Ruminazione mentale e anoressia nervosa

La ruminazione mentale è una forma di pensiero ciclico molto difficile da interrompere e basato su una valutazione negativa di se stessi e di episodi passati. Si tratta di un meccanismo simile al rimuginio che ha un ruolo riconosciuto nella depressione e oggi sembra intervenire anche nel disturbo di personalità borderline.

Il termine “ruminare” rimanda ad un momento fisiologico proprio dei ruminanti. Più precisamente la ruminazione è un riflesso mediante il quale l’animale rigurgita in cavità orale materiale vegetale solido grossolanamente frammentato durante l’ingestione primaria, lo tritura finemente grazie ai movimenti a molla della mandibola, lo insaliva e nuovamente lo ingurgita, allo scopo di favorire le reazioni fermentative operate dai microrganismi nei prestomatici.

In psicologia, la ruminazione mentale è una forma di pensiero circolare che ingabbia l’individuo in un circuito chiuso alimentando l’emotività. Il pensiero ruota attorno ad un unico argomento, generalmente di natura negativa. Ciò spiega la frequente presenza di ruminazione mentale nei depressi o in chi sviluppa sintomi depressivi.

La ruminazione mentale è inoltre presente nel disturbo dell’anoressia nervosa in cui il pensiero del cibo diviene il focus principale del soggetto. L’individuo non è più in grado di vivere la sua vita come faceva in precedenza a tale disturbo ed, in più, esso non è l’unico che annebbia la sua mente.

Come molti sapranno, infatti, l’ anoressia nervosa è un Disturbo dell’Alimentazione caratterizzato, secondo i criteri del DSM-V, da:

  • Restrizione dell’apporto energetico relativo al bisogno, che induce un significativo basso
    peso relativamente all’età, sesso, evoluzione dello sviluppo e salute fisica. Un significativo basso peso è definito come un peso minore del minimo normale o, per i bambini e gli adolescenti, minore del minimo atteso.
  • Intensa paura di aumentare di peso o d’ingrassare, o comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, nonostante un peso significativamente basso.
  • Anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo; inappropriata influenza del peso e della forma del corpo sulla propria autostima, o persistente perdita della capacità di valutare la gravità della attuale perdita di peso.

Si distinguono due sottotipi:

  1. Con Restrizioni durante gli ultimi tre mesi
  2. Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione durante gli ultimi tre mesi.

Alcuni dei pensieri tipici più ricorrenti riguardano non solo il cibo, ma anche aspetti come lo studio, l’allenamento eccessivo ed incontrollato, la difficoltà a dormire, la tendenza ad esporsi al freddo. Questi, purtroppo, sono solo alcuni dei pensieri che turbano la mente del soggetto ed il rimuginio o ruminazione mentale è legato ad essi.

Immaginate, per un attimo, di non poter smettere di pensare, di pensare a qualcosa in particolare. La vita diviene un inferno e spesso ci si ritira anche dalla vita sociale. Il rimuginare continuo logora dall’interno ed alla fine diviene complesso convivere con se stessi tanto che alcuni soggetti possono soffrire di depressione.

Dunque anoressia nervosa e ruminazione mentale sono strettamente correlati e creano uno stile di vita malato ed insostenibile per chi ne soffre.

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