I DISTURBI MENTALI CI SPAVENTANO PERCHE’ SONO INVISIBILI?

invisibile

Un giorno, durante una lenta passeggiata, mio fratello Maurizio mi disse apertamente:
Certo che studiare Psicologia è veramente da fuori di testa”.
Perchè?”
Perchè cavolo se uno facesse il chirurgo, no? Ecco, tutti i giorni si scontrerebbe con cose brutte, poco piacevoli e schifose, ma almeno le vedrebbe. Le toccherebbe e le potrebbe combatterle ad armi pari”.
Una pausa mentre ci sedevamo sulla panchina rossa di via Manzoni e poi:
Invece le malattie mentali no! Come fai?

Ancora oggi non ho risposta al suo quesito, ma quello che mi è sempre più chiaro è che aveva profondamente ragione.
Combattere una cosa invisibile è molto faticoso e incredibilmente complesso.

Se poi non riesci nemmeno a comprende cosa combatti allora la battaglia è del tutto impari e si trasforma in una carneficina.

Questo non è catalogabile come articolo, come news o come pillola. E sicuramente non è un approfondimento scientifico, scusate. Mi prendo il lusso di catalogarlo come “Riflessione”, spero in ogni caso porti a qualche punto di “riflessione”, appunto.

Sento l’esigenza di riportare la calma in un turbinio frenetico di paure legate al mondo invisibile della psiche.
Nel nostro gruppo Facebook (Iscriviti QUI) postiamo, commentiamo e ci interroghiamo su alcuni aspetti della psiche.

Ne emerge quanto detto fino ad ora: l’invisibile è fonte di ansia e timori ancor più che un nemico in carne ed ossa dalle fattezze Godzilliane.

TRE METODI PER DOMARE LA PAURA DELL’INVISIBILE.

Siamo d’accordo quindi che l’invivibile spaventi.
Non c’è dubbio.

Abbiamo davanti però tre opzioni per riportare uno stato di quiete mentale davanti a questo argomento:

1) VISUALIZZARE 

Sembrerà folle.
Dare forma e colore a qualcosa di impalpabile e non disegnabile, pazzesco.
Allo stesso tempo è la nostra più grande fortuna: potremo dare un “volto” ad un disturbo e nessuno potrà dirci che non siamo stati abbastanza accurati nel disegnarlo o nel visualizzarlo.

Avete presente le terribili immagini sui pacchetti di sigarette?
Tumori ai polmoni, alla lingua, ai denti, alla gola e (ahimé) moltissimi altri.
Proviamo a fare la stessa cosa con, per esempio, la depressione.
Immaginiamo dunque un cervello (classica immagine, la prima che avremo a portata di “mente”) e coloriamola di un blu molto scuro, tendente al nero.
Un po’ come le diverse profondità del mare sulle cartine geografiche.
Il nostro compito sarà combattere questa malattia e, aiutati dalla gomma del terapeuta, cancellare tutto lo scuro per riportare il nostro encefalo al suo colore originale.

Questa operazione non è scientifica. Anzi, è piuttosto arbitraria. Avremo però la possibilità di dare un “colore” ed un “volto” al nostro malessere e non brancoleremo nel buio, a carponi, senza sapere dove sia la stella polare.

2) CHIMICA 

Non è facile accettare di avere una malattia.
Per una malattia che non può essere vista, poi, è ancora peggio.
Focalizziamoci su di un fatto: la malattia sarà anche “invisibile” (ed è tutto da dimostrare. Ad oggi abbiamo scansioni del cerebro in fmri, o pet, o raggi x, per citarne alcune, e abbiamo delle “immagini”, In futuro però potremmo sviluppare tecnologie per “vedere chiaramente” una malattia o disturbo mentale), ma ha sempre un corrispettivo chimico e strutturale nella mente della persona.
Come a dire: il medico ha il sospetto che si soffra di diabete? Esami delle urine.
Lo psicologo ipotizza un disturbo depressivo maggiore? Esami per capire la condizione “mentale” della persona.

Riportare una malattia ritenuta invisibile ad una radice “visibile” (come quella dei neuroni, le cellule nervose del nostro cervello) può forse aiutarci a non vagare senza meta.

 

3) AFFIDARSI

Davanti alla terribile notizia di un tumore, per esempio, ci affidiamo alle mani e alla conoscenza dei medici che ci sono con noi.
Parliamo con loro di tutto ciò che ci preoccupa, li ascoltiamo e pensiamo.

Una “malattia mentale” è, per ora, invisibile?
Bene, non facciamoci prendere dal panico: affidiamoci ad un professionista. Consegnamo a lui i nostri dubbi e le nostre speranze, come faremmo con un cardiochirurgo per il nostro cuore.
Non combatteremo da soli, ma insieme a chi (dopo anni di studi, pratica e passione) ci fornirà le modalità corrette ed adatte per sconfiggere il “nostro nemico”.

Senza fretta. Un fiore ci impiega quattro stagioni.
Grazie, come sempre.

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ATTENZIONE: QUESTI DISTURBI VENGONO TRATTATI COME DEPRESSIONE (ERRONEAMENTE)

 

DEPRESSIONE NASCOSTA

 

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Giacomo Fumagalli

Laureato Scienze e Tecniche Psicologiche Bicocca.
In formazione in PPSDCE Bicocca (Psicologia dei processi Sociali, Decisionali e Comportamenti Economici).
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