USO E ABUSO DELLA TECNOLOGIA: DOVE STA IL PROBLEMA?

Nel corso degli anni lo sviluppo dell’uso delle nuove tecnologie ha portato tutti a confrontarsi e a relazionarsi in modi diversi e sempre nuovi. Dalla nascita di Internet ad oggi molte cose sono cambiate. Si pensi alle chat che poi si sono evolute negli attuali social media: a farne le spese sono le relazioni interpersonali.
L’uso delle nuove tecnologie ha portato anche ad un enorme cambiamento in bambini ed adolescenti, soprattutto a scuola nelle loro capacità di concentrarsi, di prestare attenzione, di memorizzare. I bambini sembrano essere più iperattivi si muovono continuamente e spesso compiono atti di violenza gratuita ai danni dei coetanei. I giovani inoltre talvolta si estraniano finendo a fantasticare in altri mondi, dimenticano facilmente le cose o si limitano ad avere pochi o nessun interesse.

L’utilizzo sempre più massiccio dei media digitali ed in generale di smartphone, pc e videogiochi da parte di ragazzi e ragazze (bambini, adolescenti e giovani) può portare grossi problemi legati all’attenzione e alla memoria.
Manfred Spitzer, neuropsichiatra tedesco, nel suo libro Demenza digitale, si sofferma proprio sul fatto che l’abuso di tecnologia digitale scoraggi l’apprendimento, diminuisca le capacità di socializzazione e può portare anche a gravi casi di depressione.
Gli insegnanti parlano in misura crescente di un’incapacità degli alunni di ascoltare, riflettere, memorizzare, stare fermi. Tanto da porsi una domanda: “Possono non utilizzare la tecnologia?”. Personalmente sono assolutamente d’accordo con l’uso delle tecnologie digitali, sia nella vita che nella scuola. Il problema purtroppo non sta nell’uso di queste ma nel modo in cui essere vengono utilizzate.

Troppo spesso i ragazzini vengono lasciati “soli” con i loro giocattoli elettronici, come baby-sitter instancabili che riempiono le giornate di bambini, unici compagni di gioco che sicuramente non fanno loro del bene. D’altro canto i genitori dovrebbero essere più presenti. Capita sempre più spesso di vedere bambini con tablet o smartphone in mano mentre i loro genitori sono intenti a chiacchierare, a svolgere attività o a dedicarsi a loro stessi. Dalla digitalizzazione non si torna indietro, si tratta di un processo inarrestabile che ci porterà di fronte a scelte sempre più difficili da affrontare con occhi critici.

Anche la scuola, e di conseguenza la didattica, si sta adattando ai tempi (lim, registri elettronici, ecc.) e di conseguenza la didattica. La strada da perseguire forse è proprio quella di insegnare a figli ed alunni come utilizzare in modo appropriato e ragionevole le tecnologie digitali affinché non vengano risucchiati da esse.

PER APPROFONDIRE:
Manfred Spitzer, “Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi”, Corbaccio.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

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Pasquale Saviano

Psicologo - Psicoterapeuta
Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
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