Superare il dolore della perdita grazie al presente

Le mattine d’inverno, la sveglia suona e io mi giro dall’altra parte dopo averla zittita. Sto così bene sotto il piumone che vorrei non doverlo abbandonare mai più. Portatemi a letto tutto quello che mi serve per condurre una vita piena e foriera di soddisfazioni. Non costringetemi ad affrontare il grande freddo che c’è lì fuori. Non voglio.

Alla fine vince il dovere e mi alzo.

Il passaggio dal letto alla vita è quasi sempre traumatico. Ma dopo lo smarrimento iniziale arriva la prima ricompensa, la colazione. Anche se il caffé certo non basta a giustificare l’abbandono di quel caldo giaciglio, faccio tesoro della piacevole sensazione.

Una volta pronto esco di casa e là fuori succede tutto. Cose belle, cose brutte, cose insignificanti e cose con effetti devastanti sulla mia routine. Quel tutto è la vita, e mentre vivo non penso più al calduccio delle coperte. Certo, se ci penso mi manca, ma mi rendo anche conto che quel tepore di cui fino a poche ore fa non riuscivo a fare a meno, è solo una parte della mia vita.

dolore della perdita

Nella vita farai delle cose e non riuscirai a farne delle altre. Indipendentemente da quanto vivrai.

Sia che tu viva più cento anni sia che tu muoia giovane, nella vita farai delle cose. Per esempio leggerai un libro e non un altro, visiterai una città ma non quella accanto, mangerai un piatto e non assaggerai mai quell’altro. Non importa, alcune cose non mi va nemmeno di farle, perché le reputo sconvenienti o mi spaventano.

L’importante è riflettere se c’è qualcosa che proprio non vuoi perderti. Perché la vita è una e prima o poi finisce.

Non solo, devi scegliere in tempo le cose che vuoi fare perché da quando nasci a quando muori la vita cambia un milione di volte. Cioè, sono le tue possibilità che cambiano. Le opzioni di un bambino sono diverse da quelle di sua nonna, così come le possibilità di uno studente sono diverse da quelle di un lavoratore, quelle di un single sono diverse da quelle di un genitore, e così via all’infinito.

Una cosa è fondamentale capire, non si può prolungare all’infinito una situazione.

Prima o poi devi laurarti.

Prima o poi l’innamoramento diventa stabilità.

Prima o poi un figlio diventa genitore. Non sempre, è vero. Ma smette comunque di essere figlio.

Allora, visto che diventiamo un soggetto diverso dobbiamo imparare ad apprezzare quanto c’è di buono nei vari periodi della vita. Chi cerca di far diventare presente il suo passato quasi sempre si ammala di fallimento.

Superare il dolore della perdita grazie al presente

Quando qualcuno a noi caro scompare dalla nostra realtà, o perché la sua vita è terminata, o perché è terminata la sua vita con noi, soffriamo molto. Ed è giusto soffrire perché la perdita genera dolore.

Non vorremmo dover barattare una situazione piacevole per una ignota. Come quando siamo costretti ad abbandonare il piumone le mattine d’inverno.

Però non dipende da noi, quindi non ci restano che due alternative. Da una parte aggrapparsi disperatamente a un passato che non c’è più, dall’altra accontentarsi dell’esperienza fatta e andare avanti. Cercare altre esperienze che tengano conto della nuova situazione in cui siamo.

Non subito, prendiamo il giusto tempo, ma facciamolo appena riusciamo perché sarebbe un peccato, per colpa di una bella esperienza, perderne altre altrettanto meravigliose.

Alla fine, tutto si riduce alla necessità di fare qualcosa per sperimentare cosa vuol dire vivere.

 

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