire l’informazione e a renderla nostra e non relegata ad un particolare ambiente.

9. Mescola informazioni diverse da apprendere per ricordarle di più

Affinché una informazione resti salda nella nostra mente, è necessario “mescolare” più informazioni diverse, invece che ripetere costantemente quell’unica nozione che vogliamo ricordare. Per esempio: si può imparare a giocare a pallavolo, alternando l’apprendimento della schiacchiata e dell’alzata, senza ripetere costantemente l’una o l’altra azione. Sarà difficile iniziare in questo modo, ma a lungo termine i risultati saranno evidenti.

10. L’apprendimento è sotto il tuo controllo

Molti credono che l’abilità di imparare o meno una informazione, ricordare o meno un evento passato dipenda da una capacità insita in ognuno di noi: “Le formule matematiche sono troppo difficili da imparare per me, mi arrendo”. In realtà, attraverso il cambiamento di contesto in cui si apprende o il passaggio da un compito ad un altro, per esempio, memorizzare informazioni diventa molto più facile. Basta saperla utilizzare.

Insomma, la memoria rappresenta una capacità davvero affascinante, per cui diventa importante farsi furbi e imparare a sfruttarla: una volta assunta la consapevolezza di sé, delle proprie capacità e del controllo della propria memoria, l’apprendimento sarà davvero un gioco da ragazzi.

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Silvia Demita

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