Cronaca di un suicidio

Una breve recensione su questa serie televisiva che sta spopolando su Netflix.
Credo che al di là delle qualità interpretative degli autori, il vero punto di forza di questo telefilm è stato quello di descrivere in modo chiaro e tristemente realistico ciò che può accadere nelle scuole .
Penso ci siano alcuni punti che vale la pena sottolineare e che il regista ha messo in evidenza, aspetti che molto spesso si ritrovano anche nei casi di bullismo reale:
  • La vittima, in questo caso c’è una ragazza che diventa oggetto di bullismo, grazie a una foto divulgata a scuola. Ciò che fa scaturire il tutto è una diceria su un evento che in effetti non è mai avvenuto. Da notare che la vittima ha due caratteristiche ben specifiche; è femmina, di conseguenza percepita più debole e si è appena trasferita in città, di conseguenza non conosce nessuno e risulta più isolata rispetto ad altri. L’essere considerati più deboli rispetto al gruppo , può essere un fattore di rischio.

 

  • I bulli sono ragazzi popolari, considerati “cool” dal resto del gruppo, si presentano come vincenti e di conseguenza influenzano gli altri studenti, i cosiddetti “spettatori”. La loro autostima risulta eccessiva, hanno bisogno di mostrare il loro potere e credono che tutto gli sia concesso. Chi compie atti di bullismo spesso gode di un certo “consenso” popolare ed è fortemente convinto di avere diritto a ottenere ciò che vuole.

 

  • Gli spettatori, sono tutti quei ragazzi che sanno ciò che accade ma preferiscono tacere, per paura o per indifferenza. Persone che potrebbero avere un ruolo importante se solo si esponessero e denunciassero ciò che accade.

 

  • Gli insegnanti, che fanno volutamente finta di non capire ciò che sta accadendo, perchè questo significherebbe “sporcare” il nome della scuola e incorrere in procedimenti legali. Troppo spesso gli atti di bullismo avvengono sotto gli occhi di chi dovrebbe vigilare.

 

  • I genitori della vittima e dei bulli, che per vari motivi sono “assenti” non solo fisicamente ma soprattutto emotivamente. Troppo presi dai loro problemi e non realmente connessi con il mondo dei loro figli.
Il film ha un epilogo tragico, la ragazza si suicida perchè non regge più alle umiliazioni ed ai soprusi ma soprattutto perchè si sente sola e abbandonata.
Il finale lascia un dubbio, questo suicidio annunciato non ha il sapore di un omicidio?

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Michela Campanella

Attualmente ricevo nel mio studio a Genova. Per chi abita lontano offro un servizio di consulenza via Skype.
Mi occupo principalmente di trattare disturbi dell'alimentazione, ansia, attacchi di panico, DOC e fobie.
Nel mio lavoro utilizzo la Terapia Strategica Breve, in quanto in tempi brevi permette di risolvere problemi complessi.

"Ci sono due modi di affrontare le difficoltà. Modificare le difficoltà o modificare te stesso in modo da affrontarle."
(Phyllis Bottome)

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