Dai sempre senza avere nulla in cambio? Impara a prendere!

Dare è un gesto bellissimo che andrebbe insegnato a tutti i bambini. Prendere invece non gode della stessa popolarità, ma per la nostra salute psicofisica è importante quanto dare

Ho visto le migliori coppie distrutte dalla follia insensata dell’asimmetria nell’impegno domestico. La mia esperienza clinica mi suggerisce che dietro buona parte delle crisi di coppia c’è lui o lei che si impegna anima e corpo per il benessere comune. L’altro si fa i fatti suoi e si gode i benefici di quell’impegno.

Un caso clinico

Una coppia è venuta da me perché lei, una donna di 43 anni, lamentava umore instabile con pesanti viraggi verso la tristezza. Stavano insieme da circa 15 anni, erano una coppia formatasi durante l’università.

Ho iniziato a indagare con lei, e anche con lui, quali potessero essere le cause di quei problemi dell’umore. Sulle prime si era ipotizzato un legame con i problemi lavorativi di lei. Era una donna energica che si impegnava molto in quello che faceva ma da anni non aveva ricevuto alcun riconoscimento al lavoro.

Andando più a fondo abbiamo scoperto che la situazione in casa non era migliore. Lei faceva tutto, letteralmente. Puliva, cucinava, faceva la spesa, si occupava persino di gestire le bollette e le varie spese che l’economia domestica comporta. Certo aveva un conto comune, ma seppur le spese fossero divise tra i due, la responsabilità di pagare era tutta sua.

La coppia aveva anche una figlia. Inutile dire che anche di lei si occupava la madre. La figlia tredicenne cominciava a percepire come pressanti quelle attenzioni, chiedeva i suoi spazi.

Il marito non stava tutto il giorno con le mani in mano, al contrario, era un grande lavoratore. Una partita Iva motivato dal ritorno economico e dalla passione per ciò che faceva a impagnarsi senza orario. Una volta chiuso con il lavoro, chiudeva il cervello e alla moglie non restavano nemmeno le briciole.

Il problema di questa donna non era il lavoro, era che in ogni momento della sua vita dava tutta se stessa senza ricevere mai nulla in cambio.

Rapporti umani e zona di comfort

La zona di comfort è una metafora per descrivere un insieme di attività che agiamo senza tensione. Erroneamente si sovrappone questo concetto con quello di tranquillità, non è necessariamente così. Ci sono persone la cui zona di comfort è un turbinio frenetico di attività. Sono persone che quando si fermano soffrono, frustrate dall’incapacità di godere della tranquillità e ineducate all’ozio.

La zona di comfort per molti coincide l’insieme di attività che posso agire senza preoccuparmi del giudizio degli altri. Per altri ancora coincide con quelle attività che metto in atto per cercare l’approvazione degli altri.

In breve, alcune persone stanno bene solo se agiscono per farsi apprezzare o amare dagli altri. NOTA BENE: non si tratta di narcisismo. In quel caso il fatto di essere apprezzati o amati dagli altri è dato per scontato e non richiede azione. Infatti il narcisista non agisce per farti stare bene.

Dare agli altri le proprie attenzioni non è gratis. Richiede una grande dose di energia e prima o poi le risorse finiscono.

Dare e prendere

Per anni la mia paziente ha dato senza ricevere nulla in cambio. Sarebbe sbagliato colpevolizzare il datore di lavoro, il marito o la figlia: purtroppo se gli altri non ci trattano come vorremmo e non lo diciamo apertamente, dopo sarà difficile far valere le nostre ragioni.

Scavando ancora più nella storia di questa donna è emerso un quadro pedagogico improntanto sul sacrificio e il duro lavoro. Era stata educata a dare, perché è giusto, senza chiedere nulla indietro, perché è sbagliato.

Facendo così il corpo si svuota di ogni energia e resta solo il disagio. C’è chi trasforma quel disagio in depressione, chi in rabbia, chi in ansia, chi, nei casi peggiori, si costruisce un mondo parallelo dal quale poi fa fatica a uscire.

Prendere è fondamentale

Sfatiamo un falso mito: non c’è niente di male a prendere. Certo, non deve diventare una modalità predatoria, prendere non è prevaricare.

Prendere è come mangiare. Così come il nostro corpo ha bisogno di nutrimento per produrre energia, allo stesso modo il nostro benessere ha bisogno di evere qualcosa dalle persone intorno per mantenersi sano.

I rapporti umani sono sempre uno scambio. Dovremmo insegnarlo ai bambini già molto piccoli. Dare è bellissimo non perché è giusto, ma perché se lo fanno tutti prima o poi qualcuno darà qualcosa anche a te.

Allora avrai ancora e sempre la forza di dare.

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Brightest Hour: siamo in diretta con Francesco Boz, autore per Le Iene, fondatore della pagina l'Oltreuomo e Psiche.org.

Pubblicato da TEDxTreviso su Mercoledì 29 aprile 2020
 
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