SDMR: Sindrome da manipolazione relazionale

Il manipolatore relazionale, uomo o donna, è molto diffuso nella società moderna. Dentro la sua personalità si nascondono a volte gravi disturbi psichiatrici, dal narcisismo maligno alla psicopatia.

Purtroppo raramente vengono diagnosticati a causa del loro trasformismo innato. Sono difficili da identificare nelle loro debolezze. Tuttavia una costante c’è, tutti mirano a soggiogare gli altri annichilendoli sul piano psicologico. Lo fanno utilizzando tutti i sotterfugi di cui sono capaci.

Come avviene la manipolazione

All’inizio del rapporto sono seducenti e attirano le vittime nella loro rete grazie all’utilizzo di molte maschere, fingono per piacere. La loro seduzione è talmente efficace che la vittima prima ne resta affascinata, poi ne diventa dipendente. Dimenticate lo stereotipo del manipolatore rozzo e volgare, la verità ha tutt’altro aspetto. Loro sono educati, colti, gentili, gradevoli all’aspetto e spesso di ottima famiglia.

Il maltrattamento inizia quando la preda è diventata dipendente dal fascino del manipolatore. L’arma utilizzata non è la forza bruta, è la parola: utilizzano un linguaggio aggressivo ma ambiguo, il cui contenuto destabilizza.

Il vantaggio psicologico che il manipolatore ha sulla vittima risiede nelle emozioni. Questi sono individui anaffettivi, irresponsabili, incapaci di provare sensi di colpa, privi di empatia e rimorso. Si nutrono delle energie degli altri, le succhiano fino a quando non hanno prosciugato ogni rimasuglio di vitalità. Così svuotata la vittima perde la fiducia in sé, a volte persino la ragione.

La vittima non è necessariamente una persona fragile, chiunque può cadere nelle grinfie di un manipolatore e ritrovarsi inerme e senza forze prima di capire come mai. Sono astuti, si infilano nelle nostre ferite narcisistiche, quelle ferite che tutti abbiamo e delle quali siamo molto vulnerabili.

All’inizio per la vittima è tutto molto confuso: come può la persona che amo farmi questo? Poi però se ne accorge, lo sente nel fisico debilitato e nella confusione dei suoi pensieri. Perde il sorriso e capisce che il problema è il manipolatore, però non individua la manipolazione.

Quali sono i sintomi della Sindrome da Manipolazione Relazionale

Il professor Pier Pietro Brunelli, Cinzia Mammoliti e l’associazione LINK ITALIA avrebbero individuato la Sindrome da Manipolazione Relazionale (SDMR) che colpisce le vittime di questi soggetti sia durante il rapporto sia dopo il termine della relazione.

Questi sono i sintomi elencati nel sito della dottoressa Cinzia Mammoliti:

