Cosa si nasconde dietro la paura degli horror

I greci lo avevano capito prima di noi: c’è un qualcosa di spettacolare nelle tragedie, dovuto a un misto di paura e piacere che certe scene horror provocano dentro di noi. Questo è l’effetto che proviamo, in varie forme ed intensità, di fronte a film dell’horror o semplicemente di fronte alle notizie di cronaca nera dei telegiornali.

In qualche modo assistere alle tragedie altrui è rassicurante perché “è capitato ad altri e non a noi” e qualora capitasse anche a noi c’è sempre il concetto di mal comune mezzo gaudio.

La paura è uno dei quattro sentimenti fondamentali, oltre a gioia, rabbia e tristezza, per essere in contatto con il nostro sentire.

Tuttavia se parliamo in termini clinici dobbiamo distinguere tra quella che si può chiamare fisiologica e quella patologica.

La prima è legata a situazioni di allarme naturale e viene gestita e affrontata di volta in volta.

La seconda si trasforma invece in angoscia che tende a impedirci di vivere a pieno la nostra vita, e spesso rappresenta un sintomo di un quadro di disturbi più vasto. Basti pensare all’ipocondria, la paura delle malattie, che da disturbo d’ansia può trasformarsi in psicosi con perdita del contatto con la realtà.

Alla luce di questo, come funzionano dentro di noi le visioni orrorifiche a cui siamo esposti quotidianamente?

Sembra che tutto questo abbia a che fare con l’aggressività repressa.

L’aggressività è una caratteristica che agli albori dell’umanità è servita per sopravvivere alle condizioni poco accoglienti dell’ambiente, in reazione alla paura anche, ma nel tempo è stato necessario placarla e reprimerla come effetto della civilizzazione e dell’evoluzione.

Da qualche parte questa va espressa, pertanto la visione di certe immagini potrebbe aiutare nel ridirigere questa forza fisica distruttiva verso idee o immagini che la rappresentino.

Dietro una scena horror si nasconde quindi un piacere, il piacere di vivere la paura, un sentimento strettamente legato ai nostri limiti e che ci mette di fronte alla possibilità di superarli.

Naturalmente ai titoli di coda si torna alla vita reale.

Dott.ssa Ivana Siena

Psicoterapeuta a Pescara e San Severo (FG)

Cell. 3913519017

www.centropsicoterapiafamiliare.it

ivanasiena.blogspot.it

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