Bambini e animali. 7 consigli per crescere bene insieme

Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020
Tante volte nel mio studio genitori preoccupati mi chiedono: “Dottore, sta per nascere nostro figlio che facciamo con il cane o gatto?” “Oppure mio figlio ne vorrebbe tanto uno ma non sarà troppo piccolo, o pericoloso, o troppo impegnativo o poco igienico?”.

La mia risposta, in linea con le ricerche scientifiche, è che è utile far crescere insieme bambini e animali. Vediamo insieme 7 validi motivi:

1) Comunicazione. Il bambino sviluppa maggiori capacità relazionali, verbali e non, e impara a confrontarsi con un essere diverso da lui.

2) Responsabilità. Prendersi cura di un essere vivente responsabilizza il bambino che si abituerà ai ritmi dell’animale. I genitori possono anche aiutare questo processo affidandogli piccoli compiti come spazzolare il cane o gatto, controllare che non manchi l’acqua.

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3) Sensibilità – Empatia. Insegna a tuo figlio che si tratta di un essere vivente quindi con i suoi spazi, i suoi bisogni e le sue esigenze da rispettare. Imparerà a mettersi nei panni dell’animale sviluppando sensibilità ed empatia, si eviteranno quindi quei comportamenti come tirare la coda o lanciare oggetti.

4) Gioco. Gli animali domestici non perdono la propensione al gioco come gli adulti e quindi saranno un ottimo compagno di gioco per il bambino, una fonte inesauribile di creatività e fantasia.

5) Protezione. Sarà ambivalente: il bambino si sentirà protetto dall’animale e sarà disposto a proteggerlo.

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6) Riduce stress e ansia. Secondo uno studio dell’Università di Pretoria in Sudafrica, accarezzare un animale riduce la pressione sanguigna, per questo sono sempre più usati nelle terapie riabilitative, le famose pet-therarpy. Uno studio del Bassett Medical Center di Cooperstown a New York, ha dimostrato che su un campione di oltre 500 bambini solo il 12% di quelli con animali a casa è risultato positivo a test di screening per l’ansia mentre fra quelli senza animali la percentuale sale al 21.

7) Gestione del dolore. Data la brevità dell’esistenza di un animale, il bambino conoscerà i cicli della vita: nascita, crescita e morte. E anche esperienze dolorose dovute a un’eventuale perdita [button-red url=”https://www.youtube.com/watch?v=tY0xBpXpSyI” target=”_self” position=”left”]Guarda il Video ‘Superare la morte di un animale'[/button-red] saranno formative per lui imparando a elaborare i lutti che inevitabilmente dovrà affrontare nella vita.

 

E tu che ne pensi? Quale è la tua esperienza? Hai dubbi o domande, scrivile nei commenti.

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Ciao e Buona Vita!

dr. Roberto Ausilio 
Psicoterapeuta
www.robertoausilio.it

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