LA TIMIDEZZA TI BLOCCA? SEGUI QUESTI 5 PASSI

 

La timidezza rappresenta uno  degli aspetti psicologici più diffusi  della personalità, si stima ne soffra almeno il 40% della popolazione. Possono esserci diversi gradi di timidezza, da quella che si manifesta in specifiche situazioni (lavoro, parlare in pubblico, con autorità..) a quella che si estende a gran parte degli ambiti della vita, che nei casi più estremi può divenire vera e propria fobia sociale.

Chi soffre di timidezza ha la sensazione di essere fuori luogo e tempo, preferisce non esporsi, non esprimere la propria opinione o disappunto per paura di sbagliare e di essere giudicato dagli altri. Spesso tali comportamenti si accompagnano a manifestazioni fisiche come rossore, aumento della sudorazione, difficoltà a deglutire, iperventilazione e sensazione che il cuore scoppi dentro il petto.  Il timido in questo modo si “paralizza” da sé, non si ritiene adeguato all’ambiente e in grado di comportarsi in maniera conforme alle richieste altrui, ritenuti sempre superiori e di successo. La timidezza però non è un ”marchio” con cui si nasce, bensì una tendenza comportamentale che può incombere nella vita di chi si sforza di aderire ad un modello stereotipato di persona sicura e socievole impedendosi così di vivere e agire liberamente nel rispetto dei suoi tempi e della sua natura. Le persone timide sono giudici molto severi di se stesse e la loro paura di apparire inadeguate dipende dal metro troppo rigido con cui si misurano e al voler aderire ad un modello forzato.

Le cose da evitare:

  1. Il nemico è dentro non fuori: “Se dico questo mi criticheranno, se dico quest’altro rideranno di me”. In realtà nessuno ti sta guardando più di quanto non lo stia facendo tu stesso. Gli altri non sono nemici da combattere, tutti questi pensieri ti portano a rimanere bloccato in situazioni che giudichi “a rischio” e la timidezza non è altro che uno scudo.
  2. Smetti di definirti: Quante volte ti hanno detto o hai pensato: “Come sei timido!”.  Ma tu non sei SEMPRE timido, lo sei in alcune situazioni, ma non in altre. Ricorda che sei tu il giudice più severo di te stesso alla continua ricerca di una perfezione che non esiste.
  3.  Vivi nel presente: Quando anticipi con la mente la situazione che dovrai affrontare e prepari le parole da dire, diventi forzato e se qualcosa sfuggirà alle tue previsioni, ti bloccherai.

Le cose da fare:

  1. Accetta il silenzio: perché pensi di dover parlare a tutti i costi? Chi l’ha detto? Se non riesci a parlare, rimani in silenzio e se giudicheranno male il tuo mutismo, pazienza. Quando spegni i giudizi tuoi e altrui, ti accorgerai che le parole arrivano con naturalezza perché sei nel clima della spontaneità.
  2. Osserva gli altri: quando ti accade di sentirti debole e inadeguato, guardati intorno con attenzione e noterai che gli altri non sono perfetti: come te si trovano tutti i giorni a fare i conti con le loro fragilità, non sono migliori di te, sono solo diversi. Le tue “imperfezioni” sono risorse da esplorare, sii più tollerante con te stesso. Quando sposti l’attenzione altrove, smetti di pensare solo a te e smetti anche di preoccuparci di cosa penseranno gli altri.
  3. Torna un po’ bambino: non temere le tue reazioni, anche quelle inaspettate, questo ti permetterà di scoprire ogni giorno nuove parti di te a cui ricorrere ogni volta che ti troverai in una situazione che ti blocca e in cui non ti senti a tuo agio.
  4. Pensa a quando non sei stato timido: torna con la mente a quella volta in cui hai lasciato libero il tuo lato più socievole e non sei stato timido, concentrati sulle sensazioni che hai provato e riporta il benessere di allora alla situazione attuale. Questo ti darà l’energia e la tranquillità per affrontare le circostanze rispettando te stesso. Un piccolo divertente trucco pratico? Immagina che le persone con cui devi entrare in relazione siano vestite in modo buffo, magari da clown, acquisirai così la leggerezza per sostenere la situazione.
  5. Sii consapevole della tua postura: le ricerche di psicologia sociale sono unanimi nell’affermare che chi ha una postura retta e dritta appare sicuro di se e ben disposto nei confronti degli altri. Questo atteggiamento ingannerà anche il cervello, sembra infatti che avere una buona postura (guardando dritto davanti a sé, alzando le spalle ed evitando di tenere le braccia conserte) faccia sentire assertivi, sicuri e, soprattutto, riduca lo stress.

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