IL SENSO DI COLPA NELLE MAMME

Una convinzione che si fa sempre più forte in certe mamme è basata sull’assioma: “Figlio bravo, mamma brava. Figlio non bravo, mamma non brava”. Da qui il senso di colpa che nasce quando un figlio si comporta male: ciò significherà per la mamma che non è stata capace di insegnargli le cose giuste e fargli capire come ci si comporta nei vari contesti sociali. Non di rado questa situazione si trasforma in un peso insopportabile che porta allo sviluppo di sentimenti di ansia e di malessere psicologico, fino ad atteggiamenti insopportabili nel confronto con gli altri.
In questa convinzione dominante, spesso il figlio rappresenta la sua pagella. Secondo molte persone infatti, la capacità educativa di una madre si rileva dai comportamenti del figlio ed i suoi errori evocano paura profonda e terrore oscuro. Una madre guarda un figlio e considera il suo comportamento dissennato come un fallimento delle proprie capacità genitoriali.

Il sentimento preponderante è un misto di rabbia, dolore, voglia di prendere la situazione in mano e di risolverla in qualsiasi modo, il tutto accentuato da una sensazione di inferiorità nei confronti di parenti ed amici che hanno figli bravissimi, educati, con pagelle eccezionali e che riescono in tutto ciò che fanno. Persone che nei loro commenti lasciano trasparire dei giudizi di valore che vanno a minare la sicurezza di ogni madre, sul modo in cui educa i suoi figli. L’insinuazione che i propri figli non vengono seguiti abbastanza riporta l’attenzione sul senso di colpa. Così diventa sempre più forte la convinzione di non aver fatto abbastanza e non essere stata troppo persuasiva nella trasmissione dei valori importanti nella vita, cercando di non essere troppo autoritaria e volendo dare spazio un suo sentimento di autonomia. Ma così non è stato, quindi è necessario rendersi consapevole che una madre ce la mette tutta e vuole sempre il bene dei figli, ma non sempre i figli seguono gli esempi e le regole impartite.

Raggiunta la consapevolezza che il proprio figlio esiste ed è fuori da lei e decide da solo, la mamma riuscirà a non colpevolizzarsi più ed arrendersi al fatto che certe modalità operative del figlio prescindono dalla capacità educativa di chi lo accudisce.
Potrà rimanere amareggiata, delusa, ma non dovrà sentirsi sbagliata ed incapace. Soffrire per una situazione che non risponde alle proprie aspettative è naturale purché si tratti di un problema reale che si può affrontare e magari risolvere con strategie reali, e non di un pensiero irreale che non avrà per ovvie ragioni una soluzione.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

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Pasquale Saviano

Psicologo - Psicoterapeuta
Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12 - Frattamaggiore (NA)
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