Il trauma della perdita del lavoro

a cura della Dott.ssa Floriana De Michele, Psicologa Psicoterapeuta , Avezzano

 

Il trauma della Perdita del lavoro

La salute mentale , come noi psicologi sappiamo bene, non è solo il risultato di fattori endogeni quali il nostro DNA, ma anche da fattori esogeni come gli eventi della nostra vita. Tra questi ci sono quegli eventi avversi come lo è la perdita del lavoro. Il danaro non è tutto, ma senza di esso  tutto può diventare più difficile.Se inoltre pensiamo quanto può essere difficile oggi in Italia trovare un lavoro, si capisce come la perdita di un lavoro può significare per molti le “fine del mondo”.Questo porta con se l’aumento del livello di stress e, talvolta, soprattutto se inaspettato, è fonte di traumi non facilmente superabili.Vediamo cosa può accadere in questo caso.

Ansia.

E’ una delle conseguenze immediate della perdita di un lavoro. Soprattutto se esso è l’unica fonte di sostentamento. Come pagare l’affitto, le bollette, il nutrimento, la salute e le necessità dei figli e dei familiari ? La mancanza di un momento di relax, a causa delle vicissitudini finanziarie, può provocare insonnia, e ciò comporta la necessità di doversi rivolgere ad un esperto della salute mentale.

Depressione, stress, asocialità

La mancanza di un lavoro, e la difficoltà a trovarne uno nuovo, al pari dignitoso, può portare ad un senso di ineluttabilità, senza una speranza , fino alla depressione, o un senso di disprezzo verso se stesso, mancanza di autostima, perdita delle relazioni sociali e allentamento di quelle familiari, e rifiuto di partecipare alla società che altrimenti potrebbe etichettarlo o classificarlo negativamente.L’inizio di uno stato psicologico di questo tipo necessita, prima che si aggravi, dell’intervento di uno psicologo , che possa evitare che questi pensieri si aggravino in una patologia che possa sfociare in autolesionismo o pensieri suicidari.

Perdita di confidenza in sé, Isolamento.

Un’altra conseguenza psicologica della perdita del lavoro è la sensazione di non riuscire a trovare un nuovo lavoro e, quindi, iniziare a dubitare delle proprie capacità, addebitando la situazione non tanto a fattori contingenti, quanto a se stessi.A lungo termine questo stato di cose porta a credere di non essere più adatti al mondo del lavoro, e alla tendenza di richiudersi nell’autoisolamento.

Conclusioni

Oggi nel nostro paese ci si può considerare essere fortunati nell’avere un lavoro e non lo si vorrebbe mai perdere. Da molti punti di vista si è ancora garantisti, ma alcune leggi sociali stanno cambiando e questo può portare all’inasprimento della situazione sociale in quanto rende più insicura la stabilità del lavoro.E’ innegabile che la competizione rende il lavoro sempre più duro e la disoccupazione ha raggiunto livelli alti per cui è qualcosa che può capitare a tutti.Se ipoteticamente dovesse accadere peró non scoraggiatevi!  Resistete, poichè è indubbio che la perdita di un lavoro possa determinare la nascita di problemi di salute mentale e cercate di reagire.  Come ?

1)        Attivandosi  nel processo di ricercare un nuovo lavoro

2)        Non dimenticando che il disagio è in agguato e bisogna prevenire la perdita del benessere psicologico, ma anche evitare che la situazione mentale si aggravi ricorrendo ad uno psicologo psicoterapeuta, se ciò ti è possibile.

a cura della Dott.ssa Floriana De Michele

Psicologa Psicoterapeuta

Avezzano

 

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