Difendersi dalla follia è possibile?

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In queste ore sta prendendo forma la spiegazione dei motivi per i quali l’airbus di Germanwings si è schiantato al suolo provocando la morte di tutti i suoi 150 passeggeri. E ognuno si sente in diritto di fare il proprio commento e di muovere la propria critica. Il co-pilota, ormai chiaramente il responsabile della tragedia, era stato depresso e può aver agito in un moto autodistruttivo. Ogni atto violento verso di sé è in primis un atto violento tout court quindi la semplice riflessione: “Avrebbe potuto ammazzarsi senza coinvolgere altri” non tiene conto del fatto che il disturbo psichico è insondabile e incomprensibile se non con gli strumenti della psicologia e dello studio. Come è impossibile comprendere una persona che ha un attacco di panico se non se ne ha avuto uno. Le categorie mutano e le dimensioni etiche e di valutazione della realtà si stravolgono. D’altra parte la follia è presente in ognuno di noi, è la nostra metà oscura per citare Stephen King. Ognuno di noi ha provato l’incomprensibile sentimento dell’innamoramento. Ecco, cosa c’è di più folle di quell’emozione?

Umberto Galimberti: “La follia ci appartiene esattamente come la ragione. Ma c’è una follia che viene prima e ci riguarda tutti. Si può fare amicizia con questa dimensione ma deve essere un’amicizia prudente. Jung dice che quando si indaga l’inconscio  con percorsi analitici non tutte le porte vanno aperte perché questa dimensione antecedente è potente, è quella dimensione attorno a cui sono accaduti eventi potentissimi, la religione come luogo di regolazione della follia e poi la ragione (grazie alla quale Kant diceva che l’uomo è uscito dallo stato di minorità) che però non si è ancora fermata veramente a riflettere su se stessa. La ragione è un sistema di regole utili nelle relazioni umane che ci consente due vantaggi: di intenderci e di non entrare in angoscia. E’ stata codificata da Platone, noi pensiamo e parliamo come Platone ci ha insegnato. Parliamo secondo il principio di non contraddizione per cui una cosa è se stessa e non altro, il bicchiere non è altro. Questo serve per non entrare in angoscia (non è un arma impropria, ma qualcosa che serve per bere, per contenere l’acqua).”

In ognuno di noi c’è il germe della follia e giudicare ci aiuterà soltanto a esorcizzare a parole l’ipotesi che si svegli anche dentro do noi. In questo senso ci fa stare meglio, ma solo in questo

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