Si può uscire anche dal buio.

 

Sabato mattina sono stata ospite all’Istituto dei Ciechi di Milano, un edificio unico, imponente che racconta in ogni angolo una storia diversa.

Ho fatto la mia prima esperienza al buio. Sì completamente al buio.

Entrare in una stata insonorizzata e completamente oscura è un’esperienza forte, che destabilizza. Il buio ti avvolge completamente e questo almeno inizialmente ti fa percepire un senso di insicurezza e angoscia totale.

Ti senti solo, non ti senti di poter esercitare alcuna forma di controllo in una situazione che, in quanto nuova, non ti è abituale. La percezione dell’ambiente intorno a te è alterata. Non ti senti capace di muoverti con serenità e ogni piccolo passo in avanti, ogni gesto che compi, anche il più “semplice”, ora ti appare come un’impresa complicata. Quasi impossibile.

Il buio ti costringe a fare i conti con aspetti nuovi della tua persona. Ti interroga ponendoti domande diverse, non puoi più far affidamento solo sulla tua esperienza, non puoi più agire in modo automatico, senza porre attenzione alle cose che fai.

In questa circostanza, fuori comfort zone, scopri effettivamente le altre risorse che hai a tua disposizione. Ne sei costretto. Fermarti a constare l’ovvio “oddio, adesso che non ci vedo non posso più muovermi normalmente!” non fa altro che aumentare il tuo livello di stress. Ti senti ancor più angosciato in quanto inerme. Aumenta la tua frustrazione e l’unico pensiero che ti resta così in testa è quello di ritornare indietro. Di uscire dal buio.

Ma dal buio spesso non si può uscire e se anche in qualche modo si riesce non si ritorna più nella stessa condizione di prima. Il buio ti trasforma.

Il buio è la metafora che rappresenta qualsiasi difficoltà, qualsiasi ostacolo, qualsiasi problema che la vita di presenta davanti. Il buio è quella condizione in cui ci ritroviamo ogni qualcosa avviene qualche cambiamento dentro e/o fuori di noi. Il buio è il fuori comfort zone, lo spazio indefinito del quale non abbiamo né conoscenza né tantomeno controllo.

In queste circostanze ci troviamo sempre come di fronte ad un bivio: scegliere se adattarsi al buio, scoprendo quindi quello che ci può regalare o se al contrario contrastarlo o perlomeno negarlo, finché possibile.

Quando scegliamo di vivere anche il buio come uno spazio nel quale è possibile stare, uno spazio che non fa paura, o per lo meno non più della luce quando è nuova e abbagliante, stiamo scegliendo la nostra persona.

Sì perché stiamo scegliendo di poterle regalare sempre nuove opportunità di crescita. Stimoli. Scegliere di conoscere il buio significa scegliere di pensare a creare nuove opportunità. Il pensiero che ci guida non è più quello “E ora cosa posso fare?” Bensì questo “E ora come posso fare diversamente?”. Il passaggio per quanto apparentemente semplice in realtà mette in atto diversi meccanismi di funzionamento.

Pensare al cosa significa porre l’attenzione solo sulle azioni da fare, senza costruire strade alternative: o si può fare o non si può fare. Il rischio di fallire, di vivere con frustrazione per tutto quello che così non possiamo portare a termine, lo vedete da voi, è alto.

Pensare al come invece, significa concentrarsi sul metodo d’azione. Significa quindi pensare a creare diverse opzioni con cui fare le cose. Significa darsi diverse possibilità di riuscita. Il rischio quindi di arrivare a conseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati e di vivere con determinazione, lo vedete sempre, è decisamente più alto.

Arrivo alla fine: l’esperienza che ho avuto la possibilità di provare sabato mi ha, ancora una volta, confermato le infinite potenzialità che ogni persona racchiude dentro di sé. Mi ha mostrato come è effettivamente possibile arrivare a realizzare cose che si pensava impossibili e trasformare la paura in grinta e determinazione confermando che: è possibile uscire dal buio.

Vi invito a mettervi alla prova. Provate a scegliere di uscire dal buio.

Ps: ricordatevi che non siete soli, se lo vorrete. Uscire dal buio implica anche il chiedere aiuto. L’altro diventa fondamentale per costruire insieme strade alternative.

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Sarah Chreyha

Sono una persona che crede molto nel potenziale insito in ognuno.
Mi piace definirmi curiosa ed entusiasta, amo scoprire e sperimentare cose nuove, amo mettermi in gioco in situazioni fuori dalla zona di confort, fuori dalle consuete abitudini. Credo infatti che ogni persona solo andando oltre il suo ordinario può scoprire il suo vero potenziale.

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