Usare paroline come “inconveniente tecnico” per parlare di tragedie

Milano, deraglia treno di pendolari: 4 morti e 100 feriti.

In questo modo i giornali titolano la tragedia accaduta e che continua ad accadere oggi fuori Milano. Sì, perché la vita non è una foto che una volta scattata ferma il tempo. Le tregedie non smettono mai di accadere. Continuano a divorare dentro chi le ha vissute.

Di fronte ai drammi, le emozioni prendono il sopravvento sulla razionalità. Si deve adeguare il linguaggio per poter comunicare a chi in quel momento è tutto cuore, perché il cervello si è spento per non dover guardare fuori e capire cosa succede.

Trenord ha scelto di comunicare così:

 

I termini “svio”  e “inconveniente tecnico” usati al posto di deragliamento non sono piaciuti. Ma non è una futile polemica. Questi due termini nella pratica sono scorretti.

Nella grammatica della comunicazione umana, non posso parlare al cuore agitato di chi c’era e di chi assiste da lontano a quella tragedia usando paroline tecniche.

Le paroline tecniche vanno bene per chi viaggia sul treno dopo e non sa come arrivare a Milano. Ma sono un chiodo nella testa di chi approccia la notizia dal punti di vista umano.

 

Cosa avrebbe dovuto fare Trenord

Non era difficile fare meglio. Bastava scrivere tre messaggi.

#1 Messaggio numero 1: l’annuncio

“Oggi il treno sulla tratta tra Treviglio e Milano è deragliato. È una tragedia di cui non conosciamo ancora la dimensione. Vi daremo notizie.”

Questo messaggio è onesto e corretto. Dice cosa è accaduto. Utilizza termini diretti ed emotivi. Gli stessi che utilizza chiunque lo racconta. E alla fine esplicita l’impegno nel verificare l’accaduto e comunicarlo tempestivamente.

Questo messaggio è mancato.

 

#2 Messaggio numero 2: circolazione interrotta

Messaggio originale: “Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico ad un treno. Per ulteriori info: bit.ly/1SEc1Zq

Messaggio corretto: “Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa del deragliamento di un treno. Nel link trovate notizie più dettagliate: bit.ly/1SEc1Zq”

Il messaggio 1 ha chiarito di cosa si tratta. Ora si può parlare di necessità pragmatiche. Oltre alle persone direttamente coinvolte ci sono quelle che non sanno come spostarsi per raggiungere i luoghi dove avevano in programma di arrivare. Ma non lo si può fare parlando di incoveniente tecnico, perché non è di quello che si tratta. La causa della circolazione interrotta è purtroppo molto più grave.

Poi il termine “ulteriori info” con dei morti in ballo secondo me stride.

 

#3 Messaggio numero 3: alternative di viaggio

Messaggio originale: “Aggiornamento – In seguito allo svio di un treno tra Treviglio e Pioltello, consultare le alternative di viaggio: bit.ly/1SEc1Zq

Messaggio corretto: “La tratta tra Treviglio e Pioltello colpita dal disastro è fuori uso. Nel link trovate le soluzioni che siamo riusciti a predisporre: bit.ly/1SEc1Zq

Tutti sanno cosa è successo, inutile girarci intorno con termini tipo “svio”. È un disastro, una tragedia. Le paroline usate sui social non potranno mai sostituirsi a queste così grandi. Quindi non c’è nessun motivo retorico per usarle. Molto meglio allinearsi con chi legge che cercare di imporre un lessico debole.

“Alternative di viaggio” richiama uno scenario da villaggio vacanze, non di pendolari vittime di un profondo disagio. Fermatevi a riflettere: ci sono delle persone che non sanno come arrivare a Milano, non desiderano consultare un catalogo di alternative, vogliono soluzioni.

 

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