Quando lo sport diventa una droga

Nel vasto orizzonte delle cosiddette “addiction” ha trovato collocazione una nuova dipendenza: la dipendenza da sport. I risultati raggiunti confermano i criteri diagnostici tradizionali validi per le dipendenze secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM).

Molti potrebbero pensare che essere costantemente in forma, con una buona dose in circolo di dopamina ed endorfine sia funzionale, in realtà  questo comportamento se portato all’eccesso, mostra dei tratti psicologici e sintomi specifici che sono presenti in altri tipi di dipendenze. Ovviamente nella nostra società, questo è un fenomeno sempre più registrato perchè va a supportare la teoria moderna della ultra efficienza sia fisica e mentale per rispettare standard socialmente imposti e accettabili. “In forma magri e belli sempre e comunque”: con questo slogan si rischia di passare velocemente ad un modello ossessivo di ricerca di benessere fisico e perfezione fisica.

«Il termine addiction viene così introdotto per riferirsi sia alla tradizionale dipendenza da sostanze sia alle diverse forme di dipendenze comportamentali. Con questo termine si intende “qualsiasi forma morbosa determinata dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento; una specifica esperienza caratterizzata da un sentimento di incoercibilità e dal bisogno coatto di essere ripetuta con modalità compulsive[…]» (Lingiardi, Gazzillo, 2014, 829).

Identificare lo sport addiction o con una condizione di over training (sovrallenamento) è ovviamente limitativo, in quanto la dipendenza da sport non necessariamente comporta over-training, perché non sempre la costanza nella pratica sportiva coincide con un’attività estenuante, ovvero non è semplicemente un problema quantitativo e certamente non è soltanto un problema di abuso di sport, ma si connota soprattutto per alcune aree distintive. Vediamo quali:

1.Funzionamento alterato (in almeno due aree tra le seguenti):

– Psicologico (incapacità a concentrarsi su un’attività a causa del pensiero ricorrente all’esercizio fisico);

– Sociale o lavorativo (problemi sociali, familiari o lavorativi connessi alla pratica sportiva);

– Fisico (sovrallenamento o allenamento nonostante infortuni o parere medico contrario) ;

– Comportamentale (comportamento sportivo inflessibile, stereotipato o mirato all’auto-punizione) .

2. Sintomi di astinenza (desiderio persistente e tentativo infruttuoso di controllare o ridurre l’attività fisica praticata, correlato ad un disagio fisico o psicologico in relazione alla riduzione o cessazione delle abitudini di allenamento)

3.Caratteristiche psicologiche e comportamentali tipiche dei soggetti dipendenti:

– Tolleranza (aumenta il grado di tolleranza al numero degli esercizi fisici);

– Eccesso di attività fisica;

– Allenamento solitario (normalmente si predilige un allenamento solitario in quanto la presenza di compagni potrebbe compromettere la qualità dell’allenamento)

– Inganno ( spesso mente in merito ai risultati ottenuti durante l’attività fisica: numero complessivo di km, distanza percorsa in un dato tempo, numero di ripetizioni o carichi utilizzati)

– Motivazioni ossessive che guidano l’attività sportiva (es. prestazione, controllo umore, controllo sonno, autostima, controllo del peso, controllo della propria immagine Corporea)

 4.Presenza di disturbi alimentari (anoressia, bulimia) o di comportamenti di controllo alimentare (diete e assunzione integratori)

 

Questo quadro mostra chiaramente che ci sono delle inclinazioni e dei tratti psicologici che alimentano il comportamento di addiction. A livello preventivo si cerca, infatti di lavorare su una ridefinizione della visione del proprio corpo (soprattutto nei casi di disturbi alimentari) e del senso ultimo dello sport come espressione di libertà  di benessere fisico e mentale, in grado di suscitare la cosiddetta flow experience (esperienza di flusso) ossia il fenomeno che si verifica quando ci si impegna in un’attività appassionante e ci si dimentica del tempo che passa.

Lo sport  insegna ad essere “resilienti”,  a ridefinire i piani e gli obiettivi di fronte al cambiamento e di fronte ad emozioni negative. L’attività sportiva si configura come un ottimo espediente per esprimere la personalità, valorizzandola e plasmandola a seconda della necessità. L’attività sportiva è un perfetto connubio di sentimento e ragione, che trova respiro nella propria libertà interiore, nella nostra energia creativa che si rischia di contrarre nelle manifestazioni dell’ addiction.

 

Francesca Neri

 

 

Bibliografia

 

LINGIARDI Vittorio – Francesco GAZZILLO, La personalità e i suoi disturbi. Valutazione clinica e diagnosi al servizio del trattamento, Milano Raffello Cortina Editore, 2014.

 

Sitografia

MONACO Monica, La dipendenza da sport , in «Benessere.com»,

<http:// http://www.benessere.com/psicologia/arg00/dipendenza_sport.htm>.

 

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