RIEMPIRE IL VUOTO? MEGLIO VIVERLO!

Cosa vuol dire sentire il vuoto dentro di sé? A cosa è paragonabile questa sensazione?

La sensazione di vuoto interiore è paragonabile alla melanconia, ad uno stato di umore deflesso senza un particolare motivo. Ti sembra che le cose che fino a ieri avevano senso, ora lo hanno perso e ti senti apatico. La reazione generale a questo vissuto è la tendenza a riempirlo più o meno consapevolmente: chi con l’assunzione indiscriminata di cibo, chi con sostanze alteranti, con lo shopping, comportamenti promiscui o pericolosi per la propria ed altrui incolumità, oppure semplicemente con l’eccessivo impegno nel lavoro o in altre attività.

E dopo cosa accade?

Dopo i primi istanti di apparente benessere (ammesso che arrivino), ci si trova al punto di prima o talvolta peggio poiché caricati dei sensi di colpa provenienti da tali compensazioni. Impegnarsi in molteplici attività o riempirsi di sostanze (cibo ecc…) non riempie il vuoto ma il tempo: pensi e senti di meno, ma non sentirlo non significa che non ci sia.

Cos’è che non vuoi sentire?

Non vuoi sentire che qualcosa dentro di te e nella tua vita non va come vorresti, non vuoi accogliere la frustrazione che ne deriva e fare i conti con te stesso. Continui a muoverti in mille attività e direzioni, ma in realtà stai solo girando intorno e scappando da te stesso.

Perché tutto questo non funziona?

Perché non sono soluzioni al problema, bensì un diversivo per non pensarci. Il punto è che niente e nessuno può aggiungere dall’esterno qualcosa che all’interno non c’è, o almeno non in modo duraturo.

Ci vuole coraggio per riconoscere quello che manca, ed ancor di più che ciò che manca può essere ripristinato solo dall’interno e non dall’esterno. Affinchè questo sia possibile è necessaria la consapevolezza e conoscenza di se stessi: ma di se stessi come si è ora! Molte sono infatti le persone che provano il vuoto proprio perché hanno nostalgia di com’erano un tempo e non si riconoscono nell’immagine attuale. Riconoscere quello che manca richiede una profonda riflessione sulle proprie necessità emotive, al di là della soddisfazione immediata del bisogno, che è la via più semplice. Richiede che ti fermi e prendi consapevolezza che tutti gli eccessi a cui ti stai dedicando sono distrazioni: stai perdendo il senso di quello che sta succedendo dentro di te. Non devi aspettare niente e nessuno, hai tutto quello che ti serve per farcela, a patto che non inquini questo processo con l’affaccendarti in cose inutili. Se tolleri la sensazione di vuoto dentro di te, puoi entrare in contatto con  i tuoi bisogni più profondi e far emergere automaticamente risorse e soluzioni utili a riaccendere la scintilla.

“La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma, come la legna da ardere, ha bisogno solo di una scintilla che la accenda. Perché siamo, principalmente, proprio ciò che non vediamo di noi stessi. In quel silenzio rarefatto e invisibile che abita ognuno di noi c’è la prevenzione, la cura, la soluzione dei nostri disagi. (…) Qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema ti affligga, tu nasconditi…e rifugiati nel vuoto. (…)”. 

[Plutarco]

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