  • bisogno ossessivo di parlare con chiunque di quel che si sta vivendo per cercare risposte;
  • logorrea verbale e scritta;
  • sviluppo di modalità manipolative non presenti prima della relazione che si sta vivendo;
  • sentimenti di paura e orrore per amare quello che si riconosce essere un mostro;
  • allucinazioni visive: si vede ovunque e in chiunque l’abusante e si scorgono somiglianze inesistenti;
  • attacchi di rabbia incontrollabile e aggressività autodiretta;
  • attacchi di rabbia e aggressività eterodiretta;
  • calo dell’autostima;
  • compresenza di emozioni e stati d’animo contraddittori;
  • lunaticità e indecisione frequenti (la vittima cambia spesso idea e da un momento all’altro);
  • ansia;
  • attacchi di panico;
  • senso di irrimediabile sfiducia nel prossimo;
  • paura della solitudine;
  • paura della gente;
  • gelosia morbosa nei confronti dell’abusante;
  • necessità di controllo più o meno ossessivo di ciò che fa, di dove va e con chi sta l’abusante;
  • sensazione di vuoto insopportabile all’idea di essere abbandonata dall’abusante;
  • voglia di lasciare l’abusante ma impossibilità di farlo per una sensazione di vuoto insopportabile;
  • dipendenza psicologica dall’abusante;
  • dipendenza affettiva dall’abusante;
  • dipendenza economica dall’abusante;
  • isolamento sociale (perdita o allontanamento dalle amicizie e dagli affetti familiari);
  • sensi di colpa nei confronti dell’abusante;
  • sensazione di pena nei confronti dell’abusante;
  • sindrome della crocerossina/o nei confronti dell’abusante (percepirlo/a debole o in difficoltà e desiderare più o meno ossessivamente di aiutarlo/a);
  • sentirsi sbagliata/o;
  • stati di dissonanza cognitiva;
  • imitazione dell’abusante: atteggiarsi, comportarsi, parlare, pensare come lui/lei ;
  • sensazione costante e paura di non poter mai più tornare ad essere come prima;
  • difficoltà di concentrazione;
  • disturbi del sonno;
  • sogni frequenti di quanto vissuto;
  • disturbi alimentari;
  • stanchezza cronica;
  • mancanza di energia;
  • comportamenti compulsivi (es. guidare pericolosamente o abusare di sostanze quali droghe, alcool, farmaci, sigarette);
  • sessualità disturbata e compulsiva (incontri al buio, condotte sessuali deviate e perverse che prima non erano presenti);
  • atteggiamenti sminuenti e svilenti e/o tendenze sadiche nei confronti di altri uomini/donne;
  • depressione;
  • pensieri suicidiari;
  • pensieri omicidi.

I sintomi possono manifestarsi nella loro totalità o solo in parte in un periodo di tempo varabile. Il minimo comune denominatore sono la sofferenza psicologica, la frustrazione e l’impotenza che derivano dall’ambivalenza emotiva verso il proprio carnefice. Ho bisogno di lui ma è lui che mi fa soffire.

Cosa scatena la Sindrome da Manipolazione Relazionale

La Sindrome da Manipolazione Relazione può essere considerata come una risposta dell’organismo a queste situazioni:

#1 Esposizione prolungata a una comunicazione ambigua

La comunicazione tra vittima e carnefice presenta forti incongruenze tra il contenuto del discorso e il linguaggio non verbale. La vittima non sa a quale dei due piani comunicativi prestare attenzione poiché sono in contraddizione, e quindi non riesce rispondere al suo carnefice.

#2 Alternanza tra violenza e amore

Il manipolatore a volte umilia, offende, svilisce e provoca senso di colpa. Altre volte elogia, apprezza, rasserena la vittima nutrendo così la speranza che tutto possa andare bene.

#3 La ferita naricisistica

La ferita narcisistica è il pertugio dove il manipolatore di insinua per controllare la vittima. Dove l’autostima non riesce a fare da scudo si è vulnerabili e facendo leva su quella debolezza si possono scardinare tutte le certezze di una persona.

Link utili

Per approfondire l’argomento andate sulla pagina Facebook di Cinzia Mammoliti

Bibliografia

  1. C.Mammoliti, I serial killer dell’anima, I manipolatori sono tra noi: come riconoscerli, come evitarli, come difenderci da loro, 2012, ed. Sonda; C.Mammoliti, Il manipolatore affettivo e le sue maschere: l’identikit dei dieci manipolatori relazionali più pericolosi e come neutralizzarli, 2014, ed. Sonda.
  2. P.P.Brunelli, Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia: ipotesi per una nuova diagnosi. Il narcisismo patologico e la ferita narcisistica nel “vampirismo affettivo”, 2011, a cura di Albedo Ass.Cult.per l’immaginazione attiva; http://www.albedoimagination.com/2013/10/bugiardi-ipocriti-e-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/
  3. P.P. Brunelli, Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia: ipotesi per una nuova diagnosi,cit., p.49).
  4. http://www.cinziamammoliti.it/sindrome-da-manipolazione-relazionale/

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