TIC: La sindrome del cervello sbraitante

Cosa sono i TIC?

I tic sono movimenti (o suoni) improvvisi, rapidi e ricorrenti, ripetuti senza apparente motivo che vengono messi in atto per placare una sensazione fisica, una “urgenza”, che il bambino sperimenta tipicamente nella zona del corpo dove poi si verifica il tic.

Questa sensazione, chiamata “premonitory urge”, aumenta fino a quando non viene eseguito il tic. Subito dopo, la sensazione si placa e sparisce per un po’, ma ritorna a crescere lentamente e inesorabilmente, fino al successivo impellente bisogno di ticcare. I tic sono un fenomeno neurologico, non psichiatrico!

Immaginiamo il tic come un bisogno impellente, che non si può ignorare: come ad esempio aprire la bocca quando arriva uno sbadiglio.

Nello specifico contesto italiano i ticcosi sono 800-900.000 soggetti, di cui il 18 – 20% riguarda la popolazione pediatrica e soltanto l’1% la popolazione adulta. Studi longitudinali in giovani con disturbo da tic cronico hanno mostrato che, per la maggior parte degli individui, la severità dei tic raggiunge i massimi livelli nella prima adolescenza, seguita da una diminuzione consistente dei sintomi in tutta l’adolescenza e in età adulta (Leckman, et al., 1998).

I TIC, infatti, possono essere semplici e li dividiamo in:

– motori  (ammiccamento eccessivo, spasmi nasali, scrollare le spalle, scatti a strappi alla testa, smorfie del viso, ecc)

– vocali (schiarirsi la gola, tossire ed emettere grugniti o sniffing).

Accanto ai TIC semplici, possiamo trovare anche quelli complessi che coinvolgono, ad esempio, più gruppi muscolari.

La Sindrome di Tourette è la forma più severa tra tutti i disturbi da tic e ne è affetto circa l’1% della popolazione e si manifesta con tic sia motori che vocali, presenti per più di un anno. Presenta, inoltre, un’elevata comorbilità con il Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e con il Disturbo da deficit d’attenzione con iperattività (DDAI).

Quando si verificano i TIC?

I tic possono verificarsi in qualsiasi momento, ma la loro gravità è accentuata nei momenti di tensione emotiva sia negativa che positiva. Numerosi studi dimostrano come i tic possono esplodere anche durante l’ estate, quando il bambino è maggiormente rilassato.

Come si sente un bambino con i TIC?

Immaginate per un attimo di essere in una situazione tutt’ tialtro che comica (come un funerale) ed a un certo punto sentite da dentro un impulso a ridere, così forte che vi sembra quasi impossibile soffocare quella risata. E quel tentativo di repressione vi fa venir fuori un verso o un colpo di tosse per camuffare la risata.  Come vi sentite?

Questo è più o meno quello che succede ai bambini con i TIC.

I bambini con TIC si vergognano, cercano di ridurre o bloccare il tic, ma più il bambino si impegna a bloccare il tic, più il tic si presenta. Questo vano tentativo di bloccare il tic genera in loro un senso di impotenza che si accompagna a vergogna, rabbia e senso di colpa.

Cosa fare?

Fare finta di niente: cioè ignorare il tic, non sgridare, non sottolineare, non mostrarsi ansiosi o preoccupati. Sottolineare il tic lo fa sentire sbagliato e non accettato e crea ansia che a sua volta si esprime con il tic, innescando un circolo vizioso.

Intervento psicoterapeutico

Nel caso della Sindrome di Tourette l’intervento terapeutico è un intervento complesso e svolto in setting paralleli (bambino, scuola, famiglia).

Uno dei trattamenti comportamentali più studiati dalla ricerca scientifica è la Habit Reversal. Questo trattamento consiste in una serie di tecniche che aiutano il paziente a divenire consapevole delle proprie manifestazioni ticcose e in seguito permettono allo stesso di apprendere le cosiddette “risposte alternative/antagoniste” che fungono da sostituto al tic nel momento in cui sopraggiunge.

Il focus iniziale del trattamento è quello di aiutare il paziente ad imparare a controllare i tic in terapia. Per poi generalizzare queste strategie comportamentali nei contesti di vita.

© Dott. ssa Anna Lacerenza
Psicologa

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