Ella e John. L’amore oltre la morte.

Ella e John sono una simpatica coppia di ottantenni, sposati da cinquant’anni, genitori di due figli e nonni felici. Hanno avuto una vita piena e soddisfacente.

Lui, ex docente affascinante e coltissimo, ora affetto da un grave disturbo della memoria che lo rende fragile e smarrito e lei, moglie devota e donna di carattere, ora in lotta contro un tumore in fase terminale.

La coppia, rendendosi conto di non avere ormai più molto tempo davanti, decide di mettere in moto in vecchio camper e di partire per quello che sarà il loro ultimo viaggio. La decisione viene presa all’improvviso e senza informarne i figli, sempre più preoccupati per la salute dei loro genitori.

A bordo del Leisure Seeker, è il nome del camper fedele compagno di tutti i viaggi di famiglia, i coniugi ripercorreranno i luoghi dei ricordi.

Il regista Paolo Virzì, in questo film lieve ma profondo, affronta le principali tematiche legate alla terza età, usando un registro fatto di leggerezza ed ironia e senza cadere in facili pietismi e banalità.

Tra situazioni divertenti e rivelazioni amare i due ottantenni, interpretati magistralmente da Donald Sutherland e Helen Mirren, capiranno di non poter vivere l’uno senza l’altra e si sceglieranno ancora una volta, l’ultima, per la Vita e per la Morte.

Attraverso le vicende dei due protagonisti, lo spettatore è portato in un viaggio, che è anche metafora di vita, in cui ci si perde e ci si ritrova. Viaggio non solo tra le località geografiche ma anche tra i ricordi ed i cambiamenti fisici e mentali. Bellissime e commoventi le scene in cui i due coniugi, nei vari campeggi dove sostano, montano un telo e vi proiettano sopra le vecchie foto di famiglia per stimolare la memoria di John e ripercorrere la storia del loro matrimonio.

Anche la tematica della sessualità nella fase avanzata della vita, argomento ancora tabù nella nostra società, viene affrontata senza imbarazzi e come momento comunque importante nella vita di una coppia, al di là dell’età.

E ancora le tematiche del tradimento e della gelosia, a dimostrazione del fatto che la terza età può essere ancora terra di passioni, se una coppia le ha coltivate per tutta la vita, senza arrendersi alla routine.

Il regista ci da un’ulteriore chiave di lettura della vicenda attraverso il punto di vista dei figli dei protagonisti. Tramite i loro dialoghi e le loro reazioni abbiamo i vissuti dei figli rispetto all’invecchiamento dei genitori. Uno, più accudente e dipendente verso gli anziani genitori, mostra un crescendo d’ansia per questo viaggio vissuto come un colpo di testa; l’altra, più distante ed indipendente, sembra alla fine quasi approvare e gioire per questa complicità fra i suoi genitori, che è invece assente nel suo matrimonio.

E infine il tema della Morte, ma come promessa reciproca di non lasciarsi mai da soli e come ulteriore scelta di porre fine, sempre e comunque insieme, al proprio Viaggio Terreno.

Per il finale, niente affatto scontato, andate al cinema.

 

 

COME NON ROVINARE UNA STORIA D’AMORE

 

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Simona Loi Zedda

PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA CAGLIARI

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