STRESS E MEMORIA

La vita oggi viene vissuta sempre più su alti livelli di attivazione. Siamo iperattivi, attaccati agli smartphone, abbiamo il motore sempre al massimo.
Un atteggiamento che ci caratterizza tutti, soprattutto i giovani che così facendo non si rendono conto di perdere lo 0,5% annuo delle capacità di elaborare gli stimoli, ossia la capacità di fare sintesi rapide degli eventi, di trarne le conseguenze e di programmare l’immediato futuro. A ciò vanno aggiunti anche i “colpi” inferti dallo stress psicosociale che ci porta ad accelerare l’impegno peggiorando, in un circolo vizioso, la situazione stressante.
L’azione dello stress si manifesta a livello fisico con un aumento dei livelli di cortisolo e dei radicali liberi che agendo costantemente sulle cellule portano ad un rapido invecchiamento dell’individuo.
La prima a subire le conseguenze di tutto ciò è la memoria. Infatti “l’anomia” cioè la tendenza dimenticare nomi e date (in persone di mezza età) laddove non siano presenti problematiche neurologiche o “l’amnesia della fonte” che si potrebbe esplicare tra l’altro con la ripetizione inconsapevole di un qualcosa già detto. Infine “il deficit della memoria incidentale” che potremmo dire rappresenta la dimenticanza dei luoghi dove sono stati riposti gli oggetti, sono tutte problematiche a cui può andare incontro chi è soggetto a forte stress.

Tutte queste situazioni possono entrare a far parte della vita di soggetti particolarmente stressati che non riescono a gestire più queste “dimenticanze” manifestando ansia ed altri comportamenti patologici. Aumentando, di fatto, i livelli di attivazione e quindi lo stress.
In realtà basterebbe tenere sotto controllo i livelli di stress per limitare i danni. Ad esempio staccare la spina e rilassarsi è un buon inizio. Non sempre è facile o possibile allontanarsi dagli eventi o dalle situazioni stressanti (lavoro, famiglia, figli, partner, ecc.), ma la consapevolezza di dover agire per crearsi degli spazi di “decompressione”, momenti dedicati a se stessi, in cui ricaricare le batterie è importante.
Non è necessario pensare a grandi cose o darsi degli obiettivi enormi. A volte basta dedicarsi qualche ora durante la settimana. Decidere di passare del tempo (anche poco) con se stessi. Dedicarsi qualche minuto al giorno da spendere per se stessi è utile per rallentare e guardarsi intorno.

Inoltre è importante porre se stessi al centro del proprio universo, ascoltando le proprie emozioni e sensazioni; è importante perché ci insegna a fare affidamento sulle nostre capacità, mettendoci in gioco e crescendo secondi i nostri ritmi e le nostre aspettative.

© Dott. Pasquale Saviano
Psicologo – Psicoterapeuta

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Pasquale Saviano

Psicologo - Psicoterapeuta
Specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicanalitica
Corso Europa, 12 - Frattamaggiore (NA)
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