Il viaggio: una medicina

Viaggiare è il modo migliore per uscire dagli schemi, dai propri impegni, per allontanarsi dalle preoccupazioni. È vero infatti che quando andiamo in un posto nuovo siamo presi dalla sua bellezza, dalla sua novità. Il viaggio è quindi un’esperienza stupenda da ripetere il più possibile compatibilmente con le proprie possibilità. È vero però che vuaggiare fisicamente non basta: bisogna viaggiare con la mente. Il nostro cervello ha bisogno di riposarsi e le occasioni sono ben poche nella vita di ogni giorno. Quando decidiamo di partire, quindi, non dobbiamo sentirci in colpa per questa scelta, ma dobbiamo godercela al cento per cento allontanandoci soprattutto mentalmente da ciò che ci stressa. È difficile viaggiare lontano dai nostri pensieri più angoscianti, ma questo è l’unico modo per rilassare se stessi e raggiungere un maggiore benessere.

 

Il viaggio come medicina

Secondo uno studio le persone che fanno spesso viaggi di piacere pare siano meno a rischio morte per infarto e di sviluppare la depressione. Inoltre viaggiare riduce il rischio di declino cognitivo e demenza aiutando quindi concretamente il nostro cervello. L’abitudine di prendersi delle pause di piacere, viaggiando, secondo uno studio è un buon modo per allungare la vita. I benefici sono, infatti, sia a livello fisico che mentale. Lo studio, a cura della Global Commission on Aging and Transamerica Center for Retirement Studies, in partnership con l’U.S. Travel Association, ha per esempio trovato che le donne che andavano in vacanza o facevano un viaggio di piacere soltanto ogni 6 anni o meno avevano un rischio significativamente più elevato di essere vittime di un infarto o morte coronarica, rispetto alle donne che andavano in vacanza almeno due volte l’anno. Gli uomini che invece non viaggiano abbastanza avevano un rischio del 20% più elevato per tutte le cause di morte e il 30% in più per malattie cardiache. dopo soltanto un giorno o due di vacanza l’89% dei partecipanti allo studio ha visto significativi cali dello stress. Tutto ciò ci fa capire quanto viaggiare possa rappresentare una “medicina” per la nostra salute, anche se stravagante.

Con chi viaggiare?

I viaggi che hanno riportato i migliori risultati sono quelli fatti con amici o con la propria famiglia. Risulta chiaro che si tratta di due viaggi differenti. Con la propria famiglia la bellezza è nel ritrovarsi, nel condividere, nel divertirsi. Tutto ciò succede anche con gli amici dove però prevale la componente dall’allegria, del fare stupidaggini insiemi. Anche con la famiglia si scherza, ma le attività sono diverse.  La cosa principale è viaggiare bene con se stessi, sentirsi a proprio agio con le persone con cui si viaggia altrimenti il nostro partire sarà inutile. Viaggiare con il proprio partner è ancora diverso dagli altri viaggi, permette di testare la convivenza, di chiarire i problemi con più serenità, di allontanarsi dalle voci degli altri. Dobbiamo porci nelle condizioni di goderci al massimo il nostro viaggio, il luogo in cui andremo, le persone che conosceremo.

Stare bene con se stessi e con altri, sapersi prendere i propri spazi e partire, avere mente libera e curiosa: questi sono i requisiti principali per star bene e vivere a pieno questi momenti. Non è tanto importante la meta o la scelta di dove andare, è importante il vostro approccio e la voglia di rilassarvi che avete dentro di voi, che tenete a dormire e che si risveglia dentro un treno, un aereo, una macchina o un motorino. Viaggiate!

 

 

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